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LO SPETTACOLO TEATRALE DI BOCCASILE & MARETTI.

Dopo aver assistito allo spettacolo di chiusura stagione, di oltre due ore senza soluzione di continuità, ho visto il pubblico in sala assistere a un momento coinvolgente di puro divertimento. Uno show di classe, fresco e attualissimo, che ha visto i protagonisti cimentarsi in una vera e propria prova d’attore. Inattesa apertura dello show con un collegamento improvvisato dal loro camerino al grande schermo, mentre la B&M band , supportata da un’ottima sezione fiati, coinvolgeva la platea con un sound e uno swing irresistibile.

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Un “recital” che mette alla prova la bravura di entrambi, a volte protagonisti e a volte spalla l’uno dell’altro. L’effetto? Un coinvolgimento totale di artisti, musicisti, datori luce e pubblico in sala. Grazie alla maestria dei due attori, gli spettatori, divertendosi, diventano protagonisti lasciandosi trascinare volentieri nella Kermesse. Ho visto coppie giovani e intere famiglie diventare protagonisti in sala e sul palco dialogando, recitando, cantando e mimando insieme agli attori, felici e rilassati come bambini. Qualcosa che, ai giorni nostri, difficilmente accade in teatro.

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Ma parliamo dei protagonisti Massimo Boccasile e Carlo Maretti che, con invenzioni sceniche, diverse ogni sera, pare si divertano con e più del pubblico. Una maestria scenica degna dei migliori comici italiani sul mercato. Maretti, elegante e impostato nel ruolo di conduttore e fine dicitore, costretto a subire le improvvise entrate di Boccasile che assumendo il ruolo di disturbatore strappa magistralmente risate ed applausi. A ruoli invertiti i risultati non cambiano. Una padronanza scenica più unica che rara e visto che i testi e la regia sono farina del loro sacco non potrei definirli diversamente:…”due veri mattatori”.Indiscutibilmente gli anni trascorsi nei migliori locali del nord italia ha permesso loro di forgiarsi, plasmarsi e formarsi come meglio non si poteva.

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Eleganti nel porgere le battute senza mai eccedere o cadere nella volgarità tipica del nostro teatro dialettale. Battute allusive, cattiverie e persino alcune“pause collaudate” sono riuscite, spessissimo, a scaturire applausi a scena aperta. Tutto spiegato. Dopo un’ annata di successi non poteva essere diversamente. Peccato che con questa ultima replica la stagione sia finita. All’uscita dal teatro, ho raccolto da parte di un folto pubblico pagante, apprezzamenti convinti e disinteressati.Vi aspettiamo, a dicembre prossimo, con il vostro “nuovo lavoro” nel teatro “bravò”. Solitamente non faccio previsioni, ma sono certo che comunque vada sarà un successo. Bravi!

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5 Novembre 2014