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“L’INVERNO DIFFICILE”, AZIONE UMANITARIA UNHCR

cms_28539/0.jpgL’UNHCR, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati nato all’indomani della Seconda Guerra Mondiale col compito di assistere i cittadini europei fuggiti dalle proprie case a causa del conflitto, lancia quest’anno, alla vigilia delle feste e all’inizio della stagione fredda, un importante appello e una nuova campagna di raccolta fondi, denominata “L’inverno più difficile”.

Infatti, secondo recenti stime, milioni di rifugiati saranno costretti a scegliere se mangiare o riscaldarsi.

La crisi più rilevante, ovviamente, è quella ucraina, con un’azione che l’agenzia sta intraprendendo sia direttamente nel Paese che in quelli attigui, che stanno ospitando milioni di sfollati. Dall’inizio del conflitto, infatti, quasi un terzo della popolazione è stato costretto ad abbandonare le proprie case per trovare riparo in tutta Europa o anche solamente in altre zone del paese meno esposte rispetto alla regione del Donbass.

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Dopo l’Ucraina, attualmente i contesti più drammatici si registrano in Afghanistan e Siria.

L’Afghanistan, coinvolto in un conflitto che dura da oltre 40 anni, conta 3,5 milioni di sfollati a causa delle situazioni belliche e 1,5 milioni a causa di fenomeni climatici estremi. Nonostante, infatti, quel che si possa pensare, in alcune zone del paese si giunge a temperature vicine a -25 e ciò comporta conseguenze per famiglie intere, spesso impreparate (per motivi economici) ad affrontare tali escursioni termiche. A questo si aggiunge una forte crisi finanziaria e un forte terremoto che lo scorso giugno ha costretto all’evacuazione migliaia di persone nella zona del sud-est.

Anche la Siria è sconvolta da fenomeni climatici sempre più estremi, come freddo intenso e tempeste di neve che causano il movimento di migliaia di persone verso il Libano, la Giordania, l’Iraq o l’Egitto, in cerca di rifugio.

Per tutta questa gente in cerca di riparo “questo è davvero l’inverno più duro di sempre”, afferma l’UNHCR. “Il gelo e le temperature estreme si abbattono su anziani, bambini, donne e uomini in fuga, già provati da gravissime crisi globali: ai perduranti effetti della pandemia da COVID-19 si sommano gli effetti del conflitto in Ucraina, in particolare l’aumento esorbitante del costo di prodotti essenziali, come cibo, carburante ed energia. Questi rincari costringeranno tante famiglie di rifugiati e sfollati a una lotta per la sopravvivenza per coprire i costi di acqua e pasti caldi, vestiti invernali, riscaldamento e medicinali. Già nel 2021, complici la crisi economica e i problemi di approvvigionamento alimentare dovuti alla pandemia, quasi 193 milioni di persone erano in condizioni di insicurezza alimentare acuta, con un aumento di quasi 40 milioni rispetto al 2020”.

L’impegno di UNHCR si fonda su tre azioni principali: ristrutturazione di alloggi devastati e danneggiati, che si specifica in particolare in un’opera di isolamento termico degli stessi; fornitura di beni di base quali coperte, stufe e vestiti; sostegno economico in forma diretta, che solleva famiglie intere, incapaci di farne fronte, da spese come affitto, riscaldamenti, luce e cibo.

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È stata raggiunta anche Laura Iucci, direttrice della UNHCR Italia, che ha spiegato: “Stiamo vivendo una fase nella quale i conflitti e le violenze si sovrappongono ad altre crisi di natura economica, geopolitica e climatica. E purtroppo, mentre crescono esponenzialmente i bisogni umanitari, le risorse disponibili si riducono drammaticamente. Negli ultimi mesi siamo stati costretti a ridimensionare numerosi programmi essenziali per far fronte al gap di finanziamenti. A farne le spese sono i rifugiati e gli sfollati più vulnerabili: questo inverno moltissime famiglie sono a rischio di non farcela. Rivolgo un appello a tutti i donatori affinché ci aiutino a salvare vite umane. Basta anche un piccolo gesto per fare la differenza”.

Data:

4 Dicembre 2022