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LE TRADUZIONI di POESIA Gerard ManleyHopkins – ‘Carrion comfort’

Gerard Manley Hopkins è (unanimemente?) considerato il più grande poeta di lingua inglese dopo Shakespeare. Sarà pure che la grandezza di quest’ultimo possa sbaragliare chiunque, sarà per qualche strana congiunzione astrale, sta di fatto che Hopkins (Stratford, Essex, 1844 – Dublino 1889) non ci pare ancora riconosciuto e celebrato come si dovrebbe, almeno nell’ormai pigra e smemorata Europa.

Poeta difficile e assolutamente originale, dotato di una profonda ricchezza spirituale, seppe guidare la poesia inglese fuori dell’asfissia delle convenzioni vittoriane, spezzando decisamente il metro tradizionale e rinnovando il linguaggio; tale posizione di avanguardia fu compresa appieno soltanto dai poeti del primo dopoguerra. Nel 1930 venne pubblicata l’edizione integrale dei suoi Poems. (Da www.treccani.it).

Augusto Guidi, grande anglista, sintetizzò così – era il 1942 – la vita di Hopkins: Nella sua vita breve non conobbe nessuna sorta di gloria né di notorietà: visse tra la sua preghiera e la sua poesia, noto a pochi insigni amici. Soltanto dopo la sua morte se ne è scoperta la grandezza. V’è chi lo ritiene il maggior poeta inglese dei suoi anni”. Ovverosia, in vita Hopkins non pubblicò neanche un verso. Nel 1862 vinse un concorso di poesia, nel 1863 ottenne una borsa di studio per il Balliol College a Oxford, dove ebbe maestro W. Pater e conobbe R. Bridges. Convertitosi al cattolicesimo nel 1866, fu ricevuto nella chiesa romana da J. H. Newman. Distrutte tutte le poesie che aveva scritto, entrò nel noviziato dei gesuiti dove rimase nove anni. Il lungo silenzio poetico fu interrotto solo quando, su suggerimento di un superiore, scrisse la già citata Wreck of the Deutschland, una lunga poesia che narra l’affondamento nel Tamigi di un bastimento tedesco. L’ardita novità del linguaggio e della tecnica, dall’autore stesso definita sprung rhythm e basata essenzialmente sull’accentuazione anziché sul numero delle sillabe, sconcertarono R. Bridges, al quale H. inviò il poema. Ordinato sacerdote nel 1877, predicò a Londra, Oxford, Liverpool e Glasgow, fu insegnante al collegio dei gesuiti a Stonyhurst e nel 1884 ebbe la cattedra di greco all’università di Dublino. Ipersensibile e di salute delicata, visse isolato e tormentato dal senso della propria inadeguatezza, ma sempre fedele alla sua vocazione. Durante quegli anni non cessò mai di scrivere poesie, inviandole a Bridges e R. W. Dixon, i quali tuttavia mancarono di comprenderne tutta la forza e la modernità. L’edizione integrale dei suoi Poems apparve nel 1930. Suoi Note-books and papers, fondamentali per comprendere il messaggio di H., sono stati pubblicati nel 1937. “Ha giocato d’azzardo col lessico, non meno di Joyce”, di certo, Dylan Thomas, W.H. Auden e T.S. Eliot gli sono debitori, discepoli, quasi. “La vita ascetica non lo induriva, anzi lo inteneriva di più di fronte agli affetti umani delle persone che aveva a cuore”. Nel 1937 Benedetto Croce aveva pubblicato un articolo intitolato Un gesuita inglese poeta, intravedendone il genio in un “profondissimo sentimento della vitalità o, come si suol dire, della natura, che al tempo stesso viene da lui innalzato ad ansia, angoscia ed aspirazione morale: per modo che, sensibilissimo come esso si dimostra agli spettacoli naturali, niente è in lui della sensualità e del disgregamento impressionistico oggi consueto.” E se è vero che le sue liriche uscirono in parte già nel 1918, si dovette attendere il 1930 per una edizione integrale di tutte le sue opere. Tuttavia Croce, sia pure sette anni dopo, ci aveva visto giusto. La rivista Poesia (n. 7/8) proponeva un numero davvero notevole di traduzioni, per essere una rivista mensile. In Italia Hopkins fu tradotto da Augusto Guidi, Viola Papetti, Nanni Cagnone, Rosanna Farinazzo, Franco Marucci, mentre otto poesie vennero tradotte, nel 1951 da Beppe Fenoglio. Noi vi proponiamo Carrion comfort tradotta da Rosanna Farinazzo. Un consiglio: diffidate dalle (pessime) traduzioni che si trovano online, soprattutto se anonime!

Carrion comfort

Not, I’ll not, carrion comfort, Despair, not feast on thee;

Not untwist—slack they may be—these last strands of man

In me ór, most weary, cry I can no more. I can;

Can something, hope, wish day come, not choose not to be.

But ah, but O thou terrible, why wouldst thou rude on me

Thy wring-world right foot rock? lay a lionlimb against me? scan

With darksome devouring eyes my bruisèd bones? and fan,

O in turns of tempest, me heaped there; me frantic to avoid thee and flee?

Why? That my chaff might fly; my grain lie, sheer and clear.

Nay in all that toil, that coil, since (seems) I kissed the rod,

Hand rather, my heart lo! lapped strength, stole joy, would laugh, chéer.

Cheer whom though? The hero whose heaven-handling flung me, fóot tród

Me? or me that fought him? O which one? is it each one? That night, that year

Of now done darkness I wretch lay wrestling with (my God!) my God.

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Traduzione di Rosanna Farinazzo

No, non banchetterò su te, Disperazione, conforto da carogne;
non slegherò i già lenti ultimi nodi d’uomo
in me, né stremato griderò: non posso più. Io posso;
posso qualcosa, sperare, volere il giorno, non scegliere il non essere.

Ma tu, oh tu terribile, perché violento sopra me oscillare                                                                    

Il tuo piede destro morsa del mondo? premermi con zampa di leone?
scrutare con cupi occhi divoranti le mie ossa fracassate? e agitare
con alterne tempeste il mucchio là di me: di me in delirio di scansarti e fuggire?
Perché? Perché la mia pula volasse via; il mio grano rimanesse netto e puro.                                 

Ma in tanta fatica, in tale stretta, da quando (sembra) baciai la sferza,
ammetti piuttosto, mio cuore guarda! succhiai  forza, rubai gioia, vorrei ridere, acclamare.
Acclamare, ma chi? l’eroe la cui manovra divina mi scagliò, il cui piede mi piegò?
o me che l’ho combattuto? o chi dei due? entrambi?
Quella notte, quell’anno di buio ora finito, io sciagurato giacqui, lottando con (o mio Dio!) il mio Dio.

Data:

11 Aprile 2024