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Legge elettorale, testo subito dopo le feste

Legge elettorale, testo subito dopo le feste

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Piena disponibilità della Lega al confronto su un sistema proporzionale, no da Fratelli d’Italia. E’ questo l’esito dei primi due incontri tra maggioranza e opposizione sulla legge elettorale. A chiudere l’incontro con Forza Italia. “Poi – spiega il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia – faremo un punto con la maggioranza prima della pausa dei lavori per le festività e quindi essere pronti a presentare il testo subito alla ripresa. Per martedì 8 gennaio è già fissata la riunione della commissione alla Camera”.

Nel merito dell’incontro, Brescia ha riferito che la maggioranza ha illustrato le due opzioni rimaste sul tavolo dopo il confronto di questa settimane: proporzionale con soglia di sbarramento al 5% e proporzionale simil spagnolo.

“Calderoli si è detto disponibile a nome della Lega a discutere sul proporzionale”. Ha espresso una preferenza tra i due sistemi? “Forse una maggiore attenzione sullo spagnolo, ma si tratta di una valutazione personale; a livello formale dalla Lega non è stata espressa una preferenza tra i due modelli. Del resto si è trattato del primo incontro, dovranno magari discuterne ancora tra loro. Comunque c’è la disponibilità al dialogo sul proporzionale”.

Mentre con Fdi restano distanze. “Si sono detti indisponibili a ragionare su qualsiasi sistema proporzionale. Con loro siamo anche entrati più nel dettaglio dei due modelli, ma non hanno confermato di non essere disposti a discutere di proporzionale”.

LA RUSSA – “Il proporzionale è l’opposto della governabilità, faremo l’inferno se vanno col proporzionale” dice Ignazio La Russa al termine dell’incontro tra la delegazione Fdi e la maggioranza. “Abbiamo detto che noi siamo contrari a ogni ipotesi di proporzionale che riporti l’Italia al baratto post elettorale” aggiunge. “Oltretutto il sistema spagnolo, che è di tutta evidenza il vero sistema che la maggioranza sta studiando, è quello che in Spagna sta dando la massima ingovernabilità – aggiunge -. Votano a ogni canto del gallo e ce lo vogliono spacciare come sistema che offre governabilità”.

CALDEROLI – “La Lega non è aprioristicamente contro nulla” dice invece Roberto Calderoli. “Salvini nei giorni scorsi ha detto che se la maggioranza vuole il proporzionale, a noi va bene, purché si vada a votare. L’importante è che si faccia una legge elettorale per andare alle elezioni presto”.

Giustizia, accordo sulle intercettazioni

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“C’è un accordo raggiunto sulle intercettazioni, nel senso che si farà una breve proroga e nel frattempo, sulle intese raggiunte, si faranno degli aggiustamenti concordati, assolutamente ritenuti urgenti su quelle che sono le norme della delega Orlando”. Così Pietro Grasso (Leu), uscendo da Palazzo Chigi al termine del vertice di maggioranza sulla giustizia con il premier Giuseppe Conte e il ministro Alfonso Bonafede.

Sulle intercettazioni “c’è un accordo di massima – ha poi riferito il Guardasigilli – l’impianto resta quello della norma Orlando corretta nelle parti in cui in passato eravamo distanti”. “Due sono i punti principali: uno, torna il Pm ad avere la supervisione sulla scelta delle intercettazioni” e poi “la possibilità per il difensore di chiedere copia delle intercettazioni rilevanti, quelle irrilevanti le potrà ascoltare e se ci sarà divergenza valuterà il giudice”, ha spiegato Bonafede. “L’accordo entrerà in vigore il 2 marzo, ci sarà un piccolo rinvio e si modifica la disciplina. L’accordo di massima è quello di arrivare sabato in Cdm con il rinvio” e poi ci sarà “un decreto legge”, ha detto il Guardasigilli.

Non c’è convergenza, invece, sulla prescrizione. “Non ci soddisfano i termini in cui entrerà in vigore la riforma della prescrizione” ma “non c’è stata convergenza e il vertice si è aggiornato al 7 gennaio” ha riferito il responsabile giustizia del Pd, Walter Verini, lasciando Palazzo Chigi.

Sulla prescrizione “abbiamo constatato che la riforma entrerà in vigore dal primo gennaio” ma “ci sono divergenze” ha detto il ministro Bonafede. A gennaio “ci incontriamo per lavorare e ridurre i tempi del processo penale e valutare tutte le proposte della maggioranza”. “Sono orgoglioso che dal primo gennaio entra in vigore la riforma della prescrizione – ha sottolineato – Detto questo, sono consapevole delle divergenze e ho dato disco verde per accelerare i tempi del processo perché questo vogliono i cittadini, non c’è nessuna preclusione”.

Caso Gregoretti, Salvini: “Scelta fatta con Conte e Di Maio

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“Io ho sospeso uno sbarco per quattro giorni, in attese che i Paesi europei facessero il loro dovere”. Così Matteo Salvini, a ’L’aria che tira’ su La7, risponde a una domanda sul caso Gregoretti e sul rischio di processo per sequestro di persona.

“Per tutelare sicurezza e onore, sono state fatte scelte prese insieme” agli altri del governo, aggiunge: “Ci fu una sospensione di 4 giorni, fino a che 5 Paesi Ue e i vescovi presero l’impegno” ad accogliere i migranti. “Fu – assicura – una cosa condivisa con Di Maio e Conte. Ci sono i fatti, le mail, fu un decisione collegiale”. E ancora: “Quello che ho fatto, l’ho fatto da ministro e lo rifarò se gli italiani lo vorranno ancora” dice il leader della Lega, riferendosi alle prossime elezioni.

Con Di Maio e Conte “ci sono rimasto male umanamente, mi è sembrato squallido: l’anno scorso dicevano ’arrestateci tutti’, ’abbiamo scelto insieme’” aggiunge Salvini. Il leader M5S ha fatto sapere di essere contrario all’immunità, come capitato nel caso Diciotti. “Anche la Diciotti – aggiunge Salvini – era una nave militare, come la Gregoretti”.

“Fanno il processo? Non vedo l’ora di andarci: pop corn e bibite tassate dal governo” prosegue il leader della Lega. “Il sequestro di persona è una cosa grave: era quella cosa che rapivano i bambini e gli tagliavano l’orecchio”. E “a Di Maio dico che deve dire se, quanto fatto, l’abbiamo fatto come scelta del governo” ha sottolineato, replicando al leader del M5S che, da Taranto, ha detto che Salvini si deve fare processare. “Mi processeranno, amen, chi se ne frega”.

FONTI LEGA – Per risolvere la vicenda Gregoretti ci furono “numerose interlocuzioni” tra Viminale, presidenza del Consiglio, ministero degli Affari Esteri e organismi comunitari. Il via libera allo sbarco fu annunciato dal ministro dell’Interno, “appena conclusi gli accordi per la redistribuzione degli immigrati in una struttura dei vescovi italiani e in cinque paesi europei. Accordi raggiunti grazie a una intensa attività diplomatica”. E’ quanto riferiscono fonti della Lega.

DI MAIO – “Lo vedo un po’ impaurito forse, ma è evidente che ognuno si deve prendere le proprie responsabilità” ha detto il ministro degli Esteri Di Maio, parlando ai giornalisti a Brindisi, a margine del 25esimo anniversario del Global Service dell’Onu. “Mi pare – ha aggiunto – che Salvini abbia sempre detto ’mi voglio fare processare, non ho niente da temere, voglio andare a giudizio’, lo disse anche sulla Diciotti. Adesso fa la vittima, al contrario”.

“Penso sia ben chiaro – ha aggiunto – che la questione Gregoretti non è la questione Diciotti: questa fu una decisione del governo, quella fu propaganda del ministro Salvini, che ad un certo punto ha cominciato ad annunciare il blocco delle nostre navi militari via tweet. La Gregoretti non è una nave delle Ong, è una nave dei nostri corpi di sicurezza e ci sono tutte le mie dichiarazioni di quei giorni, in cui dico, ’rispettiamo i nostri uomini in divisa’”.

M5S – “Esamineremo le carte, vedremo. Il caso Gregoretti è certamente completamente diverso da quello della nave Diciotti”. Lo ha detto la senatrice M5S Elvira Lucia Evangelista, al termine della riunione della giunta per le immunità parlamentari di Palazzo Madama.

“Il caso Gregoretti – ribadisce – è diverso da quello Diciotti. Sembrerebbe non esserci un’azione collegiale e governativa nel preminente interesse nazionale. Mancava, ad esempio, un Cdm con all’ordine del giorno il caso Gregoretti. Quindi, potrebbe essere anche che l’ex ministro Salvini in questo caso abbia agito con un’azione individuale e non con un atto politico. Vediamo, vedremo meglio le carte, avremo modo di studiare’’.

“Nei fatti questo cosa cambia?”, chiede un giornalista. ’’Potrebbe cambiare l’esito, nel senso che l’esito potrebbe essere diverso dal caso Diciotti e quindi l’autorizzazione a procedere in questo caso…”, la replica della senatrice pentastellata.

“Le frasi di Di Maio? Sicuramente ha fatto quelle affermazioni perché ricordava benissimo il fatto del caso Diciotti, il giorno in cui è accaduto. Lo ripeto, in quel caso l’azione governativa era completamente diversa. Ricordiamoci che Conte aveva già delle interlocuzioni con l’Unione europea ed era stato già attivato il criterio della ridistribuzione dei migranti. Quindi la situazione politica era completamente diversa’’.

Berlusconi: “Accetterei Draghi premier di un governo tecnico”

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“Nella prospettiva di arrivare a elezioni, accetterei l’ipotesi di un governo tecnico con Draghi, che potrebbe essere premier capace di far fronte” alle emergenze del paese. Così Silvio Berlusconi, durante la presentazione del libro di Bruno Vespa, ’Perché l’Italia diventò fascista’, al tempio di Adriano, a Roma.

Parlando di Matteo Salvini, per Berlusconi ha sbagliato con la “frase sui pieni poteri, ma forse voleva dire solo che si poteva intervenire sulla situazione italiana. Ma quella frase non trova nella realtà umana di Salvini alcuna conferma”. “Forse – aggiunge il Cav – quella frase è un po’ colpa mia, gli avevo spiegato che quando sei al potere ci sono ostacoli che non ti permettono di realizzare il tuo programma, non avendo il 51% puoi avere alleati non sempre leali, il premier, poi, non può cambiare i ministri, ad esempio”.

In sala, in prima fila, l’ex ministro Antonio Martino, l’ex senatrice Paola Pelino, Stefania Prestigiacomo, l’ex sindaco di Roma e ministro Franco Carraro, i deputati Annagrazia Calabria, Andrea Ruggieri e giornalisti come Barbara Palombelli e Marcello Sorgi, che ha moderato il dibattito

Sondaggio: Lega scende, salgono Pd e M5S

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La Lega di Matteo Salvini perde ancora consensi ma resta saldamente in testa nelle intenzioni di voto degli italiani. Secondo l’ultimo sondaggio Emg Acqua presentato oggi ad Agorà, se si andasse alle urne oggi il Carroccio sarebbe il primo partito con il 31,2% ma, rispetto alla scorsa settimana, ha perso quasi un punto percentuale (-0,8%), continuando un trend iniziato sette giorni fa.

Sale, anche se molto a distanza, il Pd, che si attesta al 19,6%, con un +0,3 rispetto all’ultima rilevazione. In leggera crescita anche il Movimento 5 Stelle, al 16,1% (da 15,7%) e Fratelli d’Italia, che guadagna un +0,2% e si porta a 10,6%. Stabile Forza Italia al 6,7%, mentre Italia Viva di Matteo Renzi non riesce a spiccare il volo e perde lo 0,2%, attestandosi al 5%.

Segue quindi Azione di Carlo Calenda: il partito guadagna lo 0,3% e va al 2,3%. Scende sotto il 2% +Europa di Emma Bonino (1,9%), mentre La Sinistra arriva al 2%, guadagnando lo 0,1% così come Europa Verde all’1,6%. Cambiamo! di Giovanni Toti, infine, vale l’1%.

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20 Dicembre 2019