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L’ITALIA È FUORI DAI MONDIALI, PROPRIO COME 60 ANNI FA

Non è bastato il cuore a salvare gli azzurri. Questa volta non gli si può rimproverare nulla. La squadra, sostenuta da 75.000 spettatori, ha dato tutto, ha provato a scardinare la difesa svedese, ma la traversa, le parate di Olsen, il salvataggio sulla linea e i 27 tiri totali, effettuati dalla squadra azzurra, non sono serviti a nulla.

Così, a staccare il tagliando per Russia 2018, è stata la Svezia chetorna a giocare un mondiale dopo otto anni. L’Italia, invece,rivive quella tremenda esperienza del 1958 quando, per mano dell’Irlanda del Nord, saltò i mondiali.

La partita – Il C.T. Ventura effettua tre cambi rispetto alla gara di andata. Inserisce Florenzi, Jorginho e Gabbiadini e così, con il 3-5-2, manda in campo: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Candreva (75’, Bernardeschi), Florenzi, Jorginho, Parolo, Darmian (63’, El Shaarawy); Gabbiadini (63’, Belotti) e Immobile.

Mentre il C.T. della Svezia, Andersson, recuperaLustig e Johansson e, con il 4-4-2, schiera: Olsen; Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson (71’, Rohden), Johansson (18’, Svensson), Larsson, Forsberg; Toivonen (53’, Thelin) e Berg.

Una gara combattuta e nervosa come era prevedibile aspettarsi data la posta in palio. Buon approccio e ottimo primo tempo degli azzurri che giocano con grande determinazione. Con il passar dei minuti l’Italia guadagna campo e si rende sempre più pericolosa, ma solo nel finale arrivano le due più nitide occasioni con Immobile (40’), che si vede respingere da Granqvist la sfera sulla linea di porta e con Florenzi (44’) che, tutto solo, tira sul portiere Olsen.

Nella ripresa, ancora Florenzi (54’,) va vicinissimo al gol con un tiro al volo che sfiora il palo alla sinistra del portiere. Poi arriva un’altra clamorosa occasione per l’Italia, ma il tentativo di autorete di Lustig (67’) si ferma sulla traversa. Nel finale ci prova anche El Shaarawy (86’), ma il suo tiro viene deviato dal portiere Olsen. Poi, arriva il triplice fischio finale che segna, per tutto il movimento calcistico italiano, l’inizio di un incubo.

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“Non mi sono dimesso – dichiara un amareggiato Ventura perché devo ancora parlare con la Federazione. Sono molto dispiaciuto e chiedo scusa agli italiani per il risultato sportivo, ma non per l’impegno e per la dedizione. Sono anche dispiaciuto perché ho capito, vedendo i 75.000 tifosi presenti a San Siro, cosa può significare la nazionale. La mia colpa maggiore è aver fatto due partite senza segnare un gol. In ogni caso, sono orgoglioso di aver fatto parte del gruppo azzurro e di aver lavorato con grandi campioni”.

Non sarà facile riprendersi dopo questa batosta, ma i vertici del calcio italiano dovranno fare un’analisi attenta e trovare soluzioni per ripartire più forti e più solidi, tenendo conto che i vari Buffon, Barzagli, De Rossi e Chiellini hanno già annunciato, tra le lacrime, il loro ritiro dalla Nazionale.

Ma sarebbe un errore pensare che la crisi del calcio italiano sia iniziata questa sera.

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Data:

14 Novembre 2017