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L’EQUILIBRIO TRA YIN E YANG

Nella filosofia tradizionale cinese, il Tao è il principio fondamentale che esprime l’Essere, l’inesauribile divenire dell’Universo, la forza creatrice essenziale in eterno movimento. Il filosofo Lao-tzu, mitico fondatore del taoismo, mette in chiaro che prima di tutto vi era un non-essere, trascendente e indifferenziato, “la Via” (detta anche “origine”, la “Madre”, la “femmina oscura”, ecc.). A un certo punto – nell’essere – si formarono due polarità di segno diverso che rappresentano i principi fondamentali dell’universo, presenti nella natura:

  • Yin, il principio negativo, freddo, luna, femminile ecc., simboleggiati dal nero.
  • Yang, il principio positivo, caldo, sole, maschile, ecc., simboleggiati dal bianco.

I due principi, il divino individuo immaginario maschile e il divino immaginario femminile, iniziarono subito a interagire, dando origine alla suprema polarità o Tai’ Chi. Da essi deriva il qi, detto anche ki o chi, l’energia che scorre nel mondo fisico, il cui flusso è mantenuto costante dalle due forze primordiali di Yin e Yang che si alternano complementariamente. Yin è la forza e spirale centrifuga che si dilata, Yang è la forza e spirale centripeta che si contrae.

Il Tao è la danza della vita, su cui si basano tutti i movimenti della natura (degli alberi, delle piante, del ciclo delle Stagioni etc) e dell’universo (le galassie, i pianeti, le costellazioni etc.). Noi viviamo continuamente questa metamorfosi di contrazione ed espansione attraverso la nostra respirazione. Quando espiriamo, arrotolandoci attiviamo la spirale centripeta Yang, concentrando la nostra energia verso l’Hara. Con l’inspirazione, ci dilatiamo attivando la forza centrifuga Yin, che si espande, come il tronco degli alberi con i suoi rami.

Nella danza, l’alternanza di queste due forze in equilibrio genera un movimento fluido, in armonia con il micro e macro-cosmo. Questo equilibrio può essere raggiunto armoniosamente sia nel movimento ciclico della danza a solo che nella danza a coppia. La sinergia tra le due o più persone che danzano insieme crea l’unità primordiale, una coscienza unica che guida il movimento equilibrando in armonia le due forze opposte.

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La Vesica Piscis è il simbolo universale che ben chiarisce questo concetto. Il cerchio è la nostra sfera di energia che quando si unisce ad un altro Essere si interseca ma non si annulla uno nell’altro. Nella danza a coppia così come in ogni relazione, affinché questa unione sia in perfetto equilibrio, è necessario che i due partner rispettino reciprocamente la sfera dell’altro, co-creando uno spazio comune che è il frutto della loro unione. Quando le forze Yin e Yang si intersecano in armonia, in un ascolto reciproco, generano una terza forza, l’energia vitale motrice di ogni creazione. L’espansione della sinergia tra due partner in connessione con altre coppie, è l’evoluzione della Vesica Piscis che dà vita al fiore della vita.

Il fiore della vita è il simbolo dell’unità primordiale e lo ritroviamo in tutte le tradizioni sacre, dall’Egitto ai rosoni delle cattedrali. Immaginiamo una coppia di danzatori che si lascia guidare da questa sinergia suprema, il cui movimento si trasforma continuamente, passando da una polarità all’altra, dall’alto al basso, dal lento al rapido, dallo statico al mobile e così via. L’insieme di queste unioni armoniche tra più coppie genera una danza di gruppo travolto dal vortice di una coscenza colletiva che segue il perfetto schema geometrico del fiore della vita.

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Come nella danza, anche nella vita potremmo disegnare il nostro fiore perseguendo l’ideale di mantenere in perfetto equilibrio le nostre forze yin e yang, dall’interno verso l’esterno così da vivere armoniosamente con noi stessi e con ciascun partner di ogni tipo di relazione. L’obiettivo essenziale da raggiungere è l’annullamento della polarità, unificando le due forze, e dissolversi nella neutralità dell’Uno, nel Tao. Nel Libro dei mutamenti si legge: “Una volta yin, una volta yang, ecco il tao“. Questa definizione del Tao come risultato dell’alternanza di yin (principio femminile) e yang (principio maschile) sintetizza nel modo più appropriato l’idea di perenne divenire implicita nel Tao, che è costantemente incostante, comprensivo di ogni cosa e del suo opposto, di essere e non-essere, di vivere e morire, di conoscere e non-conoscere.

(Photo Credit: Diane Fagioli)

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Data:

12 Maggio 2021