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LO CHIAMARONO ANTICRISTO

Sulla copertina dell’album “Sgt.Pepper” dei Beatles, del 1967, appare, tra i tanti volti, quello di uomo. Un personaggio defunto nel 1947, quindi 20 anni prima, ma ciononostante talmente famoso da meritare di essere immortalato insieme al gruppo musicale più famoso, in quel momento storico.

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Stiamo parlando di Aleister Crowley, forse uno degli occultisti più famosi in assoluto, citato da molte fonti, coinvolto anche in storie di spionaggio, perlomeno a livello di leggende metropolitane. Aleister nacque in Gran Bretagna nel 1875, figlio di ferventi religiosi, tanto che poteva avere contatti solamente con persone che condividevano lo stesso credo religioso. Dall’età di 21 anni inizia ad interessarsi di occultismo, misticismo, alchimia. Poi una esperienza drammatica, dovuta ad una grave malattia, lo porta a riflettere sull’esistenza umana, allontanandolo dagli studi inizialmente abbracciati. Lasciato il college di Cambridge, venne presentato ad uno dei fondatori dell’Ordine Ermetico della Golden Dawn, una società segreta basata sulla conoscenza della Qabbala. Si dedicò parallelamente e simultaneamente allo studio della magia occidentale e dello yoga, finché a 26 anni dichiarò di aver raggiunto il dhyana, uno stato mistico che descrisse anche in un libro.

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Dopo un periodo trascorso in Messico con la donna da lui sposata, ricevette la spinta a fondare un proprio culto, chiamato Thelema, in seguito ad un evento vissuto a Il Cairo, in Egitto. Durante quell’episodio, come da lui raccontato, una voce gli dettò un testo, The Book Of Law, conferendogli l’incarico di profeta. Particolare curioso è che il libro è composto, per buona parte, da un codice numerico che lo stesso Crowley dichiarò di non saper interpretare. Divorziò dalla moglie e si recò a Cefalù, in Sicilia, dove fondò l’Abbazia di Thelema, nel 1920, luogo consacrato ad ospitare lui ed i suoi accoliti, e dove celebrò diversi riti esoterici. L’Italia dell’epoca non era tuttavia pronta alla magia praticata da Crowley, e la sua autodefinizione di uomo più cattivo mai esistito incentivò il passaparola tra gli abitanti dell’isola, circa certe pratiche proibite praticate dall’inglese. Magia sessuale, termini proibiti da usare, ed il fascismo appena instaurato non si fece attendere nell’espulsione di un soggetto alquanto equivoco. Successivamente Crowley, che poteva usufruire dell’eredità paterna, si spostò a Lisbona, dove incontrò il poeta Fernando Pessoa, con cui condivideva l’attrazione per l’occultismo. Passato il conflitto mondiale, in cui secondo, alcuni personaggi, tra cui Ian Fleming, il creatore di James Bond, Crowley venne utilizzato dalla Corona Inglese in modo discreto ed anomalo, diede alle stampe il suo libro The World’s Tragedy, in cui rivisitò la vita e gli atti di Gesù. Ovviamente una reinterpretazione assolutamente in opposizione alla versione cattolica, con tanto di ironici commenti sulla verginità di Maria, e parlando dei fedeli cristiani ammise di odiare loro e la religione da loro seguita, e di voler distruggere sia il loro Dio che la loro religione. Anche le donne rivestivano un ruolo chiave nella sua ideologia distorta: le figurava come forze sociali anticristiane, ravvisando nella figura femminile proprio la madre dell’anticristo.

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In una celebre lode a Satana ipotizzò che fosse il demonio il vero artefice dell’insegnamento dell’uomo, ed altrettante lodi alla figura del diavolo furono espresse in Inno a Lucifero ed in altre sue poesie. In una sorta di autointervista, Il diario di Alesteyr Crowley, si autodefinì il santo di Satana e il compagno di Babilonia, ma queste sue affermazioni furono contraddette da egli stesso, quando dichiarò che il diavolo non esiste. Un ateismo farcito di concetti relativi ad entità negative, dove la disobbedienza morale era l’unico precetto manifesto ed esplicitato. Proprio a causa di questa sua avversione per le regole e del suo citare continuamente demoni ed entità maligne, Crowley è stata la persona che forse ha influenzato più di chiunque altro il satanismo, ancora oggi citato ed evocato in molte celebrazioni sataniche. Da notare come, nel 1945, all’interno dell’Ordine della Golden Dawn venne ammesso anche Ron Hubbard, con cui forse Crowley ebbe un carteggio, anche se poi il nuovo arrivato si distanziò dall’ideologia crowleyana, andando a creare la setta di Scientology. Il discepolo di Satana morì nel 1947, a 72 anni, dopo una vita passata a consumare eroina e morfina, tra pratiche di magia sessuale e sacrifici al male come unica via per trovare la libertà. L’alba dorata da lui sognata ed evocata oggi è un ordine dove si incontrano disillusi e persone con menti agitate, desiderose di chissà quali rivalse; ma se cercate il nome Alister Crowley scoprirete che, più di 70 anni dopo la sua morte, per molte persone le sue parole sono ancora un vangelo nero.

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Data:

8 Settembre 2018