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L’importanza delle parole e dei gesti nell’uso delle nuove tecnologie

È una benedizione che viene dall’alto quella fatta da Papa Francesco nei confronti delle nuove tecnologie, in particolar modo dei social network, con un’avvertenza però: che siano usati con il cuore. La comunicazione è una caratteristica che ha accompagnato il genere umano sin dalla sua comparsa su questa terra, prima caratterizzata dai gesti e dai suoni gutturali e poi arricchita dalla parola, dono e peculiarità del solo essere uomo. Il progresso scientifico ha poi creato i mass media, tecnologie utili per tutte quelle forme di comunicazione e di scambio di informazioni basate sulla distanza. Dietro però le scoperte in ambito comunicativo si celavano già progetti e intenzionalità non sempre basate sul buon senso e sulla diffusione delle radici della democrazia e della partecipazione, bensì anche su modalità persuasive e propagandistiche di massa. L’iniziale afflato di speranza e di condivisione di valori positivi, ha lasciato spazio a un uso dei media più incline a mettere in campo messaggi di tutt’altro genere.

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L’iniziale buona propensione dell’uomo a usare a fin di bene i mezzi a sua disposizione, pian piano si è spostata su un piano di totale dipendenza dalla tecnologia. Papa Bergoglio, opinion leader tra i più influenti di quest’epoca, non si è mai tirato indietro nel promuovere un dibattito autentico su quelle che sono oggi le nuove forme di relazione sociale basate sempre più su un uso assiduo della rete. I social network, ha detto il pontefice, sono capaci di favorire le relazioni e di promuovere il bene della società, ma possono anche condurre a un’ulteriore divisione tra le persone. La metafora della piazza può essere usata anche per definire l’ambiente digitale, un luogo cioè secondo il Papa dove è possibile incontrarsi e inaugurare una discussione produttiva ma è anche un luogo dove è possibile assistere, purtroppo, a casi di linciaggio morale.

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La rete ha la grossa opportunità di costruire una vera e autentica cittadinanza, ovvero per Bergoglio le reti digitali possono essere utilizzate per far crescere una società aperta alla condivisione e dunque più sana. Le parole del Papa sottolineano come la comunicazione sia un dono proveniente da Dio di cui l’uomo ha una grossa responsabilità e che se usata nella giusta maniera essa possa favorire prossimità in grado di prendersi cura e confortare i bisognosi. Capacità di ascolto e arte di costruire ponti, sono questi i presupposti fondamentali che dovrebbero essere alla base di una corretta informazione, a prescindere che la si attui attraverso i giornali o attraverso i social media, sia nell’ambiente reale che in quello digitale. Le parole del Papa sono un richiamo rivolto urbi et orbi a noi ma anche al mondo della politica. Vigilare sul modo di esprimersi, fare attenzione a ciò che si dice e al come lo si dice, significa rispettare se stessi e soprattutto chi non la pensa come noi. Ricordiamo che comunicare significa condividere, ascoltare, arricchirsi tramite il dialogo, lo scambio culturale, l’uso naturale e genuino della parola.

Data:

28 Gennaio 2017