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LE MULTINAZIONALI DEL TERRORE CONQUISTANO IL MONDO

Gli attacchi terroristici in Europa dimostrano ancora una volta la difficoltà di conciliare i valori della nostra civiltà con quelle di società islamiche ancora chiuse e sottomesse ad una religione di cui si eseguono purtroppo alla lettera i comandi di morte mai abiurati , contro tutti gli infedeli considerati nemici. Come scrive a International Web Post il lettore Pietro Monte:” con tutte le culture del mondo possiamo, più o meno, confrontarci e dialogare, meno con la radicalità islamica in cui l’individuo impersona il giudizio di Dio e non conosce il pentimento,il perdono e la redenzione.

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“Sei blasfemo? Ti taglio la testa!” Possedere la presunzione di essere migliore dell’altro. Una superiorità assoluta e padrona della vita e governo della morte, sostituente quella dello stesso Creatore.” L’ Europa si indigna, (intendendo per Europa la maggioranza politica che la gestisce) quando qualcuno osa affermare che è in atto una guerra di civiltà Oriente –Occidente. La stessa replica con parole che richiamano alla solidarietà, all’impegno sociale, all’ accoglienza e bla bla bla… negando verità ed evidenze che rifiuta di discutere tanto fuorvianti sarebbero , a suo giudizio, le affermazioni espresse da menti esaltate, xenofobe e razziste che guarda caso, le differenze suddette le rilevano e vorrebbero armonizzarle con procedimenti culturali che non spetta al volontariato sparso ma alle istituzioni scolastiche sulla base di decreti legislativi emanati da tutti gli stati europei.

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Come sempre l’Europa sceglie le parole e mai i fatti. Che sia questo un modo di nascondere la paura che si annida ,volente o nolente, in ogni politico o personaggio pubblico che con il disconoscimento della verità intende esorcizzare l’avvento di scontri ancora più sanguinosi all’interno dell’Europa tra le due civiltà rappresentate appunto da etnie islamiche ed europee che comunque, a dispetto della solidale accoglienza, rimangono divise da ideologie sia politiche che religiose, sia economiche che fiscali, sia culturali che storiche.?! Vuole forse l’Europa ‘democratica’ dire ‘ non svegliamo il can che dorme’?

cms_3051/foto_3.jpgQuesto bisognerebbe chiederlo a D’Alema quando tanti anni fa con una espressione più o meno simile, ci metteva in guardia da questo pericolo. L’Europa dimentica facilmente le stragi, a cominciare dalla prima insurrezione islamica per delle innocue vignette danesi; in quel caso non erano solo due o tre terroristi a scatenare la rabbia violenta contro i vignettisti ma tutta la comunità islamica che scese in piazza e con un passaparola estese le proteste in altre parti d’Europa devastando, rovesciando e incendiando auto e vetrine. Con quegli attacchi gli europei impararono la lezione del silenzio!.

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Un silenzio che a distanza di anni ha dato sempre più potere all’islam radicale di massacrare in un sol colpo 12 vignettisti francesi di Charlie Hebdo. Oggi questi mondi separati sono realtà che nessuna forma di integrazione intrapresa è riuscita ancora ad unire poiché si sono creati piccoli ‘stati islamici’ in ogni regione, in ogni città, in ogni nazione e con essi altrettanti poteri religiosi ramificati che non conoscono altro Dio che il Corano, libro che Ahimè , produrrà stragi ancora più esecrabili e vistosi come è accaduto da sempre tra islamici e cristiani. Le giovani generazioni islamiche sicuramente si portano dietro un patrimonio culturale storico falsato dagli insegnamenti di imam fondamentalisti che avranno dipinto l’occidente come un serpente satanico da distruggere per aver usato eserciti crociati contro di loro. Anche questa parte della storia meriterebbe chiarezza affinchè gli stessi europei smettano di associarsi al coro islamico di condanna e sappiano valutare la guerra di oggi e quella di ieri come originatasi da una unico malefico comando : “uccidete gli infedeli ovunque li troviate…

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Ragione per cui, dopo massacri non dissimili da quelli di oggi, l’Europa cristiana reagì con l’invio di soldati che si definirono Crociati per difendere i pellegrini che in visita alla terra santa venivano ripetutamente attaccati e massacrati con gli stessi metodi che l’ISIS di oggi ci ha mostrato con i suoi disumani filmati. Per dirla con Thomas Stern Eliot, scrittore e poeta angloamericano che nel poema ‘Waste Land’ focalizzava la dissoluzione morale dell’Europa unificandola agli eventi e personaggi storici del passato, il tempo di ieri e il tempo di oggi sono un unico tempo e tutte le guerre sono un’unica guerra a significare che le ragioni delle guerre hanno sempre come obiettivo la distruzione dell’uomo universale nella sua unità. Finchè non verranno cancellati tutti i comandi di violenza insiti nel corano come nella Bibbia o in testi sacri di qualsiasi religione essendo quest’ultima una componente essenziale nella formazione spirituale, psicologica e morale di ogni cittadino nel mondo, la catena delle violenza continuerà inesorabile e le Multinazionali del Terrore continueranno a crescere fino a distruggerci. Senza dover qui dilungarmi in possibili percorsi di integrazione culturale, religiosa e politica i cui effetti comunque potrebbero non essere positivi tanto ardua sarebbe, al punto in cui siamo giunti grazie ad una democrazia lassista e bonista, avviare un nuovo percorso culturale che affronti in piena libertà e senza la paura di essere annoverati tra i martiri d’Europa,i temi summenzionati , l’Europa prenda atto che le industrie del terrore sono proprio quei paesi che per fedeltà all’alleanza atlantica, la stessa Europa ha dovuto accettare come amici; amici che per anni, oltre ad inviare in Europa manodopera non sempre necessaria accrescendo il numero di immigrati disoccupati costretti all’emarginazione e alla deriva terroristica come risposta ad un tipo di vita spiritualmente vuota di cui l’Europa stessa sarebbe responsabile, hanno lavorato contro l’Europa .

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Vediamo ora, come l’Arabia saudita investe i suoi miliardi nel terrorismo globale, imponendo la superiorità religiosa dell’islam che si diffonde a macchia d’olio, anche con il diritto coranico di uccidere, nei territori di altre nazioni dove i proseliti appena convertiti alla più crudele ramificazione islamica denominata Wahabismo, reclamano diritti e identità territoriali. Dal sito di Maurizio Blondet è possibile sintetizzare una mappa delle zone del mondo in cui la ferocia del wahabismo sta imperversando.

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In India si sta diffondendo la dottrina saudita dell’intolleranza, e gli adepti promettono sanguinose guerre di religione. Sul giornale militare Indian Defence Review di settembre 2014, il generale Afsir Karim ha raccontato come i sauditi stanno dominando (anzi cancellando) le altre forme di Islam, shia, sufi (quest’ultima spiritualista e tollerante ….., Questa dottrina di intolleranza e violenza sta imperversando anche tra le società del Bangladesh e Pakistan. “Da Karachi al Kyber.

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In Bangladesh, si registrano attentati esplosivi verso istituzioni laiche e contro le donne; due partiti islamici JEI (Jamaat-e- Islami) e JMB (Jama’at ul Mujahideen Bangladesh) vogliono fare del paese uno stato islamico, riportandolo all’oscurantismo del 13mo secolo…… Si insegna che indù, ebrei e cristiani sono idolatri da decapitare. Alle bambine si impedisce la frequenza scolastica, mentre la Students Islamic Movement of India (SIMI) dichiara la jhad armata per instaurare il Califfato. Altre organizazioni islamiche come il Gujarat Muslim Revenge Force, il Muslim Defence Force e lo Islamic Defence Force si addestrano alla violenza e contro i nativi iduisti che cercano di combatterli. Gli Indiani accusano la politica ambigua di Washington che è complice del regime saudita.(http://www.indiandefensenews.in/2014/09/obama-serial-interventionist-it-affects.html).

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In Malaysia, Dennis Ignatius, un vecchio diplomatico che è stato ambasciatore a Londra, Pechino e Washington, vede nell’estremismo esportato dai sauditi il massimo pericolo per la stabilità del Sud-Est asiatico. Una quantità di giovani dall’Indonesia e dalla Malaysia, da Singapore e dalle Filippine sono stati radicalizzati e si sono arruolati nella guerriglia in Siria….L’ex ambasciatore lamenta che nella sua Malaysia, nazione costituzionale e democratica, si parla addirittura di introdurre “ amputazioni delle mani, lapidazioni, crocifissioni” nel sistema penale. Anche lui punta il dito contro la monarchia Saudita, che “ha speso più di 100 miliardi di dollari in due decenni per esportare una cultura di intolleranza, odio e violenza”. Un ex primo ministro della Malaysia, Lee Kuan Yew, accusa l’Arabia Saudita di essere “l’ape regina” che diffonde il terrorismo in Asia e la sua “velenosa religione”. Egli racconta che fin dagli anni ’70, (stesso periodo in cui il revival islamico voluto dai collaborazionisti europei ,ha iniziato a diffondersi in Europa con l’immigrazione secondo cooperazione firmata dai traditori dell’Europa), i sauditi hanno radicalizzato la gioventù nell’Asia meridionale, e diffuso il Wahabismo considerato alla pari di un arma di distruzione di massa ( Wahabis mass destruction ).

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Ormai molti paesi dell’Asia riuniti in una organizzazione di alleanza ASEAN : Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Birmania, Filippine, Singapore) e anche Thailandia, Vietnam, Australia c’è uno stato di allerta perenne sul Wahabismo. Pechino ha ammesso nella SCO (Organizzazione di cooperazione di Shanghai) l’India oltre gli attuali membri (Russia e Cina, e le quattro repubbliche ex sovietiche Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tagikistan ed Uzbekistan – con lo scopo di rafforzare l’antiterrorismo wahabita. Un primo risultato concreto è che le nazioni del Summit (EAS) e dell’ASEan, oltre che dello SCO, si sono impegnate ad escludere l’Arabia per i loro approvvigionamenti energetici, per non essere loro a pagare il conto del terrorismo wahabita. Già l’estate scorsa, L’India ha sostituito l’Arabia con la Nigeria come fornitore, e la Cina si approvvigiona dalla Russia.

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E noi europei cosa facciamo per salvare la nostra Europea dalla distruzione islamica pianificata? Accogliamo senza riserve milioni di islamici che predicano il corano e disprezzano il nostro vangelo di cui dovrebbero studiarne almeno la storia non foss’altro che per rispetto verso l’Europa cristiana ospitante che oggi sta pagando il prezzo della sua superbia rinnegando il più grande messaggio che mai Maestro abbia lasciato al mondo intero. . Accettiamo senza opporci che la Russia non sia più il nostro fornitore energetico solo perché gli Usa, fregandosene della nostra economia asfittica, ce l’hanno imposto per punire la Russia stessa e farcelo arrivare dal Katar tramite una pipeline che attraverserà la Siria, che è una delle vere cause per cui si vuole la caduta di Assad.

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Come dice Blondet “ facciamo a gara a vendere ai wahabiti la corda con cui ci impiccheranno, o il coltello con cui ci taglieranno la gola.” (Maurizio Blondet). E se in Italia non ci sono ancora stati attentati eclatanti non è certo per merito del ministro Alfano ma solo perché il nostro territorio è un corridoio obbligato verso gli altri stati europei., come notava la stessa Oriana Fallaci. Il motto segreto sarebbe più o meno questo: “. Come arriveremmo in Europa senza l’Italia ?

Data:

28 Novembre 2015