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L’ISTAT riscatta le donne italiane

cms_5829/Gli-stilisti-e-l-Unita-d-Italia_o_su_horizontal_fixed.jpgA poche ore dalla chiusura del programma del sabato in onda su RaiUno condotto da Paola Perego che ha portato all’attenzione del pubblico televisivo i sei motivi “sessisti”, per i quali dovrebbe essere preferita la donna oggetto dell’Est, a metà fra un soprammobile e una suddita, le tabelle ISTAT aggiornate al 2016, fotografano un’Italia portata avanti nel piccolo da donne.

Sono 970 mila le famiglie, con e senza figli, dove è lei l’unica a risultare occupata a tempo pieno o part time, mentre l’uomo è in cerca di occupazione o inattivo. Il dato riguarda i coniugi o i conviventi tra i 25 e i 64 anni e include i quiescenti e coloro che sono fuori dal mercato del lavoro

Resta invece sopra quota un milione, il numero delle famiglie senza redditi da lavoro. Poco cambia rispetto allo scorso anno: si passa da 1 milione 92 mila a 1 milione 85 mila. La flessione è irrilevante e tocca lo 0,7%. Si parla di nuclei in cui i componenti attivi, professionalmente parlando, sono disoccupati. E i redditi, qualora ci fossero, arriverebbero da altre fonti, quali rendite o pensioni.

cms_5829/boldrini_laura_camera_ftg.jpg“E’ inaccettabile che in un programma televisivo le donne siano rappresentate come animali domestici di cui apprezzare mansuetudine, accondiscendenza, sottomissione”. Lo scrive su Facebook la presidente della Camera, Laura Boldrini, a proposito del servizio sulla donne dell’Est andato in onda su Rai Uno.

“Questa vergognosa lista, trasmessa durante la trasmissione ‘Parliamone sabato’, in onda su Rai Uno, è offensiva sicuramente nei confronti delle donne: quelle italiane che non sarebbero sufficientemente brave con i propri compagni e quelle dell’est descritte come dei peluche. Ma offende anche gli uomini, che risulterebbero esseri incapaci di relazionarsi alle donne in modo paritario”, sottolinea Boldrini.

“Guardando questo programma -prosegue Boldrini- la società sembra avere fatto un passo indietro di un secolo. Ed è ancor più grave che ciò sia avvenuto in un programma del servizio pubblico, condotto da una donna e in una fascia oraria pomeridiana. Così si rischia di vanificare i tanti sforzi che la Rai stessa sta facendo per dare un’immagine della donna dignitosa e contemporanea. Per questo mi auguro che siano fatte le dovute verifiche e siano presi adeguati provvedimenti”.

“Con una lista del genere non si fa altro che proporre stereotipi sorpassati da decenni: si rende la donna un oggetto, e da questo alla violenza il passo è breve. In un tempo in cui, nel nostro Paese, una donna ogni tre giorni viene ammazzata dall’uomo che dovrebbe amarla, dobbiamo impegnarci tutti per contrastare lo squallore di certe rappresentazioni e dare alle donne la dignità e il rispetto che meritano”, conclude la presidente della Camera.

cms_5829/Famiglia_bambini_fg.jpgOltre un milione di famiglie nel 2016 non ha potuto contare su un reddito lavoro; di queste oltre la metà è con figli. Sommando le diverse tipologie risultano in cerca di occupazione 1.085.000 famiglie, di cui 448.000 sono coppie con figli e 222.000 monogenitore. I dati sono contenuti nelle tabelle dell’ultimo rapporto Istat sui dati familiari delle forze lavoro. Quasi un altro milione di vive invece con lo stipendio della donna, che lavora a tempo pieno o part time. In particolare le famiglie monoreddito ’rosa’ che non hanno figli 339.000 a cui si sommano quelle con figli che sono 632.000 per un totale di 971.000 nuclei.

Il confronto annuale mostra che rispetto al 2015, quando le famiglie senza lavoro erano 1.092.000, si registra una leggera diminuzione (-0,5%). La ripartizione geografica mostra che il numero maggiore di famiglie senza reddito da lavoro nel 2016 si concentra al sud, con 587.000 nuclei. Al secondo posto il nord con 300.000 unità (a cui vanno sommate le 189.000 famiglie del nord-ovest e 111.000 del nord-est); mentre al centro si collocano le restanti 198.000 famiglie.

In totale le famiglie residenti in Italia sono 25.797.000 di cui 16.501.000 presenti nel mercato del lavoro. Di queste 13.909.000 hanno tutte le forze lavoro occupate. Le famiglie senza lavoro rappresentano il 4,2% del totale delle famiglie residenti, con punte che arrivano al 7,1% nel sud, e livelli minimi che vengono raggiunti al nord (2,4%).

La difficile situazione del mezzogiorno emerge in modo ancora più evidente quando si osserva la collocazione geografica delle famiglie senza lavoro con figli, e si scopre che oltre la metà si concentra nell’area. Delle 448.000 coppie con prole ben 296.000 sono residenti al sud, a cui si aggiungono i 113.000 nuclei con un solo genitore, su un dato nazionale di 222.000 unità. Su un totale di 670.000 famiglie con figli, quindi, ben 409.000 vivono al mezzogiorno (cioè il 61%).

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Data:

22 Marzo 2017