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LO SHOPPING IBRIDO SARA’ IL “RIPULISTI” DELL’ULTRA FAST FASHION?

Quante volte abbiamo sentito e letto che il futuro dello shopping sarà l’online che, soprattutto dopo il covid-19, l’esperienza di shopping fisica, quella di recarsi negli store doveva essere sempre meno frequente, soprattutto tra la generazione Z. Oggi ci pensa il leader dello shopping ultra fast fashion e dello shopping digitale a voler cambiare rotta sperimentando un’esperienza di shopping che coniugherà il fisico visivo con l’acquisto digitale. Il colosso cinese, Shein inaugurerà, il prossimo tredici novembre, il suo primo store permanente, dopo l’apertura di numerosi pop-up, nella città di Tokio. Lo store, di circa duecento metri quadrati, distribuiti su due piani, avrà la missione di far toccare con mano i capi spesso accusati di essere di bassa qualità. Per Shein continua l’operazione “trasparenza”, ad ora poco riuscita, sulle accuse di sfruttamento dei lavoratori e dell’ambiente. La particolarità, rispetto ai pop-up, sarà la modalità d’acquisto: i capi potranno essere pagati scansionando, attraverso l’APP di Shein, il QR code presente sul cartellino, ma i capi anche se presenti fisicamente nello store, non potranno essere portati a casa, ma verranno spediti successivamente all’indirizzo prescelto. Una sorta di guardare, toccare, ma non portare via, per Shein l’intento è quello di offrire la possibilità di toccare i capi con mano, di provarli, ma non quella di portarseli a casa. Una scelta fatta anche per ridurre i resi per taglia o colore sbagliati, ma i più maliziosi hanno sottolineato che forse, e dico forse, i capi che arriveranno a casa non avranno la stessa qualità di quelli esposti nello store.

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La start-up Lyst Index, nata in un capannone londinese nel 2010, è diventata la piattaforma usata da più di duecento milioni di persone nel mondo per cercare i capi delle maison più famose, una piattaforma che permette di mettere in contatto il cliente con il retailer come LuisaViaRoma e Farfetch. Lyst ha stilato la classifica delle maison più cercate nel terzo trimestre del 2022 e sul podio ci sono ben tre maison italiane: Gucci (che detiene lo scettro da sei mesi), Prada (seconda) e Valentino (terza). Oltre alle tre “medagliate” nella classifica compaiono la maison Miu Miu al quinto posto, Fendi all’ottavo, Versace al decimo posto e Bottega Veneta all’undicesimo. Da questa classifica è sempre più evidente che il made in Italy è universalmente riconosciuto come creatore di luxury, il più desiderato e il dominatore assoluto del fashion system. Lyst Index non ha solo diffuso la classifica delle maison più cercate, ma anche dei capi più desiderati dove al primo posto troviamo le ballerine di Miu Miu con un aumento del mille per cento di ricerca. Le fashion addicted le indossano con calze spesse e gonne bon ton, al secondo posto troviamo le Boston Clog di Birkenstock per quel twist comfy, anche se poco glam, all’outfit, al terzo posto troviamo la canotta bianca con logo di Prada perfetta con qualsiasi outfit che ha conquistato le trendsetter ed influencer di mezzo mondo.

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Oltre alla piattaforma Lyst Index c’è TikTok a rendere virale un capo attraverso gli unboxing, i consigli degli influencer, i video di outfit che collezionano milioni di visualizzazioni. Dopo il successo travolgente delle Boston Clog e della canotta di Prada oggi tocca alla fleece jacket 8-ball del brand di streetwear Stussy (brand popolarissimo tra la generazione Z) diventare virale. La giacca reversibile che riprende sul retro una pallina da biliardo non era nemmeno il capo di punta del brand californiano, tanto da non comparire nemmeno nelle loro campagne pubblicitarie. Oggi, grazie al social, il capo è sold out, introvabile su qualsiasi canale d’acquisto e molto probabilmente, dopo il resell, il capo sarà venduto ad un prezzo maggiorato (il suo costo era di duecentoventi dollari). Il fashion system comincia ad interrogarsi seriamente sul potere di TikTok sull’indirizzare gli acquisti dei più giovani e sul far diventare virale un capo trasformandolo da brutto anatroccolo a must have super desiderato.

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Nell’eterna lotta tra il team pandoro e il team panettone quest’anno, il primo ha un’alleata importante per vincere l’annosa sfida. Ormai l’influencer, Chiara Ferragni ne sforna una al giorno e dopo le uova di Pasqua, le gomme da masticare arriva il pandoro nato in collaborazione con l’azienda dolciaria Balocco. Il packaging è rosa, colore del brand della Ferragni, mentre all’interno si potrà trovare uno stencil a forma dell’iconico occhio e una confezione di zucchero a velo sempre di colore rosa. Come è accaduto per le uova di Pasqua anche il pandoro è diventato virale, criticabile o meno, la Ferragni non ne sbaglia una in fatto di marketing. Il pandoro può essere acquistato online, nei punti vendita di Tigros, nei supermercati Decò al costo di nove euro.

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Se per questo autunno-inverno l’ossessione per il fucsia sarà imprescindibile per la maggior parte delle fashioniste, per le trendsetter più ricettive e per i cool hunter sembra essere già superato (leggi alla voce overdose). Ben inteso il fucsia sarà assolutamente un colore must have per questa stagione, ma per chi ama intercettare i trend alert, prima che diventino virali, vi svelo che vestirsi di verde avocado sarà terribilmente cool. Per la prossima primavera-estate il fucsia sembra essere del tutto superato e sulle passerelle delle prossime collezioni è stato lui a prenderne l’eredità. Il trend alert lo vuole declinato in total look, ma anche in combo con il rosa, il bianco, il sabbia, il giallo può dar vita ad outfit very glam. Sono in molte, a ben guardare, le trendsetter che cominciano ad anticipare i tempi indossandolo sin da ora, forse perché l’esposizione del fucsia è stata veramente alta anche se siamo ancora a novembre. A buon intenditor fashionista poche parole!

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5 Novembre 2022