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LE NUOVE FRONTIERE DELLA COMUNICAZIONE PASSANO PER LA DIGITALIZZAZIONE

La comunicazione pubblica, nel rispetto della sua tradizionale missione, oggi più di ieri è chiamata a garantire servizi di qualità. L’iscrizione a una scuola o a una facoltà universitaria, la ristrutturazione di un immobile, la presentazione della dichiarazione dei redditi, sono servizi reali che incidono molto nella vita di una persona e che spesso passano anche per l’uso della rete. Questo spiega perché innovazione tecnologica e riorganizzazione dei processi siano oggi, ancora più di ieri, fattori essenziali che si concretizzano nel potenziamento delle applicazioni in rete per la Pubblica Amministrazione e nella nuova frontiera della cultura digitale. La digitalizzazione e l’innovazione è uno dei tre assi strategici intorno ai quali ruotano le misure previste dal PNRR, il Piano di ripresa e Resilienza.

Una strategia che parte da lontano

Dalle elaborazioni CNIPA (Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione) che, con il decreto di riforma[1] ha assunto la nuova denominazione di DigitPA, emerge, ad esempio, che soltanto nel 2004 tutte le Amministrazioni pubbliche italiane potevano contare almeno su un sito web e ben 767 erano i siti web gestiti con un totale di visite all’anno pari a 285 milioni. Inoltre dalla lettura dei dati dell’epoca emerge anche una costante crescita del numero dei servizi online presenti sui siti (37 Amministrazioni erogavano 205 servizi) e di transazioni tra gli utenti e la Pubblica Amministrazione (172 milioni nel 2004 per i soli servizi ad accesso controllato). Due esempi concreti dimostrano poi che, dal 2000 a oggi, nel settore delle nuove tecnologie informative, il nostro Paese ha dimostrato di poter rivaleggiare con i maggiori competitor internazionali.

Il primo sito web dedicato all’euro

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Il primo sito web interamente dedicato alla comunicazione sull’euro, ad esempio, è targato ministero del Tesoro, oggi MEF, ed è stata un’autentica novità nel 2001 per una Pubblica Amministrazione. A fronte del canale informativo rappresentato da tv, radio, giornali, testimonial, spot informativi e numeri verdi, che hanno permesso al cittadino di familiarizzare con la moneta unica europea, creare l’aspettativa e la consapevolezza dell’evento, il ministero del Tesoro dell’epoca decise di puntare anche su un sito web per governare la transizione e per reperire le informazioni sull’euro presenti negli altrisiti o scorrere le notizie sulla moneta unica europea sulla stampa italiana ed estera. Uno strumento efficace che ha veicolato nozioni giuridiche e tecniche, note informative e varie indicazioni pratiche sull’euro. Un presidio informativo di agevole consultazione, a cui cittadini e piccole imprese hanno potutorivolgersi per avere verifiche immediate dei comportamenti quotidiani ed evitare così errori, truffe ospeculazioni.

I servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate

cms_30332/2_1682991981.jpgUn altro esempio concreto è quello dell’Agenzia delle Entrate che, grazie agli strumenti telematici, ha messo i contribuenti, già dal 2005, nelle condizioni di inviare la propria dichiarazione dei redditi direttamente da casa. Senza trascurare la miriade di informazioni fiscali che sono state veicolate con il primo giornale telematico di una PA, FiscoOgg.it, sempre targato Entrate, in rete dal 2001 e che nel 2022 ha raggiunto il traguardo di 5,2 milioni i visitatori e con il suo gemello Fisconelmondo.it, in rete dal 2005 al 2009, dedicato alla fiscalità internazionale. L’obiettivo, in entrambi i casi, è di orientare il contribuente nel mondo della normativa fiscale nazionale ed internazionale. Il tutto a costo zero e con un linguaggio informativo che ha fatto della semplificazione e della chiarezza il proprio cavallo di battaglia.

In crescita l’uso regolare del pc e di internet

cms_30332/3.jpgL’uso regolare di internet appare un fenomeno in crescita costante. Ad attestarlo è l’ultimo Rapporto 2023 sul Benessere Equo e sostenibile. Secondo le risultanze del Rapporto il 68,2% delle famiglie italiane dispone di un pc e della connessione a Internet (+3,1 punti percentuali rispetto al 2019). Il maggiore divario digitale si registra per tipologia familiare e per territorio considerato che l’indicatore scende al 34,6% tra le famiglie di soli anziani. Inoltre se si considera l’area del Mezzogiorno una famiglia su tre resta esclusa (62,4%), e lo svantaggio rispetto al Nord è di -8,6 punti percentuali. Infine sono più di 40 mln le persone che usano regolarmente internet in Italia dagli 11 anni in poi con una percentuale che, nel 2022, si è attestata al 75,6%.

Dal territorio agli anziani le differenze si sentono

cms_30332/4.jpgE se l’uso regolare di internet tra le persone di 11 anni e più appare in crescita costante a marcare la differenza sono, invece, i territori con un vantaggio di 8 punti percentuali del Nord sul Mezzogiorno (78,6% contro 70,6%). In crescita anche l’indicatore per i più anziani che rimangono indietro con un 54,2% tra le persone di 65-74 anni e un 19,2% tra le persone di 75 e più. Sostanzialmente invariato appare il gap tra uomini e donne (in media 6 punti percentuali a vantaggio degli uomini), che tuttavia caratterizza esclusivamente gli over 60.

L’Italia è ancora lontana dal raggiungimento della connettività gigabit per tutte le famiglie, ma, rileva ISTAT, ha fatto un notevole passo avanti. Nel 2022, infatti è stata superata la soglia del 50% delle famiglie che abitano in una zona servita dalla connessione veloce a Internet (VHCN). Tuttavia si rilevano evidenti differenze territoriali, con un range che va dal 58,4% del Centro al 50,7% del Nord-est.

Il ruolo dei big data analytics

cms_30332/5.jpgLa vera “chiave di Volta” oggi sono le innovazioni che coinvolgono i canali digitali, la raccolta e l’analisi di ingenti volumi di dati (big data analytics) i cosiddetti behavioural insight. Ma di che cosa si tratta?

Si tratta di una misura utile per comprendere in profondità gli effetti comportamentali di una data strategia comunicativa sulla cittadinanza.

Grazie a questi strumenti, ricorda l’Ocse, Organizzazione internazionale di studi economici, è possibile condividere informazioni di maggiore portata e impatto, incoraggiare comportamenti positivi, ascoltare i cittadini e comprendere le loro esigenze e aspettative.

Questo spiega perché oggi si ritenga opportuna una maggiore spinta alla transizione digitale non soltanto nell’ambito delle imprese ma anche della Pubblica Amministrazione.

Il PNRR e la digitalizzazione

cms_30332/6.jpgI progetti di investimento e riforma, che coprono l’intera durata del Dispositivo per la ripresa e resilienza fino al 2026, sono raggruppati in 16 diverse componenti che, a loro volta, sono condensate in 6 differenti missioni.

Una di queste missioni è dedicata proprio alla digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo.

Un pacchetto completo di riforme e investimenti necessario per accedere alle risorse finanziarie messe a disposizione dall’Unione europea con il Dispositivo per la ripresa e la resilienza, perno della strategia di ripresa post-pandemica finanziata tramite il programma Next Generation EU (NGEU).

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[1] Con il decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 177, si è provveduto alla “Riorganizzazione del Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione, a norma dell’art. 24 della legge 18 giugno 2009, n. 69”.

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Data:

2 Maggio 2023