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Legge elettorale, verso accordo per riduzione collegi

cms_6413/urne_seggio_ftg.jpgSi va verso un accordo tra Pd, M5S, Fi e Lega per una riduzione dei collegi uninominali nella legge elettorale, per evitare che candidati vincitori non riescano poi ad essere eletti in quanto i posti spettanti alle forze politiche in base ai risultati ottenuti verrebbero assegnati prioritariamente ai listini.

L’intesa, da formalizzare in un emendamento del relatore, prevederebbe una riduzione a 225 collegi alla Camera e 112 al Senato rispetto ai 303 e 150 previsti attualmente.

Intanto, verso le 16, sono iniziati i lavori della Commissione Affari Costituzionale per l’esame della legge elettorale dopo che il relatore Fiano ha esaminato i 363 sub emendamenti presentati. Aggiunti ai 417 fanno 780 proposte di modifica. A fornire i dati, in un tweet, il presidente della commissione Andrea Mazziotti. Dei sub emendamenti, 127 riguardano i collegi, la cui ripartizione è prevista – appunto – direttamente dalla legge.

Ilva, c’è una nuova offerta

cms_6413/ilva_operai2_ftg.jpgNuova offerta per l’Ilva da AcciaItalia. Nella serata di ieri, la società ha inviato al ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda e ai Commissari straordinari – Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba – un’offerta irrevocabile di incremento del prezzo di acquisto degli asset di Ilva portandolo a 1.850 milioni, nonché l’impegno ad assumere immediatamente 9.800 dipendenti dei quali 2.000 impegnati nella realizzazione degli investimenti ambientali e industriali. La validità della offerta è stata inoltre estesa al 30 settembre 2017.

Jindal South West (JSW) e Delfin hanno deciso di prendere autonomamente questi impegni nonostante la non adesione della CDP e di Arvedi, impegnandosi a rilevarne pariteticamente le quote detenute in Acciaitalia.

Ma nella nuova offerta – sostenuta da Jindal e Del Vecchio, a quanto apprende l’AdnKronos da fonti vicine al dossier, CDP e Arvedi possono rientrare nel caso in cui la gara non venisse aggiudicata definitivamente dal Mise ad Am Ivestco (la cordata che mette insieme Arcelor Mittal e Marcegaglia).

Acciaitalia rappresenta “la visione di due imprenditori internazionali che nel loro fare impresa non hanno mai ridotto le attività, non hanno mai dichiarato esuberi ed hanno costantemente investito nel benessere e nella crescita dei propri dipendenti e delle comunità locali”.

Il piano industriale di Acciaitalia è un piano di sviluppo delle acciaierie Ilva con “il fermo e impegnativo obiettivo di riportare al più presto la produzione dell’area a caldo ai suoi valori storici di circa 10 milioni di tonnellate, con l’impiego di tecnologie innovative, non ancora attuate in Europa, atte a determinare una sensibile riduzione degli impatti ambientali”. Verrà in particolare data “rilevanza agli investimenti innovativi e non ancora presenti in Europa in tecnologie a gas e elettriche che riducono l’uso del carbone, le relative emissioni e sono rispettose dell’ambiente”.

Per la realizzazione del piano sono stati preventivati circa 3,1 miliardi di euro di investimenti di cui: circa 1 miliardo a favore dell’ambiente da concludersi entro il 2021, in anticipo di due anni sulla prescrizione del Ministero; 1,1 miliardi per il rifacimento degli impianti attuali inclusa la riattivazione dell’Altoforno 5; 1 miliardo per la realizzazione di impianti di de-carbonizzazione volti all’espansione della capacità produttiva di ulteriori circa 5 milioni di tonnellate di colato mediante l’impiego di tecnologie innovative, quali l’utilizzo del forno elettrico alimentato a pre-ridotto, non ancora presente in Europa e a minore impatto ambientale”.

Acciatalia, nonostante già nell’offerta del marzo 2017 avesse impegnato un ammontare finanziario superiore al concorrente (prezzo d’acquisto più investimenti), “ha deciso oggi di incrementare il prezzo di acquisto“. La decisione, si evidenzia, “è nell’interesse di Ilva, dei suoi dipendenti, dell’indotto, dei territori di insediamento e in assoluto dell’industria meccanica nazionale”. In questo, anche aderendo all’invito scritto dell’Unione Europea che indica come “molto critica l’assegnazione degli impianti Ilva alla cordata concorrente la quale, anche se ha rinunciato ai ridimensionamenti che sarebbero eventualmente richiesti dalla Ue, sarà costretta a implementarli altrove in Europa. Per Ilva non sarebbero quindi ipotizzabili ulteriori sviluppi futuri”.

Don Bosco, rubata urna con il cervello del santo

cms_6413/donbosco_fg.jpgE’ stata rubata una reliquia di San Giovanni Bosco dalla Basilica di Colle Don Bosco, nell’Astigiano. In particolare, dalla chiesa è stata sottratta nella serata di ieri l’urna con il cervello del Santo. La reliquia, riferiscono dalla congregazione salesiana, si trovava dietro l’altare maggiore della Basilica, nella parte inferiore dell’edificio costruito sui luoghi natii del fondatore della congregazione salesiana. In corso indagini ad opera delle forze dell’ordine.

I militari hanno predisposto posti di blocco e stanno passando al setaccio le immagini delle videocamere di sorveglianza presenti nella zona per risolvere al più presto un caso che ha scosso i fedeli e la comunità dei Salesiani.

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4 Giugno 2017