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LE POLEMICHE SUL NATALE CONTINUANO MENTRE L’ITALIA SCIVOLA NELLA POVERTA’

Non c’è trasmissione televisiva che in questi giorni non abbia affrontato con ospiti eccellenti il tema del Natale che quasi puntualmente al suo approssimarsi ogni anno si tinge di polemiche e di contestazioni spesso ad opera di immigrati islamici che mostrano intolleranza verso le tradizioni cristiane in ambito scolastico. Le contestazioni tuttavia, quando ci sono, solitamente vengono esagerate e talvolta esasperate più dalla insensibilità e dalla mediocrità dei capi d’Istituto che dalle stesse famiglie islamiche.

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Ai presidi infatti, troppo spesso manca la consapevolezza di essere entrati in una nuova era , di essere, cioè, ormai totalmente immersi in quel processo di globalizzazione che naturalmente impone ai giovani studenti l’accettazione della diversità culturali che non può valere solo per l’alunno o lo studente cristiano nei confronti dell’Islamico ma viceversa anche da parte dell’islamico nei confronti della diversità culturale del compagno cristiano. Se un preside nella sua funzione di supervisore della didattica,quest’ultima certamente essenziale nella formazione di una coscienza planetaria, si tira vigliaccamente indietro perché impaurito dalla probabilità che la celebrazione del Natale possa offendere gli alunni islamici e di conseguenza subire un attacco terroristico, cancellando la festività e con essi i canti natalizi, allora questo preside e con lui tutta la schiera di presidi che da trent’anni ad oggi hanno favorito la divisione nella scuola tra islamici e cristiani solo per accontentare le richieste di un padre islamico ignorante che contesta, questo preside merita l’espulsione immediata dalla scuola per tradimento verso il sapere umanistico, scientifico, spirituale.

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Quest’ultimo termine troppo spesso confuso con la sola dottrina religiosa , è invece una emancipazione dell’ anima verso il riconoscimento dell’ appartenenza di tutti gli esseri viventi allo stesso creato, inteso questo come opera di una mente universale che tutto conosce, sa e dispone. Questa emancipazione che passa inevitabilmente dalla psicologia e dalla filosofia come mezzi di ricerca interiore ed esistenziale può realizzarsi tramite discipline religiose se condotte da insegnanti preparati alle nuove metodologie educative tra cui la didattica olistica e transdisciplinare. Quello che è accaduto nella scuola di Rozzano e accade in altre scuole quasi certamente in altre nazioni europee è deplorevole, ancor più quando da una delle trasmissioni ( Virus) ) è risultato che l’idea di cancellare la festa del Natale dalla scuola Garofano di Rozzano è stata una iniziativa esclusiva del Preside a cui nessun islamico si era rivolto per chiederne la cancellazione. Alcuni islamici intervistati hanno infatti sostenuto che loro non si sono opposti alla festa del Natale e che non erano affatto turbati dalla sua celebrazione. Ciò dimostra che per pochi islamici arroganti che nel passato hanno protestato, si sono levate le voci favorevoli di altrettanti insegnanti e dirigenti scolastici ‘mediocri’ il cui agire era sicuramente viziato da contaminazioni ideologiche antireligiose.

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Punti a favore del Natale lo ha dato certamente Vittorio Sgarbi che ha aperto la trasmissione Virus con una critica severa verso Crozza che nel suo ironizzare con toni canzonatori i politici in difesa del Natale, non ha dato il meglio di sé. Superba invece è stata la critica artistica di Sgarbi sugli incantevoli dipinti più celebri relativi alla Natività tra cui anche quella di Giotto. Trattasi della sublimazione di un evento umano che diventa divino , artisticamente espresso su celebri tele con stili e forme diverse ma tutte unite da un unico sentimento: la tenerezza di una madre verso un bimbo che nasce e la bellezza della natura che con angeli celestiali partecipano dell’evento.

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Ecco ! Se il Natale venisse celebrato così come Sgarbi lo ha descritto artisticamente di fronte a dei magnifici dipinti facenti parte della cultura italiana nessun alunno/a islamico/a avrebbe potuto indignarsi di fronte ad una visione spiritualmente coinvolgente ma avrebbe al contrario rafforzato il rapporto tra due culture religiose diverse.

cms_3097/foto_5_.jpgAssolutamente irrispettoso è stato invece a Piazza Pulita il commento sarcastico di Angelini stupidamente denigratorio nei confronti della Germini e di Salvini seguito però dalla equilibrata replica dell’on. Germini che auspicava invece un insegnamento inclusivo dove la celebrazione delle festività cristiane e islamiche possono reciprocamente condividersi.

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Ma nella trasmissione “ La Strada dei Miracoli “ il dibattito finale dedicato alle polemiche natalizie hanno visto uno scontro ideologico da parte del matematico Piergiorgio Oddifreddi (Torino) il quale sosteneva l’eliminazione della religione e delle feste religiose a scuola da celebrarsi invece, nei rispettivi luoghi di culto che per i cattolici dovrebbero esser ‘gli oratori’. Giusta osservazione se ci fosse però una legge europea valida per tutti, poiché è ormai noto che l’Islam, dagli esperti considerato un sistema politico religioso, sta crescendo a dismisura tanto da poter in un futuro non lontano divenire la prima in Europa. La domanda sarebbe: Cosa accadrebbe a quel punto? Gli eventi storici e ancor più quelli attuali non sono rassicuranti e il timore che i cristiani di oggi domani debbano essere costretti con la forza alla conversione non è ipotesi da sottovalutare.

cms_3097/foto_7_.jpgDunque perché tanta ostilità verso la propria cultura religiosa e mai nessun commento negativo sulla religione islamica già imperante in molte città europee? Il Natale, secondo Oddifreddi sarebbe un’ invenzione perché si sa che il 25 di dicembre è la festa del solstizio d’inverno e che i cristiani ne hanno usurpato la festività inserendo la data del 25 nella loro festività. E’ vero ciò che dice Oddifreddi ma, per maggiore completezza entriamo nell’esoterismo e spieghiamo il significato di questa festività tanto amata in tutto il mondo. Bisogna ricordare che nella civiltà egizia Dio veniva rappresentato con simboli diversi in rapporto al segno nel quale nasceva il sole. Nella religione Mitraica il Dio Mitra nasce sotto il segno della Vergine. Secondo lo studioso Williamson i sacerdoti del tempio tracciarono l’oroscopo per stabilire la nascita del Dio Sole . Giunsero alla data del 25 dicembre e fu individuato il segno della Vergine. Questi dati furono ereditati dal cristianesimo e si disse che Gesù era nato dalla Vergine. La Vergine dello Zodiaco veniva rappresentata come una donna che allatta un bambino celestiale e da allora questo segno divenne il simbolo dei condottieri invincibili discendenti direttamente da Dio per aiutare l’Umanità in crisi. La traduzione dal greco è: ..”e fu incarnato dello Spirito Santo e della Vergine.” Erroneamente però fu tradotto : e dallo Spirito santo e dalla Vergine . Questa è la ragione per cui sia nell’Induismo che nel Buddismo il racconto della nascita di Budda 600 anni prima di Cristo e di Krishna 3000 anni prima di Cristo, salvatori dell’umanità è raccontata con le stesse modalità e gli stessi eventi.

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Queste similitudini stanno a dimostrare la ciclicità di eventi spirituali nella storia delle manifestazioni così come lo sono i corsi della storia enunciati da G. battista Vico. Rimane comunque la verità che la nascita è un miracolo che si ripete ogni giorno sulla terra e che la sua celebrazione ricordando quella nascita di un Maestro che con i suoi insegnamenti ha donato al mondo la libertà di riscattarsi dal male e dalla morte è un miracolo altrettanto reale e attuale oltre che eterno. Le crisi economiche che attraversano l’intera Europa di cui non si comprendono ancora i disegni occulti ci inducono a stare uniti e a vivere in armonia con i nostri cari e i nostri vicini ; quei vicini oggi in estrema difficoltà che tanto ci ricordano la miseria di quel natale di Edoardo De Filippis: “Natale in Casa Cupiello”. Per ritornare a crescere e ritrovare l’armonia perduta, abbiamo bisogno di Unità e di condivisione ma soprattutto abbiamo bisogno di riconoscere tutto il male che ciascuno di noi ha fatto senza esserne consapevole, alla natura, al prossimo, alla vita . Abbiamo bisogno di essere perdonati e di perdonare.

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Questo papa Francesco lo ha compreso e per unire ancora il mondo nella pace ha indetto, con uno spirito del tutto nuovo, il Giubileo straordinario come straordinari sono le negatività in questi tempi di orrori: il caos, la rivalità,la violenza, la morte, la guerra, l’odio, le debolezze…. Personificazioni malefiche contro cui combattere per ristabilire l’ordine, la pace, la giustizia. Entriamo dunque attraverso la Porta Santa, come gesto simbolico ma efficace per trasformare le nostre coscienze e adeguarle alla legge Universale di quel Dio che comunque si chiami è sempre dentro e intorno a noi.

Data:

8 Dicembre 2015