Traduci

Lo Stato ebraico di Israele è legge

Il Parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato qualche giorno fa la legge che riconosce Israele quale stato nazione del popolo ebraico. Ciò implica il riconoscimento di una bandiera, di una lingua, di una capitale. La storia dello Stato di Israele è la storia complessa di come si costruisce un’entità statale, nel senso moderno del termine, e un’identità culturale di un popolo.

cms_9773/2.jpg

Nel corso del XIX secolo gli ebrei, al di fuori di una dimensione pressoché esclusiva di memoria e di fede, propria dei secoli precedenti, cominciarono a pensarsi nella storia, a misurarsi con le vicende del proprio tempo, a prefigurare e dare vita ad un proprio Stato, basato sulla concezione propria degli stati nazionali dell’epoca. Il 14 maggio 1948 David Ben-Gurion dichiarava la nascita dello Stato d’ Israele. Le vicissitudini in tutti questi anni hanno portato tuttavia a conflitti interni tra ebrei ed arabi e non si è potuto, di fatto, sperimentare l’indipendenza da parte d’Israele. È una notizia recente quella che riferisce dell’approvazione, da parte del parlamento israeliano, di una delle leggi più importanti della sua storia, oltre che quella più conforme alla realtà: la legge sullo stato-nazione. Israele è la patria storica del popolo ebraico, dunque è necessario creare comunità riservate agli ebrei. Ciò di conseguenza porterebbe a non riconoscere l’arabo quale lingua ufficiale. Insomma, si paleserebbe il sionismo per quello che è. Ayman Odeh, leader dei partiti arabi, ritiene che la legge ponga in essere il fatto che gli israeliani non vogliano la minoranza araba. Il riconoscimento di Israele come Stato unicamente ebraico, infatti, è stato definito da Adalah, il Centro legale per i diritti delle minoranze arabe in Israele, come un tentativo di promuovere “la superiorità etnica attraverso politiche razziste.

cms_9773/3.jpg

Secondo i sostenitori del provvedimento, la norma non farebbe altro che porre i valori ebraici e quelli democratici sullo stesso piano, mentre “i detrattori vi ravvisano l’intento di discriminare le minoranze, arabe e non”. Il premier Benjamin Netanyahu sostiene che questa legge costituisce il principio base dell’esistenza di Israele in quanto stato nazione del popolo ebraico, che rispetta i diritti individuali di tutti i suoi cittadini: “Lo Stato vede lo sviluppo dell’insediamento ebraico con valore nazionale e agirà per incoraggiare e promuovere il suo consolidamento“. La legge afferma anche che “gli insediamenti ebraici sono nell’interesse nazionale“. Israele dichiara di essere “lo stato nazione del popolo ebraico, non uno stato formato dai suoi cittadini, non uno stato di due popoli che convivono al suo interno, e ha quindi smesso di essere una democrazia egualitaria, non soltanto in pratica ma anche in teoria”. Non c’era mai stata in tutti questi anni la parvenza di tanta sincerità in Israele così come si evince da questa legge.

Data:

23 Luglio 2018