Traduci

L’ENIGMA DEL PREZZO DELLA BENZINA.

Negli ultimi anni si sono alternati diversi governi, ma tutti con le stesse intenzioni. Spremerci, dissanguarci senza ritegno e, regolarmente, il deficit di bilancio aumenta sempre più. La gente mugugna, si lamenta, ma di scendere seriamente in piazza per dimostrare il malessere che ci pervade non se ne parla affatto. Gli unici scioperi che sembra riescano sono solamente quelle “gite romane”, organizzate dai sindacati, della durata massima di una gita fuori porta che non lasciano alcuna traccia nei confronti di chi dovrebbe porsi il problema.

cms_1793/il-petrolio-torna-a-scendere-wti-e-brent-ai-minimi-da-maggio-2009.jpg

Prendiamo, per esempio, l’enigma del prezzo della benzina. Anche se il prezzo del greggio è sceso sotto i 50 dollari a barile il prezzo del carburante alle pompe italiane sembra aver subito esclusivamente dei lievi ribassi. In Austria, diversi distributori, vendono la benzina a un euro al litro mentre il gasolio è venduto a meno di 90 centesimi. Di chi la colpa? E’ presto detto. Noi Italiani paghiamo delle “accise” assurde, irragionevoli, inconcepibili e insensate. Andiamo per gradi.

cms_1793/benzina4.jpg

Lo sapevate che nel costo di un litro di benzina sono incluse addizionali risalenti al 1936 per far fronte alla guerra di Abissinia, alla crisi di Suez (1956), agli aiuti per il disastro del Vajont (1963), per l’alluvione di Firenze (1966), per il terremoto in Belice (1968), per il terremoto del Friuli (1976), per il terremoto in Irpinia (1980), oltre 205 lire del vecchio conio per la missione in Libano del1983 e la missione in Bosnia del 1996. E non finisce mica qui. Con l’avvento dell’euro le vecchie accise non sono state mai tolte ma se ne sono aggiunte altre. Nel 2004 nuove accise per il rinnovo del contratto di lavoro dei ferrotranviari (sic), nel 2011, annus horribilis, accise per l’emergenza immigrati crisi Libica, per l’alluvione in Liguria e Toscana e persino per la crescita, il consolidamento e l’equità dei conti pubblici grazie al disegno di legge del governo Monti. Nel 2012 ulteriori ritocchi per i terremotati dell’Emilia. Pensavate avessero finito? Ebbene no. Le autonomie Regionali consentono un ulteriore lieve rincaro che tutti noi, pazientemente, siamo costretti a pagare.

cms_1793/images.jpgSommando tutte queste accise, comprensive di quelle del secolo scorso, si evince che dal costo “litro carburante” una percentuale del 72/73 % debba andare allo Stato, che, bontà sua, ci richiede pure l’ i.v.a. facendo levitare la percentuale degli introiti sino al 88% . Dimenticavo dirvi che, secondo quanto asseriscono economisti di fama mondiale, sarebbe meglio non confondere le accise con le tasse. Il discorso si farebbe lungo e difficile da spiegare. Le accise non sono tasse ma semplicemente delle imposte sulla vendita di prodotti di largo consumo. Miei cari governanti, chiamatele pure come vi pare, ma sono cifre che ci imponete di pagare a discapito della sopravvivenza quotidiana.Da una profonda ricerca fatta, senza l’aiuto di alcun economista interstellare, pare che la guerra d’Abissinia sia terminata da un bel po’, i vari alluvionati e terremotati abbiano, ancor oggi, una situazione abitativa poco chiara, il d.d.l. Montiano non abbia fatto quasi nulla per i conti pubblici e che le varie missioni di pace abbiano dato pochi frutti.

cms_1793/candido-vessillo.jpg

Ma noi, poveracci, cosa possiamo capirne di gestione economica dello Stato. Sembra profetica la poesia : l’ultima ora di Venezia, scritta nel 1849 da Arnaldo Fusinato:“”… il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca…”

Arrendiamoci!

Autore:

Data:

31 Gennaio 2015