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LE UNICHE CERTEZZE

cms_19629/0.jpgA Gennaio e Febbraio ancora non si capiva cosa ci fosse sotto quelle influenze che degeneravano in polmoniti terribili, molto spesso fatali. Poi s’è capito dov’era il trucco: un altro virus che ci penetrava in corpo come fa il coltello che affonda nel burro. Nudi di fronte ad una specie di plotone d’esecuzione. Non avevano né anticorpi nel sangue, né sentinelle in giro e né fucili per difenderci. Gli ospedali stessi erano divenuti luoghi di contagio come le trincee della guerra del ’15 durante la “Spagnola”. La morte che eravamo abituati a vedere lontano, nei paesi una volta detti del terzo mondo, ci è arrivata vicino, in diretta, con lo strazio di veder morire le persone senza il conforto di un familiare: non un abbraccio, non una carezza che potessero lenire il dolore e la paura della vita che finisce. Uno dei primi pazienti, l’anziano di Fondi, lo vidi trasferire allo Spallanzani, rinchiuso in una specie di sarcofago e mi venne da pensare che ancora prima di soccombere al virus dovevi sopravvivere alla claustrofobia di quel contenitore e di quello che ti stava accadendo intorno.

Andammo alla guerra coi temperini, avevamo dismesso per convenienza la produzione di ogni minimo dispositivo di protezione individuale, le mascherine le avevamo lasciate produrre ai paesi dove la manodopera costava meno. Magari qualcuno produceva camici come la società di cui la moglie del Governatore della Lombardia era azionista.

Qualcuno s’è messo a produrre mascherine con su il nome del proprio campanile, come se fosse un vezzo, una moda ed invece tutto ci stava costando molto caro.

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Abbiamo provato farmaci, all’inizio l’idrossiclorochina che pareva efficace ma fu stroncata da uno studio pubblicato sulla rivista inglese “The Lancet”, salvo poi essere ritirato dagli autori. Ora arriva un altro studio coordinato dall’OMS che stronca il Remdesivir (l’antivirale realizzato contro Ebola) dopo che l’Unione Europea ne aveva autorizzato l’uso (e usato anche recentemente da Trump). Insomma, Remdesivir, Idrossiclorochina, la combinazione Lopinavir/Ritonavir e i regimi a base di Interferone, tutti dichiarati sostanzialmente inefficaci. Resistono le Eparine a basso peso molecolare (contro le complicanze tromboemboliche), qualche cortisonico e alcuni antibiotici, se non altro per scongiurare super infezioni batteriche.

Eppure “radio fante” ovvero quel che si raccontano i medici in una chat dedicata, indica nell’idrossiclorochina, usata nelle primissime fasi dell’infezione, un’efficace contrasto alla replicazione del virus.

Si procede a vista aspettando il vaccino (anzi i vaccini perché chi arriva primo si accaparra una buona fetta di mercato) mentre il contagio sale e non siamo ancora nella stagione fredda.

Eppure dobbiamo vivere, riprendere le attività, quelle scolastiche, economiche, dobbiamo tener bene l’assistenza medica di base e gli ospedali funzionanti poiché le comuni patologie non ci scansano perché c’è il SARS-CoV-2.

Eppure dobbiamo vivere e possibilmente senza inutili angosce.

Abbiamo un’arma formidabile: LA RAGIONE.

USIAMOLA: MASCHERINA – DISTANZIAMENTO – IGIENE COSTANTE DELLE MANI.

I bambini hanno imparato prima di noi, seguiamone l’esempio .

Data:

23 Ottobre 2020