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Libia, vice Serraj: “Missione Italia viola sovranità”

cms_6890/Nave_guardiacostiera_fg.jpg“Chiediamo al governo italiano di cessare immediatamente la violazione della sovranità libica e di rispettare i trattati internazionali”. Lo afferma in una dichiarazione riportata dai media libici uno dei vicepresidenti del Consiglio presidenziale libico, Fathi al-Majburi. Fonti vicine alla Farnesina precisano, infatti, che Majburi non è il numero 2 di Serraj, ma è uno dei membri del consiglio presidenziale libico e uno dei 4 vicepresidenti proveniente dall’est della Libia.

Nella dichiarazione, in riferimento alla missione navale italiana, Majburi sostiene che “il Trattato di amicizia e i protocolli d’intesa tra Libia e Italia non consentono in alcun modo questo tipo di intervento, bensì lo vietano in modo esplicito”. “Noi condanniamo il coinvolgimento del governo italiano che – prosegue Majburi – si basa su una decisione individuale da parte di Fayez al-Serraj e chiediamo al governo italiano di cessare immediatamente la violazione della sovranità libica e di rispettare i trattati internazionali”. “Il governo Gentiloni dovrà comprendere che i rapporti tra i popoli italiano e libico sono più profondi e importanti rispetto alle relazioni con governi transitori e sono anche più importanti di una strumentalizzazione politica con l’unico obiettivo di ottenere vantaggi politici immediati aggrappandosi alla poltrona del potere”, dice ancora Majburi riferendosi al capo del Consiglio presidenziale, Serraj.

Le parole di Majburi circa la asserita violazione della sovranità libica da parte dell’Italia, comunica in una nota la Farnesina, rientrano nella dinamica di un dibattito interno libico – che l’Italia rispetta pienamente – e non inficiano in alcun modo il rapporto di cooperazione tra i due Paesi, mirato a potenziare la lotta contro i trafficanti di esseri umani – questione di importanza capitale per entrambi – e a rafforzare al tempo stesso la sovranità libica, il tutto all’interno di una cornice giuridica certa. Si ribadisce, dunque, che le iniziative del programma a sostegno della Guardia Costiera libica saranno effettuate solo su espressa richiesta della stessa Guardia Costiera e del Governo libico.

Venezuela, il Papa: “Sospendere la Costituente”

cms_6890/Papa_Francesco_mano.jpg“Sospendere la nuova Costituente”. E’ quanto chiede ufficialmente la Santa Sede, esprimendo nuovamente la sua “profonda preoccupazione per la radicalizzazione e l’aggravamento della crisi nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, con l’aumento dei morti, dei feriti e dei detenuti”. Papa Francesco, direttamente e tramite la Segreteria di Stato, “segue da vicino tale situazione e i suoi risvolti umanitari, sociali, politici, economici ed anche spirituali e assicura la sua costante preghiera per il Paese e tutti i venezuelani, mentre invita i fedeli di tutto il mondo a pregare intensamente per questa intenzione”, riferisce una nota del Vaticano.

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La Santa Sede chiede “a tutti gli attori politici e in particolare al Governo che venga assicurato il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché della vigente Costituzione; si evitino o si sospendano le iniziative in corso come la nuova Costituente che, anziché favorire la riconciliazione e la pace, fomentano un clima di tensione e di scontro e ipotecano il futuro; si creino le condizioni per una soluzione negoziata in linea con le indicazioni espresse nella lettera della Segreteria di Stato del 1° dicembre 2016, tenendo presenti le gravi sofferenze del popolo per le difficoltà a procurarsi il cibo e le medicine, e per la mancanza di sicurezza”.

Russiagate, nominato il grand jury

cms_6890/putin_trump_afp.jpgIl ’grand jury’ nominato a Washington dallo ’special counsel’ sul Russiagate, Robert Mueller, è al lavoro già da alcune settimane nel quadro della sua inchiesta su possibili collusioni fra il Cremlino e la campagna di Trump, scrive il Washington Post citando due persone al corrente dell’inchiesta, secondo cui questo sviluppo testimonia come prosegua in modo “aggressivo” il lavoro per la raccolta di elementi di prova. Il New York Times precisa che in questo periodo, da alcune settimane cioè, il nuovo ’grand jury’ sul Russiagate, ha già formalizzato mandati.

Da tempo, si parla di settimane se non mesi, Mueller sta ampliando il team legale che lavora sull’inchiesta, team a cui si è aggiunto di recente Greg Anders, un avvocato specializzato in reati economici e finanziari e corruzione internazionale che aveva già lavorato al Dipartimento della giustizia. L’inchiesta di Mueller ora include anche la questione del licenziamento del direttore dell’Fbi James Comey e dell’eventuale ostruzione alla giustizia da parte di Trump con questa mossa.

Il ’grand jury’ di Washington si affianca a quello, al lavoro da prima della nomina di Mueller lo scorso maggio, di Alexandria, in Virginia, concentrato sui casi di Paul Manafort e Michael Flynn. Ma il ’grand jury’ di Washington, scrive il NYT, ha formalizzato provvedimenti per l’acquisizione di “documenti sugli affari” dell’ex Consigliere per la sicurezza nazionale. Non è chiaro se i recenti mandati investano altri esponenti della campagna di Trump.

La nomina del ’grand jury’ a Washington “mi arriva come notizia, ma come notizia positiva nel senso che indica che potrebbe accelerare una soluzione del lavoro di Mueller che la Casa Bianca ha tutto l’interesse a vedere conclusa in modo giusto. Come abbiamo detto in passato, siamo pronti a cooperare pienamente con Mueller”, ha commentato Ty Cobb, il consulente legale della Casa Bianca.

Intanto, due diverse coppie di senatori democratici e repubblicani hanno messo a punto altrettanti provvedimenti per impedire al presidente Donald Trump di licenziare Mueller, vincolando eventuali decisioni in questo senso a una valutazione di tre giudici federali.

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5 Agosto 2017