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Legge sul bio-testamento

Risale ad aprile l’approvazione alla Camera dei Deputati della legge, successivamente arenatasi per mesi al Senato. La discussione generale programmata in giornata dai Capigruppo potrebbe finalmente far approdare la proposta di legge sul biotestamento a Palazzo Madama.

cms_7885/2.jpgAl fine di comprendere le ragioni che hanno reso la legge oggetto di numerose polemiche, proviamo a esaminare brevemente i sei articoli da cui è composta, per verificare quali siano i doveri del medico e cosa preveda in tema di idratazione e alimentazione artificiale.

L’articolo 1 tratta del consenso informato: restituendo centralità al paziente, si garantisce a quest’ultimo la possibilità di rifiutare del tutto o in parte i trattamenti ad esso rivolti o di revocarne il consenso. Sia la nutrizione che l’idratazione sono da ritenersi trattamenti sanitari; il medico, secondo l’emendamento, può rifiutarsi di staccare la spina, ma d’altra parte è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario e, in conseguenza di ciò, può ritenersi esente da ogni responsabilità civile e penale. Il paziente tuttavia non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali.

L’articolo 2 tutela i minori e le persone incapaci.

L’articolo 3 è relativo alle Dat, ovvero le Disposizioni Anticipate di Trattamento: ogni persona maggiorenne capace di intendere e volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni in materia di trattamenti sanitari, Indicando una persona di sua fiducia che lo rappresenti nelle relazioni con il medico come le strutture sanitarie.

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L’articolo 4 è dedicato alla pianificazione condivisa delle cure, rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o con prognosi infausta.

Il personale sanitario è tenuto ad attenersi a quanto stabilito nella pianificazione delle cure qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità. La pianificazione delle cure può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.

L’articolo 5 stabilisce che quanto previsto dalla legge sul biotestamento si applichi anche alle dichiarazioni in merito già presentate e depositate.

Infine, l’articolo 6 stabilisce che entro il mese di aprile, a partire dall’anno successivo all’entrata in vigore della legge, il ministero della salute presenti al Parlamento una relazione sull’applicazione della norma.

Durante la discussione in Senato, è slittato a domani mattina il voto sulle pregiudiziali presentate da parte delle opposizioni, nonostante il centro destra abbia negato che si sia trattato di un vero e proprio ostruzionismo. In realtà, gli interventi fiume sulle pregiudiziali mi hanno impedito il voto stasera come previsto dai capigruppo.

È auspicabile tuttavia che si giunga presto all’approvazione di questa importante legge, affinché vi sia chiarezza sul tema del fine vita e delle implicazioni di carattere legislativo, sanitario e morale ad esso riconducibili.

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Data:

6 Dicembre 2017