Traduci

Legge elettorale, raggiunta la quadra

Legge elettorale, raggiunta la quadra

“Raggiunta la quadra sulla legge elettorale. Il punto di partenza è un proporzionale con soglia di sbarramento al 5%. Per questo risultato ringrazio le forze di maggioranza che hanno lavorato al tavolo per la stesura del ddl. Col confronto in Aula supereremo le riserve rimaste”. Lo scrive su Twitter il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà.

“Non facciamo barricate”. Così fonti di Articolo Uno specificano all’Adnkronos l’atteggiamento rispetto alla proposta che verrà depositata giovedì dal presidente della Affari costituzionali Giuseppe Brescia. Una posizione più dialogante rispetto agli ex Sel, attualmente uniti insieme ad Articolo Uno in Leu, e che sarebbe emersa anche nella riunione sulla legge elettorale, a quanto viene riferito. “Vedremo la proposta di Brescia e ci ragioneremo” è stata infatti la valutazione all’Adnkronos del capogruppo alla Camera, Federico Fornaro, di Art.1. Tutt’altro tono invece da Loredana De Petris: “Sulla soglia del 5% daremo battaglia”.

E aggiunge: “E’ un grave errore non aver ricercato con maggiore pazienza l’intesa nella maggioranza, scegliendo invece una forzatura sulla base, evidentemente, dell’accordo tra Zingaretti e Di Maio sulla soglia al 5%. Ma le forzature, in una materia così importante e delicata, non hanno mai portato bene”.

PD-M5S – “Consideriamo l’iniziativa annunciata dal presidente Brescia un fatto positivo” hanno affermato Dario Parrini, capogruppo Pd Commissione Affari Costituzionali del Senato, Anna Macina, capogruppo M5S Commissione Affari Costituzionali Camera, Marco Di Maio, capogruppo Italia Viva Commissione Affari Costituzionali del Senato, e Gianclaudio Bressa, capogruppo Autonomie Commissione Affari Costituzionali del Senato. “La soluzione di agire sulla legge elettorale vigente adottando un sistema proporzionale con soglia di sbarramento nazionale al 5% – osservano da Pd, M5S, Italia Viva e Autonomie – è una base su cui avviare il confronto in Parlamento per arrivare a un consenso ampio su regole di voto utili a ridurre la frammentazione e a favorire la formazione di maggioranze di governo”.

ITALIA VIVA – Dopo la riunione, fonti di Italia Viva sottolineano che c’è un giudizio positivo sull’ipotesi di una legge elettorale proporzionale con soglia nazionale al 5%. C’è invece contrarietà rispetto a quello che viene definito diritto di tribuna, ma che rischia di non essere altro se non un modo di bypassare la stessa soglia del 5% e, dunque, di riportare a una frammentazione del quadro politico.

LEGA – “La Lega è per il maggioritario, come in Gran Bretagna: chi vince governa stabilmente, senza giochini di palazzo e ribaltoni. Speriamo che nessuno tolga agli italiani il diritto di votare il referendum su questo” fanno sapere dalla Lega.

Libia, Salvini: “Conte bidonato da Serraj”

“Il premier libico bidona Conte e se ne torna a casa? Pazzesco, Conte è davvero un pericoloso incapace: per una semplice questione di protocollo, prima ancora che di politica, prima si riceve un capo di governo riconosciuto, dopo un generale. Dilettanti allo sbaraglio!” Così il leader della Lega Matteo Salvini.

Travaglio: “Caso Gregoretti può essere spot per Salvini”

“Il caso Gregoretti può essere uno spot per Salvini”. Così Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, parla della vicenda che vede coinvolto il leader leghista ed ex ministro dell’Interno. “Per un leader che sa solo parlare di immigrazione e che in questo momento ha poco da parlarne perché il tema non è all’ordine del giorno, il fatto di potersi riaffacciare ai teleschermi e ai social dicendo ’io difendevo l’Italia’ può fargli gioco”, sostiene Travaglio, ospite al programma Dimartedì su La7.

“Ma i processi -aggiunge- purtroppo sono così. Qui ci vuole l’autorizzazione del Parlamento perché il reato si ritiene commesso nella funzione da ministro. Salvini è accusato di avere sequestrato 131 migranti tenendoli bloccati sulla Gregoretti per 6 giorni nel luglio scorso, ma secondo me è molto difficile che venga condannato perché la nave in realtà poteva uscire dal porto e quindi non è un sequestro di persona vero e proprio”.
La difesa dell’ex ministro non convince però Travaglio. “I magistrati -dice- chiedono al Parlamento l’autorizzazione a processarlo. Salvini risponde dicendo che erano d’accordo anche Conte e gli altri ministeri, cioè risponde sbagliando: non rileva che hai avuto complici, dovresti dimostrare al giudice che non hai commesso reato e al Parlamento che non potevi fare altrimenti. Anche se dimostrasse che c’entravano Conte e Di Maio non risolverebbe il suo problema, perché il responsabile è il ministro degli interni”.

“Io sono il nulla che ha espulso Paragone”

“Paragone mi ha intenerito, mi ha riempito il natale di bontà”. Jacopo Berti, capogruppo del M5S al Consiglio regionale del Veneto, è uno dei probiviri che hanno decretato l’espulsione di Gianluigi Paragone dal MoVimento.

“Non è colpa mia se uno non rispetta le regole. La questione è semplicissima: si è applicato il regolamento in maniera omogenea e oggettiva. Sono tranquillissimo, siamo tutti tranquillissimi perché abbiamo agito nel pieno rispetto delle regole. Paragone dice che io sono il nulla? Mi sento molto leggero, prendo cognizione di questo mio nulla e sorrido…”, aggiunge a Un giorno da Pecora.

Per Alessandro Di Battista, Paragone è ’più grillino di molti altri’. “Non lo so, bisogna chiederlo a lui”, glissa Berti. Uno dei probiviri è la ministra Fabiana Dadone. “Posso assicurare che è tutto regolare per quanto riguarda la mia collega”, dice Berti riferendosi alle celeberrime restituzioni.

Sondaggio: cresce fiducia in Meloni, Lega La Lega, sempre primo partito, Pd giù, salgono M5S e Fratelli d’Italia

Cresce la fiducia in Giorgia Meloni, resta stabile il premier Giuseppe Conte, fermo Matteo Salvini e giù Nicola Zingaretti. E’ la ’classifica’ definita dal sondaggio che Ixè ha realizzato per Cartabianca. Al top resta il presidente del Consiglio: Giuseppe Conte scende dal 41% al 40%. Aumenta la fiducia in Giorgia Meloni: la leader di Fratelli d’Italia passa dal 31 al 33%. Nessuna variazione per Matteo Salvini: il leader della Lega rimane al 32%. In calo la fiducia in Nicola Zingaretti: il segretario del Pd passa dal 28 al 26%. Segno positivo per Luigi Di Maio, che guadagna un punto e si attesta l 23%. Tendenza opposta per Silvio Berlusconi, che scende dal 21 al 19%. Passo avanti per Matteo Renzi, dal 12 al 13%.

Lega sempre primo partito, Pd giù, salgono M5S e Fratelli d’Italia. E’ il quadro delineato dal sondaggio che Ixè ha realizzato per Cartabianca. La Lega, sempre primo partito, scende dal 29,9% al 29,5%. Il Partito Democratico passa dal 20,2% al 20%. Il Movimento 5 Stelle guadagna lo 0,2% e si attesta al 16,2%. Stessa crescita per Fratelli d’Italia, che arriva al 10,7%. Passo avanti anche per Forza Italia (dal 7 al 7,3%) mentre Italia Viva è stabile al 3,6%.

Autore:

Data:

9 Gennaio 2020