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LE TELE DEL MAESTRO MARIO COLONNA

Varcare il Museo Civico Archeologico di Gravina in Puglia e scoprire nuove emozioni ammirando le tele di Mario Colonna, è un’esperienza irripetibile. Da non perdere.

“Itinerari – Incontri” è il titolo della mostra allestita grazie alla Fondazione “Ettore Pomarici – Santomasi” nello scrigno architettonico del Museo in piazza Benedetto XIII, pieno centro storico di una Gravina sempre più all’avanguardia in materia di arte e cultura.

Una location incantata che trasuda talmente tanta storia da perdere la testa. E questa sede è quanto mai azzeccata per le storie raccontate dai pennelli del Maestro Colonna.

Chicche da gustare tela per tela.

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Si parte dalla sezione ’Storia e mito’ con il polittico dal titolo “Il naufragio di Enea”: l’opera dipinta verso la fine degli anni Ottanta, rappresenta profeticamente il primo grande esodo in Italia di vite disperate dall’Albania, datato estate 1991.

cms_7697/foto_mario_colonna.jpgColonna esprime attraverso determinati simboli, le diverse realtà esistenziali. Il ’fil rouge’ del polittico (ma in realtà un po’ di tutte le tele che rappresentano volti e corpi contestualizzati in episodi di vita ordinaria e straordinaria) è la presenza di una luce che irradia il tutto.

Simboleggia una “speranza” che incita ad impegnarsi, a dare fiducia alle persone e al futuro. Mentre il fuoco, altro elemento presente nel “Naufragio di Enea”, rappresenta lo stare assieme, simbolizza una comunità – a partire dalla famiglia fino a giungere a gruppi di persone accomunati da una determinata situazione di vita o di lavoro.

Poi c’è il mare: “il mare è vita – spiega il Maestro – e proprio dal mare nasce la vita sulla Terra. Nelle mie opere, rappresenta anche la mutevolezza degli individui”.

Un altro olio su tela ritrae il riposo di un gruppo di briganti in una foresta lucana. L’opera dipinge il momento storico del brigantaggio, inserita in una mostra itinerante voluta dalla Regione Puglia anni fa, dal titolo “Historiae”, di cui fanno parte altre opere esposte come “Costa Ionica”, “Murgia”, “Transumanza” e “Alla Corte di Federico”.

Colonna ha bevuto “latte e trementino dal seno di sua madre”, come racconta lui stesso. Figlio e nipote d’arte, sin dall’età di 5 anni dimostrò di avere la vocazione dell’artista. E’ inutile accennare la biografia e le opere di Colonna: la sintesi sarebbe troppo lunga. Occorre tuttavia ricordare che è anche scultore e ha creato opere esposte, tra le altre, al Parlamento italiano e ha curato affreschi pregiatissimi in altrettante importanti chiese italiane.

Ma quale è la ricetta vincente per dipingere un quadro di successo?

cms_7697/foto_mario_colonna.jpg“Non c’è un segreto – confida il Maestro – ma posso solo raccontare la mia esperienza: i miei lavori non sono mai uguali perché cambio sempre tecnica, e cambiando tecnica, mi rigenero. Ogni opera rappresenta un universo di unicità”.

Un’altra sezione della mostra riguarda i visi e storie di vita quotidiana: “Il viso – ci racconta Colonna – è l’esplorazione di un mondo nuovo; dalla geografia del volto si evincono tanti profili anche di natura psicologica. I miei ritratti sono sempre di persone vere e non di fantasia”.

Stupefacente la sezione dedicata ai paesaggi. Materialmente sono paesaggi tipici della nostra terra, metaforicamente rappresentano anche paesaggi dell’anima. Quelli dipinti da Colonna, sono landscapes che rapiscono la vista trasportandola ovviamente in uno spaccato di paesaggio reale, ma sapientemente condito dalle emozioni che il nostro artista-poeta fa trasudare dalla tela.

Le foreste, il mare, la campagna, o ad esempio, “Le rughe della Terra” sono dipinte dal vivo. Le tele, in ogni pennellata, danno enfasi a ciò che prova l’artista, sprizzando dai colori lo stupore degli occhi di Colonna di fronte alle meraviglie anche faunistiche della Natura.

Molte opere esposte ritraggono la Foresta Mercadante di Cassano Murge, in provincia di Bari.

Non solo natura dal vivo, ma Colonna ha dipinto anche diverse nature morte: tra le opere esposte, la più sorprendente ad effetto 3D in alta definizione è quella intitolata “Zucche”.

Nella sezione “Mito e storia”, esposte anche opere di esodo biblico.

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Descrivono esodo di popoli, ma simboleggiano anche l’esodo che affronta l’essere umano, in fuga da se stesso. Il movimento dei corpi, dei volti, rappresentano il viaggio della nostra anima verso nuove verità. Il viaggio rimette in discussione la nostra vita, cercando nuovi percorsi per migliorarsi e migliorare anche chi ci è accanto. E’ il percorso che conduce alla ricerca di quel “quid” che tipicizzi in meglio la nostra esistenza terrena.

Anche in questa sezione, l’elemento chiave per la comprensione metaforica delle opere di Colonna è nuovamente il fuoco, elemento di aggregazione, che assurge alla catarsi degli uomini, realizzabile solo stando assieme agli altri.

In un mondo tipicamente individualista, in cui ognuno esprime e impone il proprio Io, con una forte prepotenza egoistica, ecco che le tele di Mario Colonna, danno la soluzione: il fuoco è la risposta. Il fuoco è l’elemento che ci proietta in un mondo migliore solo se c’è condivisione, solidarietà, rispetto verso gli altri, amicizia, amore. Soltanto assieme, si può progettare un futuro costruttivo colmo di pace e serenità.

E, prima di trasportare su tela il suo pensiero, il Maestro Colonna si è allenato in una “palestra” speciale: la sua splendida famiglia di 4 figli, in cui si coltivano i valori suddetti senza finzioni e con autentica dedizione.

Per saperne di più, visitare il sito mariocolonna.com

La mostra resterà aperta fino al 26 novembre 2017.

Data:

12 Novembre 2017