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L’ITALIA IN LUTTO

Sono state 35 le scosse di terremoto succedutesi nelle aree del sisma dalla mezzanotte di ieri. La più forte di magnitudo 4.0 è stata registrata dall’Ingv alle 4.50 nella provincia di Ascoli Piceno, a 7 km da Montegallo e 8 km da Arquata del Tronto a una profondità di 8 km.

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Intanto continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Protezione civile, sono infatti salite a 284 le vittime, 224 delle quali ad Amatrice, dove nelle ultime ore sono stati recuperati altri tre corpi. Sono 388 i feriti ospedalizzati. Rispondendo a chi gli chiedeva se le tre nuove vittime estratte dalle macerie ad Amatrice fossero state trovate sotto l’hotel Roma, il vice capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha spiegato: “Non ho un dato sull’hotel Roma, abbiamo il dato ufficiale della prefettura”. Sempre la Protezione civile riferisce che sono circa 2.500 le persone rimaste senza casa.

Funerali

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Si terranno oggi alle 11,30 ad Ascoli Piceno i funerali delle vittime marchigiane. Alla cerimonia nella palestra di fronte l’obitorio di Ascoli parteciperà anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella. A celebrare i funerali sarà il vescovo di Ascoli monsignor Giovanni d’Ercole. In concomitanza col rito, il presidente del Consiglio ha proclamato una giornata di lutto nazionale con l’esposizione di bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici dell’intero territorio italiano. Lo comunica in una nota Palazzo Chigi. Il premier Matteo Renzi sarà ad Ascoli Piceno per assistere ai funerali.

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Il sindaco di Amatrice: “Risorgeremo, lo dobbiamo alle vittime”

Il Procuratore

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“No, quanto accaduto non può essere considerato solo frutto della fatalità. L’esperienza e la logica ci dicono che, ad Amatrice, le faglie hanno fatto tragicamente il loro lavoro. E questo si chiama destino. Ma se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone, non sarebbero crollati”. A parlare, in un colloquio con Repubblica, è il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva.

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27 Agosto 2016