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L’Europa prossimo venturo.

Tra il 22 e il 25 maggio prossimo, gli elettori dei 28 paesi che formano l’Unione europea andranno alle urne per eleggere i 751 membri del Parlamento europeo. Dovunque in Europa, per il momento in modo più o meno esplicito, stanno sorgendo dei partiti che hanno, come obiettivo primario, quello di svuotare di competenze la Ue e di riattribuire ai governi nazionali le attività che, dicono, sono state ad essi espropriate.
cms_286/01_Frogia_UE.jpgIn Francia il Front National, guidato da Marine Le Pen è in crescita vertiginosa (anche grazie alle sue posizioni marcatamente antieuropee) e rischia di diventare, fino dalle prossime elezioni europee, il primo partito in Francia, prima quindi dei socialisti che oggi sono al potere.

cms_286/Frongia_03_UE.jpgIn Austria il partito di estrema destra denominato Partito della libertà ha raggiunto, nelle elezioni del settembre scorso, il 20,7% dei voti e i sondaggi lo danno in ulteriore crescita mettendo in crisi la cosiddetta grande coalizione tra socialisti e centrodestra che oggi gode di una maggioranza di solo il 50,9%, la più bassa da quando i due partiti stanno collaborando.

cms_286/Fronia_02_UE.jpgIn Gran Bretagna Nigel Farage, l’irruente eurodeputato scettico che ha sinora, e in pochi anni, condotto alla vittoria il suo U.K. Independence Party, dopo il recente successo nelle elezioni del suo paese (dove, contrastato da tutti, ha superato il 20% dei consensi) si appresta a dare battaglia contro l’Europa in un paese dove un tema di questo tipo è, da sempre, molto popolare e attendeva solo un leader politico come Nigel Farage per potersi esprimere.
In Italia si collocano su posizione antieurupee sia l’M5S che la Lega Nord. Anche Forza Italia (che pure continua a dichiararsi formalmente come un partito filo-comunitario) ha molti motivi polemici contro l’establishment brussellese di cui contesta l’arroganza che non deriva da una elezione e che quindi l’Europarlamento dovrebbe ridimensionare.Anche nei paesi nordici le ostilità nei confronti della Ue sono molto consistenti. In Svezia il partito democratico, di estrema destra, è già arrivato a essere il terzo partito nel paese, sottraendo voti al centrodestra moderato, puntando soprattutto sulla politica di immigrazione considerata da loro come troppo lassista.

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Data:

1 Giugno 2014