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LE TRUPPE RUSSE LASCIANO IL KAZAKHSTAN

Il contingente russo dell’Organizzazione del Trattato per la sicurezza collettiva (Csto), l’alleanza militare di sei Paesi ex sovietici (Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Federazione Russa) andato in aiuto del Kazakistan durante i violenti disordini dei giorni scorsi, è intervenuto su richiesta del presidente Kassym-Jomart Tokayev, che due giorni fa ha annunciato l’inizio del loro ritiro e ritorno verso la propria base principale.

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«Le unità di soldati di pace dell’’Organizzazione del Trattato di Sicurezza collettiva avendo adempiuto ai loro compiti prefissati e avendo controllato la situazione, hanno iniziato a preparare il materiale militare e tecnico da caricare sugli aerei dell’aeronautica russa, in vista così del ritorno alla loro base permanente», ha detto il ministero della Difesa russo da Mosca. «In conformità con il piano, – aggiunge – le truppe hanno iniziato la consegna di obiettivi socialmente importanti alle forze dell’ordine nazionali».

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Il presidente, Kassym-Jomart Tokayev, l’11 gennaio aveva già avvisato che i duemila soldati arrivati dalla Russia avrebbero cominciato a lasciare il Paese entro due giorni massimo, ma con un ritiro graduale di circa una decina di giorni, così da essere sicuri di avere la situazione generale sotto controllo e avere il tempo di sistemare alcuni danni causati durante le proteste. Intanto, sempre Tokayev, è anche giunto in visita nella città di Almaty, il centro delle proteste cittadine e dei violenti disordini che ci sono stati con le forze dell’ordine e che sono stati sedati nei giorni scorsi, dando diverse indicazioni alle autorità locali di approfittare delle devastazioni (anche dal punto di vista architettonico) dovute alle proteste, per rinnovare il centro abitato del Paese. Le operazioni “antiterrorismo”, comunque, sono state dichiarate ufficialmente concluse in tutto il paese.

Data:

14 Gennaio 2022