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L’ITALIA, UMILIATA DALLA SVIZZERA, PERDE ED È FUORI DA EURO 2024 – Spalletti:“Abbiamo sofferto la differenza nel ritmo e nella freschezza. In questo momento non si può fare di più”.

Si ferma all’Olympiastadion di Berlino il cammino europeo della nazionale azzurra. È la Svizzera, infatti, a staccare il pass per i quarti di finale di Euro 2024 in virtù delle reti messe a segno da Freuler (36’) e Vargas (46’).

Una eliminazione giusta e meritata per un’Italia mai entrata in partita. Ancora una volta i ragazzi di Spalletti sbagliano l’approccio e vengono travolti, questa volta, da una Svizzera ben messa in campo e in grado di fare tanto possesso palla e giocate di qualità. Al di là dei meriti degli avversari, tuttavia, l’Italia soffre più del dovuto, anche perché di fronte, va detto, non c’era la Spagna o la Francia. I meriti della Svizzera, evidentemente, sono stati ingigantiti anche dalla pessima prestazione degli azzurri che soffrono maledettamente la pressione elvetica, il lungo palleggio e la serie di passaggi corti nella propria metà campo.

Ma l’Italia dov’era? Salvata già nel primo tempo da un ottimo Donnarumma (autore di due prodigiosi interventi), la squadra di Spalletti non riesce quasi mai a costruire gioco e a ripartire. Mostra poca personalità, manca l’intensità, la qualità nei passaggi e la pressione sui portatori di palla. Anche nei due gol, infatti, i giocatori svizzeri sono stati lasciati liberi di calciare. Per la cronaca, l’Italia ha colpito due legni nella ripresa (con Schar che ha rischiato l’autogol e Scamacca), ma non ha mai dato la sensazione di poter fare veramente male alla Svizzera che, tra l’altro, dopo il raddoppio ha cercato sostanzialmente di controllare la gara.

Quel gol del secondo tempo ci ha tagliato le gambe – ha dichiarato il CT azzurro, Luciano Spalletti, ai microfoni di Rai 1 – ma abbiamo sofferto soprattutto nel primo tempo la differenza nel ritmo e nel passo anche nelle situazioni individuali. Purtroppo, il ritmo e la freschezza fanno sempre la differenza. Probabilmente, in questo momento, non si può fare di più. Ci vuole più gamba, più ritmo, più sacrificio, qualità e continuità nelle giocate. Probabilmente non siamo arrivati con una condizione fisica ottimale anche per il finale di campionato. Chiaro che la responsabilità è anche la mia anche perché ho scelto io questi calciatori, ma va detto che alleno questa nazionale da appena dieci giornate”.

Alcune considerazioni del CT azzurro, in realtà, sono condivisibili. Ma il fallimento di questi europei porta anche il suo nome (oltre alle responsabilità dei calciatori e della Federazione che dovrebbe tutelare maggiormente il settore giovanile). Al di là delle scelte da lui fatte, in effetti, bisognerebbe capire perché tanti calciatori che hanno fatto bene in campionato (come il blocco Inter) sono stati inguardabili o quasi in nazionale? E perché cambiare spesso sistemi di gioco? E perché l’approccio sbagliato della squadra in tutte le gare dell’Europeo? Non si può addebitare solo alla stanchezza l’eliminazione dell’Italia. Anche le altre nazionali provengono da campionati lunghi ed estenuanti. Spalletti, insomma, deve lavorare davvero tanto anche perché ora bisogna cercare di ricostruire in fretta un progetto azzurro per provare a centrare una qualificazione, quella dei mondiali, che manca ormai dal 2014.

(Foto da adnkronos.com e Fotogramma – Si ringrazia)

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30 Giugno 2024

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