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L’economia del coronavirus in Italia (27^ analisi)

I dati relativi alla diffusione del Coronavirus sono rappresentati di seguito con una analisi di quelle che sono anche le caratteristiche economico-finanziarie del fenomeno. I numeri relativi ai casi, ai morti ed ai guariti sono certi in quanto derivano dalle rilevazioni che vengono predisposte dalla Protezione Civile. I dati relativi alla dimensione economico-finanziaria del fenomeno sono calcolati come delle stime sulla base di quello che è il valore della vita umana, ovvero lo Human Life Cost-HLC[1]. In modo particolare il valore della vita umana, anche indicato come Life Value varia in base ad un insieme di variabili, ed in senso ampio, per quanto riguarda il mondo occidentale a reddito medio-alto, è stato stimato in un range che va dai 4 milioni di dollari in Nuova Zelanda, fino ai 9 milioni di dollari in USA. Sulla base anche delle indicazioni relative all’attribuzione di valore della vita umana che sono contenute nel libro di Felix Martin intitolato “Denaro” [2], il valore della vita umana in Italia è stato approssimato a circa 5.000.000,00 di euro. Pertanto, ciascun individuo che è risultato portatore della patologia viene ad essere potenzialmente liquidato con un ammontare di 5.000.000,00 di euro. Chiaramente il valore è una misura del danno che si manifesta in caso di eventi gravi ed altamente imprevedibili, come sono appunto le crisi e le pandemie.

Figura 1. L’economia del coronavirus dati sanitari.

Figura 2. L’economia del coronavirus. Dati economici.

Data 07/04/2020. Il risultato è tale da manifestare che in data 07/04/2020 è stato perso un valore cumulato pari a 936,4 miliardi di euro, ovvero pari al 52,36% del PIL, equivalente ad un valore pro-capite di 15.503,64 euro. Complessivamente, il valore che è stato perduto corrisponde ad un detrimento reddito per circa 31.625.127 italiani. Il tasso di crescita del coronavirus è diminuito nelle ultime 24 ore. Esso è infatti passato dal 2,79% del 06/04/2020 al 2,29% del 07/04/2020, con una crescita da 132.547 unità fino a 135.586 unità. Il numero dei morti è pari a 17.127 unità, il numero dei guariti è pari a 24.362. Il tasso di mortalità è pari al 12,63% mentre il tasso di guarigione è del 17,97%.

Predizione in data 07/04/2020. La crescita ha subito una riduzione. Ai tassi seguenti si verifica un raddoppio ogni 30 giorni circa. Il tasso di crescita è notevolmente diminuito: questo significa che le misure assunte dal governo stanno producendo i risultati attesi. Il tasso di crescita dei contagi è sceso per la prima volta sotto il 3%. Chiaramente poiché la base ha superato le 130.000 unità si creano comunque un numero di casi molto ampi. In ogni caso la riduzione dei tassi di contagi è certamente un elemento positivo nell’interno del contesto dell’analisi del fenomeno sotto il punto di vista metrico. Il rischio è che il tasso ad un certo punto si fermi, ed invece di continuare a crescere, si blocchi intorno ad un valore anche basso, che però con le basi che sono indicate può significare avere un numero di casi comunque notevolmente elevato.

La previsione a medio-lungo periodo. Occorre considerare che il tasso medio di crescita del coronavirus è diminuito sostanzialmente nel periodo tra la settimana tra il 25/02/2020 dove il tasso era pari al 33,4% e l’ultima settimana tra il 30/03/2020 ed il 04/04/2020 dove il tasso è stato pari al 4,12%. Chiaramente occorre considerare che anche se i tassi diminuiscono in realtà vengono ad essere calcolati su montanti sempre più significativi e quindi anche un aumento di una percentuale bassa su una base di centinaia di migliaia di unità dà un risultato in valore assoluto significativo.

Dati Regionali. Di seguito vengono ad essere riportati i dati relativi alle regioni italiani. Il dato viene riportato in quanto la situazione italiana presenta una elevatissima polarizzazione e centralizzazione nell’interno della regione Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. E pertanto l’analisi nazionale risulta essere parziale e manca di rappresentare la complessità del fenomeno che riguarda le regioni e che in modo particolare aggrava la situazione di talune aree geografiche e di alcune popolazioni locali rispetto al dato nazionale.

Ricoverati con sintomi. Nella classifica delle regioni per numero di ricoverati con sintomi al primo posto vi è la Lombardia con un ammontare pari a 11.833 unità, ovvero pari ad un ammontare del 41,20% seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari a 3.750 unità pari al 13,06% e al terzo posto vi è il Piemonte con un valore dei ricoverati con sintomi pari a 3.553 unità pari al 12,37%. Le prime tre regioni pertanto totalizzano un ammontare pari al 66,63% del totale dei ricoverati con sintomi. Agli ultimi posti della classifica si posizionano Valle d’Aosta con un numero di ricoverati con sintomi pari a 118 pari allo 0,41% del valore nazionale, seguiti dalla Basilicata con un valore pari a 47 unità ovvero pari allo 0,16% e il Molise con un ammontare pari a 35 unità ovvero pari ad un valore di 0,12%.

Terapia intensiva. Nella classifica delle regioni italiani per valore della terapia intensiva la Lombardia è al primo posto con un ammontare pari a 1.305 unità ovvero pari ad un valore del 34,4%, seguita dal Piemonte con un numero di persone paria 432 unità pari all’11,39% e dall’Emilia Romagna con un valore pari a 366 unità pari al 9,65% del dato nazionale. Le prime 3 regioni della classifica totalizzano il 55,45% del valore nazionale delle persone in terapia intensiva. Agli ultimi posti vi sono Valle d’Aosta con un valore pari a 17 unità pari allo 0,45% del dato nazionale,, Calabria con un ammontare pari a 14 unità pari allo 0,37% e Molise con un valore pari a 5 unità equivalente allo 0,13%.

Totale ospedalizzati. Nella classifica per totale degli ospedalizzati al primo posto vi è la Lombardia con un numero pari a 13.138 unità pari al 40,41% del valore nazionale, seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari al 4.116 unità pari al 12,66% del valore nazionale e dal Piemonte con un ammontare pari a 3.895 unità pari all’12,26% del valore nazionale. In totale le prime tre regioni totalizzano il 65,33% del valore totale degli ospedalizzati.

Agli ultimi posti vi sono Valle D’Aosta con un numero di ospedalizzati pari a 135 ovvero pari allo 0,42% del dato nazionale, la Basilicata con un numero del totale degli ospedalizzati pari a 64 ovvero pari allo 0,20% del dato nazionale ed il Molise con un ammontare pari a 40 unità pari allo 0,12%.

Isolamento domiciliare. La Lombardia è al primo posto per numero delle persone in isolamento domiciliare con un valore pari a 15.205 unità ovvero pari al 24,70% del dato nazionale, seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari a 8.932 unità pari al 14,51% del dato nazionale e dal Veneto con un valore pari a 8.089 unità pari al 13,141% del valore nazionale. Complessivamente le prime tre regioni totalizzano un valore pari a 52,30% del valore complessivo del totale delle persone in isolamento. Agli ultimi tre posti si trovano Valle D’Aosta, Basilicata e Molise con un valore delle persone in isolamento domiciliare pari rispettivamente a 458 unità pari allo 0,74%, 201 unità pari a 0,33% e 145 unità pari a 0,24%.

Totale positivi. La classifica per numero dei totali positivi vede al primo posto la Lombardia con un valore pari a 28.343 unità ovvero pari al 30,13% del dato nazionale, seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari a 13.048 unità pari al 13,87% e dal Piemonte con un valore pari a 10.704 pari a 11,38%. Le prime tre regioni totalizzano il 55,38% del valore complessivo dei totali positivi. Agli ultimi posti vi sono Valle D’Aosta con un numero pari a 593 unità pari allo 0,63% del valore nazionale, Basilicata con un ammontare pari a 265 unità equivalente allo 0,28% e il Molise con un ammontare pari a 185 unità pari allo 0,20%.

Dimessi guariti. Nella classifica del numero dei dimessi guariti la Lombardia è al primo posto vi è la Lombardia con un ammontare pari a 14.498 unità pari al 59,44%, seguita dall’Emilia Romagna con 2.597 unità pari al 10,65% e dal Piemonte con un numero paria 1.320 unità pari al 5,41%. Agli ultimi posti della classifica vi sono Calabria con un numero di 40 unità pari a 0,16%, Molise con un numero di 26 unità pari a 0,11% e Basilicata con un valore pari a 12 unità pari allo 0,05%.

Deceduti. Nella classifica dei deceduti la Lombardia è al primo posto con un numero pari a 9.484 unità pari al 55,37% del valore nazionale, seguito dall’Emilia Romagna con un ammontare pari a 2.108 unità pari al 12,73% e dal Piemonte con un valore pari a 1.319 unità pari a 7,70%. Complessivamente le prime tre regioni italiane hanno totalizzato un ammontare pari al 75,8% dei decessi nazionali. Agli ultimi posti vi sono l’Umbria con un numero di casi pari rispettivamente a 49 unità pari allo 0,29%, a 14 unità pari allo 0,08% la Basilicata e il Molise con 13 unità pari a 0,08%.

Totale Casi. Nella classifica del numero totale dei casi la Lombardia è al primo posto con un ammontare pari a 52.325 unità ovvero pari ad un valore del 38,59% seguita dall’Emilia Romagna con un ammontare pari a 17.825 unità pari al 13,15% del valore nazionale e seguita dal Piemonte con un ammontare pari a 13.343 unità pari al 9,84% del valore nazionale. Complessivamente le prime tre regioni hanno totalizzato un valore pari al 61,58% dei casi nazionali. Agli ultimi posti vi sono Valle D’Aosta con un ammontare pari a 833 unità pari ad un valore di 0,61%, la Basilicata con un ammontare pari a 291 unità pari a 0,21% e il Molise con un ammontare pari a 224 unità pari a 0,17%.

Tamponi. Nella classifica dei tamponi la Lombardia è al primo posto con un ammontare pari a 159.331unità pari a 21,10%, seguita dal Veneto con un ammontare pari a 153.542 unità ovvero pari a 20,3% e dall’Emilia Romagna con un ammontare pari a 75.191 unità pari a 10%. Complessivamente le prime tre regioni totalizzano un valore pari a circa il 51,4% dei tamponi realizzati su base nazionale. Agli ultimi posti vi sono Basilicata, Valle D’Aosta e Molise con un numero di tamponi realizzati rispettivamente pari a 3.160 unità ovvero pari a 0,42% del livello nazionale, 2.754 unità pari allo 0,36% e 1.581 unità pari a 0,21%.

La situazione internazionale. La situazione internazionale è molto grave. In modo particolare il numero dei contagi a livello globale è cresciuto significativamente negli ultimi giorni fino ad arrivare a 1.410-095 di casi con un numero di decessi pari a 81.010 unità ed un numero di guariti pari a 300.739 unità. Al primo posto della classifica gli Usa hanno rimpiazzato la Cina con un numero di contagiati pari a 386.104 seguita dalla Spagna al secondo posto con 140.511 unità e dall’Italia con un valore pari a 135.586 unità. Chiudono la Top Ten UK, con un valore pari a 55.242 unità, Turchia con un valore pari a 34.109 unità e Svizzera con un ammontare pari a 22.253 unità.

Decessi. Tuttavia, l’Italia guida la classifica per i decessi con un numero di persone decedute pari a 17.127 unità seguita dalla Spagna con un numero di decessi pari a 13.897 unità e dagli USA con un numero di decessi pari a 12.242 unità. Chiudono la classifica Olanda, Belgio e Germania con un numero di decessi pari rispettivamente a 2.101, 2.035 e 1.941 unità.

Guariti. Il numero dei guariti è molto alto in Cina con un numero complessivo pari a circa 77.167 unità, seguito dalla Spagna con un numero pari 43.208 unità e dalla Germania con un numero pari a 36.081 unità. Chiudono la classifica Svizzera, Korea del Sud e Belgio con un numero di guariti pari a rispettivamente a 8.704, 6.694, 4.157.

Figura 4. Andamento delle prime 10 nazioni al mondo per numero di contagi da Coronavirus. Fonte: Worldometers.

La situazione negli USA. La situazione negli Usa è molto grave. Gli Usa infatti hanno quasi il 30% dei casi mondiali. La maggior parte dei casi sono presenti a New York con un numero pari a 138.836 unità, seguito dal New Jersey con un valore pari a 44.416 unità e dal Michigan con 18.970 unità, al quarto posto vi è la California con un valore pari a 16.413 unità, seguita dalla Lousiana con un valore pari a 16.284 unità. Il numero di decessi negli Usa è pari a 5.489 unità nello stato di New York, circa 1.232 casi nello stato del New Jersey, e 845 nello stato del Michigan.

Figura 5. La situazione negli USA.Fonte: Worldometers.

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[1] https://www.theglobalist.com/the-cost-of-a-human-life-statistically-speaking/

[2] https://www.amazon.it/Denaro-storia-quello-capitalismo-capito-ebook/dp/B00IEOFYZU

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Pubblicazioni precedenti

L’economia del coronavirus in Italia (1 analisi)

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Data:

7 Aprile 2020