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Lo sviluppo sostenibile e la biodiversità

La vita della Terra e la sopravvivenza dei suoi abitanti sono legate a soluzioni di problemi molto complessi. Per sostenere il peso della crescita demografica e accrescere il benessere, gli uomini utilizzano risorse naturali, ma se questo sfruttamento non viene regolato il nostro Pianeta progressivamente si impoverirà a causa di stili di vita sempre più inquinanti. Per ricomporre il difficile mosaico dello sviluppo sostenibile, occorre conoscere tutti i tasselli e ricercare soluzioni globali che permettano di soddisfare le necessità degli uomini di oggi e domani. Il concetto di sviluppo è mutuato dalla letteratura scientifica e naturalistica dove diviene sostenibile la gestione di una risorsa se data la sua capacità di riproduzione non si eccede nel suo sfruttamento, oltre una determinata soglia.

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Ad esempio è gestione sostenibile poter utilizzare il mare per pescare rispettando il ciclo naturale di riproduzione dei pesci. Se al contrario l’utilizzo di una risorsa va al di là di questa soglia si va incontro a diminuzioni dello stock (cioè della popolazione dei pesci) con tutti i danni economici che questo comporta. Normalmente il tema della sostenibilità fa riferimento alle risorse come ad esempio le pesca o gli alberi che sono rinnovabili o hanno capacità di riprodursi. Per le risorse esauribili invece più che di sostenibilità si parla di sfruttamento ottimale delle stesse. Per valutare ad esempio il rapporto di una risorsa esauribile si fa riferimento al rapporto tra consumo e riserve.

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Gli esempi di gestione non sostenibile di risorse naturali sono moltissimi e tra questi è importante il caso della balena azzurra considerata come la più grande creatura del Pianeta. Prima dello sfruttamento da parte dell’uomo esistevano 220mila balene nell’emisfero australe ed 8mila in quello boreale. Tuttavia l’estinzione delle balene è avvenuta molto rapidamente poiché l’intenso sfruttamento ha ridotto gli esemplari ad un numero così basso da impedirne la loro riproduzione. Altri casi di sfruttamento riguardano ad esempio le foreste alla cui gestione non si è mai prestata molta attenzione. Lo sviluppo sostenibile appare come una torta con molti ingredienti e l’espressione è diventata molto popolare sul finire degli anni ’80.

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Infatti nel 1987 è stato pubblicato il rapporto Bruntland dal nome del primo ministro norvegese Gro Harlem Bruntland. Di qui la definizione di sviluppo sostenibile come possibilità di soddisfare le generazioni presenti senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Dunque la metodologia raccomandata è quella della solidarietà tra popoli, ma è una perequazione metodologica molto difficile da applicare perché è proprio sul sottosviluppo di alcuni paesi detentori di risorse che si attua la prosperità di altri.

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In un Europa ,che proprio in questo momento attraverso una particolare fase storica con l’uscita del Regno Unito dall’Unione, si dovrebbe adottare un modello di economia sostenibile per far fronte al malcontento delle politiche bancarie e dell’alta finanza che condizionano la vita dei popoli europei. Un altro concetto importante per definire la natura e gli ecosistemi è quello di biodiversità, derivante dall’inglese biodiversity, che indica la diversità della vita in tutte le sue forme. Dunque tutte le specie viventi si distinguono sulla base dei geni, degli habitat e degli ecosistemi.

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Purtroppo la biodiversità sta diventando un valore a rischio perché l’uomo continua a distruggere gli habitat, a far sparire specie animali e vegetali, a ridurre le risorse genetiche di piante, funghi e batteri e l’accesso al loro potenziale sfruttamento economico. Pensiamo alla stravaganze di alcuni collezionisti di animali esotici come le scimmie scoiattolo chiamate samiri o all’estinzione delle tartarughe caretta caretta che spesso rimangono intrappolate nelle reti a strascico o muoiono ingerendo grandi quantità di plastica. Di qui la necessità di sensibilizzare le autorità internazionali e locali a destinare fondi per progetti di educazione ambientale. Solo in questo modo potremo investire ed incidere realmente sul nostro futuro senza alterare i delicati equilibri del nostro meraviglioso ecosistema.

Data:

2 Luglio 2016