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L’interazione tra satanismo razionalista (ateo) e satanismo gnostico

Ateismo e agnosticismo sono diffusissimi tra uomini e donne di scienza e rappresentano un fenomeno non limitato agli USA, bensì presente anche in Europa e in Italia in particolare. Infatti, già nel 1989 con una ricerca pubblicata “Valori, scienza e trascendenza” (Fondazione Giovanni Agnelli-Torino; Achille ArdigòFranco Garelli) la percentuale degli scienziati che credevano in Dio (36,1%) era persino più bassa di quella americana (39,3%).

La scienza, con i suoi teoremi, che ha sempre visto nei secoli la discussione costruttiva dei propri principi, lentamente, nei gradi estremi, sta diventando dogmatica, indiscutibile; le “Sacre Scritture”, la Bibbia, vengono sostituite dai “sacri testi della scienza” , sempre più dogmatica, che non accetta critiche o discussioni. La ricerca affannosa dell’Essenza di Dio, il voler affermare con ogni mezzo i nuovi dogmi che questa impone, sta trasformando un “dono” in una idolatria del proprio “io” dove la scienza, e lo scienziato, si erge al di sopra di ogni cosa, di ogni credo, tanto da voler imporre i propri “dogmi”, acquisendo il carattere di una nuova religione.

Una dottrina che tutti devono seguire, per cui viene eliminato il condizionale che dovrebbe invece essere d’obbligo, tanto che negli statuti di alcune associazioni private di “scienziati” si può leggere che tra le finalità che perseguono rientrano la promozione e la diffusione della scienza e del metodo scientifico sperimentale in Italia…che possa contrastare chiunque non condivida il suo dogma e pertanto che possa essere perseguito nelle sedi civili e penali, potendo le stesse associazioni far ricorso all’Autorità giudiziaria o amministrativa a tutela della correttezza dell’esercizio della scienza e del metodo scientifico-sperimentale in Italia.

Ciò che risulta curioso e inquietante è il rigurgito dogmatico di associazioni private nate in un ambito ristretto ed elitario di un mondo medico, proprio dove, come nella medicina, il dogma non può esistere. Non abbiamo contezza, in Italia, di associazioni private che impongano i propri dogmi nelle scienze matematiche, fisiche, astronomiche, biologiche, dove da sempre è esistito lo scontro tra teorie differenti, scontro dialettico e culturale che ha permesso alla scienza, quella vera e umana, di crescere consentendo il confronto di liberi pensieri. Ancor più cupo è il pensiero quando tali associazioni private vogliano imporre il proprio credo allo “Stato”, ossia a tutto il popolo, imponendo con la forza il “nuovo oscurantismo” con la “nuova inquisizione”. Negli USA si verificarono situazioni analoghe quando venne tentato l’approccio al mondo “paranormale” con Marcello Truzzi, sociologo alla Eastern Michigan University, fondatore dello CSICOP, il CICAP americano, che disse: “Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie”. A colpire, in particolare, fu che Truzzi, fondatore del CSICOP, venne cacciato dalla stessa associazione per aver chiesto che al suo interno fossero accolti anche studiosi seri del paranormale, in modo da poter confrontare le posizioni in maniera sistematica ed affinare le tesi. Venne dunque eiettato dalla sua stessa creatura tanto che, successivamente, si definì uno “zetetico” (volto alla ricerca della verità), perché considerava gli “scettici” come degli “pseudo-scettici” privi di velleità scientifiche, che si rifiutavano a priori di verificare le sperimentazioni nell’ambito del paranormale e che erano i principali responsabili dell’involuzione semplicistica del dibattito.

Un esempio tra i più noti è stato quello del confronto tra Stephan Schwartz, che sosteneva di essere un “remote viewer” (una persona capace di vedere a grandi distanze, anche qualcosa che succedeva all’altro capo del mondo) e l’ateo militante Daniel Dennett che, sfidato a dimostrare che gli articoli sul “remote viewing” erano effettivamente fraudolenti e anti-scientifici; scegliendone uno, e discutendolo con lui, rispose: “Non penserà che io legga roba del genere, vero?”.

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La storia è cosparsa di tali eventi, basta ricordare l’abiura imposta a Galileo Galilei per aver salva la vita. Era come se lo pseudo-scettico si auto-mutilasse il cervello pur di non “cadere in tentazione”, un atteggiamento inquisitoriale, non certo agnostico. La scienza è un metodo di indagine e un insieme di modelli di realtà in costante evoluzione, e come tale è neutrale in relazione al piano metafisico. Non dovrebbe mai essere concepita come legata ad una specifica visione filosofica del mondo.

Se, nel corso della storia, l’umanità si fosse rifiutata di considerare prove aneddotiche oggi vivremmo ancora nelle caverne.

Ma quello che è descritto nella “scienza gnostica” a cui fanno riferimento oggi diversi scienziati, e da quello che è risultato nel corso di svariate inchieste giudiziarie e giornalistiche, emergono delle chiare connotazioni del “satanismo gnostico” (di stampo manicheo). Come ho già descritto in precedenza, questo mutua molti concetti dalle dottrine dello Gnosticismo. Il fondatore di questa corrente, Dean Joseph Martin, riordinò tutta una serie di idee con diversi punti in comune, appartenenti a diverse scuole filosofiche e spirituali, come il Pitagorismo, lo Gnosticismo, l’Ermetismo e la Cabala (oggi molto diffusa negli USA). Il tratto distintivo di questo lavoro di riordino ed unione di idee, in apparenza dissimili tra loro, è stata anche la principale chiave di lettura della corrente gnostica: ovvero che sia spiegabile anche il cosiddetto “divino” o “soprannaturale” con lo studio e le leggi scientifiche, in quanto parte di una realtà superiore, ma non per questo priva di logica, anzi strettamente soggetta alle leggi scientifiche. Ma nel mondo della scienza, e nei movimenti satanisti che ne fanno parte, sussiste un’interazione con il “satanismo razionalista” (o ateo) più recente rispetto a quello occultista, fondato da Anton LaVey nel 1966, che non crede nell’esistenza di Dio né di satana come essere personale, come avevo già descritto precedentemente, ma pensa che esista una forza o energia nascosta in noi e nel cosmo, che può essere fatta emergere, sviluppata e messa al proprio servizio quando si pratica la perversione in tutte le forme, associata a determinati riti blasfemi. Questo tipo di satanismo sarebbe concepito in chiave estremamente materialista, edonista e anti-cristiana: i suoi aderenti adottano il nome “satana” in qualità di ribelle contro il Dio cristiano e, dunque, come una figura di ribellione contro tutto il sistema di valori cristiani, che ritengono oscurantisti e falsi. Essi propongono una visione totalmente antropocentrica della realtà. In molti casi il satanismo razionalista rappresenta l’anticamera al satanismo occultista. Quello che maggiormente è rappresentato nel mondo scientifico e nelle classi sociali medio-alte è rappresentato dal satanismo gnostico, spessointeragente con il satanismo razionalista (ateo).

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Molte scuole di pensiero odierne pongono dunque le leggi scientifiche come dogmi indiscutibili, come il potersi sostituire a Dio nel generare la vita e nel decidere della morte, tanto che alcuni scienziati si reputano simili a divinità onnipotenti e che la vita è solo un percorso puramente biologico, di cellule e DNA. Il satanismo gnostico, diffuso particolarmente in fasce della società medio-alte, con adepti spesso inseriti in ruoli apicali della ricerca e nel mondo scientifico, si prefigge l’evoluzione dell’uomo fino al ritorno ad uno stato di divinità, da cui proviene, utilizzando gli strumenti di cui è stato dotato, e che satana ha contribuito a rendere utilizzabili concretamente. L’ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza, è vista dai satanisti come un vero e proprio peccato, una condizione da cui l’uomo deve riscattarsi mediante lo studio e la conoscenza in senso lato, che si ottengono con il costante ragionamento sia sulle esperienze filosofiche e spirituali, sia su quelle fisiche. Gli stessi forniscono agli adepti un indottrinamento costante, servendosi frequentemente dei propri ruoli didattici e formativi, esponendo teorie dogmatiche della conoscenza e della scienza; in pratica tendono a formare un gruppo elitario, una “casta” o “congrega” di pochi. La vita stessa è intesa come una sorta di aula di studio, e spesso è proprio nelle “aule di studio” che avviene il primo indottrinamento.

Data:

5 Maggio 2020