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L’Ocse vede nero: Crescita zero per l’Italia nel 2019

L’Ocse vede nero: “Crescita zero per l’Italia nel 2019”

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L’Ocse ’vede nero’ sulle prospettive dell’economia italiana, confermando nell’aggiornamento dell’Economic Outlook per il 2019 la crescita zero già prevista a maggio e abbassando di 0,2 punti – a +0,4% – le stime per il prossimo anno. L’Italia si conferma ’cenerentola’ fra le grandi economie: il taglio più netto (-0,2 punti per la stima 2019 e -0,6 punti per il prossimo anno) è quello operato alle previsioni sulla Germania che comunque dovrebbe mettere a segno nel biennio una crescita rispettivamente dello 0,5 e dello 0,6%. L’Ocse segnala come l’Italia – assieme alla Germania – sconti, nella sua crescita “molto più debole del resto dell’Eurozona”, “la forte esposizione ai problemi per il commercio globale e le dimensioni del proprio settore manifatturiero”.

Per quanto riguarda le scelte di bilancio, l’Ocse evidenzia come nel nostro paese – così come in Stati Uniti, Giappone e Francia (che presentano dinamiche simili di conti pubblici) – “gli elevati deficit dovrebbero aumentare il debito pubblico già alto” di qui “a politiche invariate” la necessità “di rafforzare l’efficacia della politica fiscale, rivedendo l’efficacia della spesa pubblica e le dimensioni degli stabilizzatori automatici”. E comunque, “in caso di recessione” considerando “i limiti della politica monetaria” (che nell’Eurozona la Bce ha già portato molto in avanti) “sarebbe necessario un ulteriore sostegno alla politica fiscale”.

Tuttavia, proprio i tassi bassi o begativi sul debito sovrano a lunga scadenza – continua l’Ocse – “offrono a molti paesi un’opportunità a basso rischio per affrontare gravi carenze infrastrutturali e rafforzare la crescita sostenibile a più lungo termine”.

L’Ocse abbassa inoltre a +2,9% le stime di crescita globale per il 2019 alla luce di prospettive che “sono diventate sempre più fragili e incerte”, rivedendo al ribasso di 0,3 punti le previsioni fornite a maggio. Ancora più netto (-0,4 punti a +3,0%) il taglio sulla stima di crescita globale per il 2020. Si tratta – ricorda l’Ocse – della crescita annua più bassa dallo scoppio della crisi finanziaria, alla luce di un aumento dei rischi al ribasso.

Dl Clima diventa ddl, pressing Costa per via libera rapido

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Un passo avanti e un passo indietro. Il decreto clima, provvedimento voluto e caldeggiato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, a quanto apprende l’Adnkronos potrebbe entrare nel Consiglio dei ministri in programma oggi alle 15.30, anche se non figura nell’ordine del giorno diramato questa mattina. Il Cdm potrebbe iniziare l’esame del provvedimento, che tuttavia -e qui la frenata- potrebbe trasformarsi in un ddl, rallentando così la sua corsa.

E se c’è chi, nella compagine governativa, assicura che la ’conversione’ sarebbe legata esclusivamente alla volontà di non eccedere con la decretazione d’urgenza -vedi la lettera indirizzata dal presidente della Camera Roberto Fico al premier Giuseppe Conte nel giugno scorso – in molti sono convinti che in realtà la nuova formulazione sia legata ai dubbi che aleggiano attorno al provvedimento, dalle coperture economiche alle funzioni sottratte a diversi ministeri.

Il ministro Costa, a quanto si apprende, avrebbe tuttavia avuto rassicurazioni: il provvedimento, al di là della formula, avrà il disco verde in tempi rapidi. Il responsabile dell’Ambiente punta ad ottenerlo già la settimana prossima.

Saviano: “San Gennaro protettore di tutti i migranti”

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“Protettore di tutti i migranti”, “perfetto anche come santo protettore degli sbarchi”. Così Roberto Saviano in un video di Fanpage sui festeggiamenti per San Gennaro a New York racconta il Santo patrono di Napoli, il cui sangue, spiega l’autore di Gomorra, “è il sangue di una nazione che si perde, è il sangue del santo per antonomasia”, e questo ne fa di diritto “il protettore degli emigranti”: “un santo simpatico a tutti – cinesi, colombiani, messicani, albanesi -” che “è diventato il santo di tutti gli immigrati”.

Secondo lo scrittore di Scampia “San Gennaro è perfetto anche come santo protettore degli sbarchi”. Saviano ricorda che “la festa di San Gennaro era la festa più importante di NY a inizio 900”, e racconta degli emigranti italiani che “trattati come bestie” non erano “considerati bianchi e tutt’oggi è cosi”. “L’italiano crede di essere bianco -dice – Poi arriva a NY e scopre di essere non ’white’ ma ’no black’”. Lo scrittore quindi, paragonando l’emigrazione italiana dei primi del Novecento con le tragedie dell’immigrazione di oggi, racconta di come gli “emigrati italiani arrivassero in America su queste navi che erano vere e proprie baracche viaggianti”, affrontando tempeste durante le quali “a morire di più erano i bambini” e di come “chi non veniva accolto spesso si lanciava in mare dalla nave perché non sopportava l’umiliazione del rientro al paese”.

Continuando nel suo ’elogio’ di San Gennaro, poi Saviano spiega: “è un santo a cui puoi chiedere ’proteggimi mentre rubo’”, o ancora “proteggimi mentre ho la scappatella”, è un santo a cui ti puoi rivolgere “con parolacce”. Insomma, “è l’unico santo in assoluto a cui ti puoi rivolgere come a un amico”.

Rider sfruttati e irregolari, aperta inchiesta

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Mancato rispetto delle tutele contrattuali, norme igienico-sanitarie carenti, pericolosità nei confronti degli altri utenti della strada: è un’indagine a tutto tondo quella che la procura di Milano sta conducendo sui rider, i fattorini che consegnano pasti a domicilio per conto delle piattaforme di food delivery.

A tutti questi aspetti, nel mirino degli investigatori milanesi da luglio, si è aggiunta in un secondo momento la scoperta che tra i lavoratori ci sono diversi immigrati irregolari. Un nuovo punto da approfondire per i pm che stanno seguendo il caso, l’aggiunto Tiziana Siciliano e il sostituto Maura Ripamonti, che hanno già provveduto a contattare diversi rider, oltre ai sindacati e alle società datrici di lavoro, per fare il punto della situazione.

Gli accertamenti sul fenomeno dei fattorini sono partiti all’inizio dell’estate, quando la procura – “per precauzione”, come riferiscono fonti investigative – ha deciso di affidare alla polizia locale una serie di controlli, condotti tra luglio e agosto. A settembre è arrivata la decisione di aprire un fascicolo sul caso, per il momento senza reato e senza indagati. Sul tavolo dei procuratori milanesi Siciliano e Ripamonti c’è ora una “massa di documenti” da analizzare. Si va da ciò che concerne il rispetto del decreto legislativo 81/2008, il Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che si applica non solo ai lavoratori subordinati ma anche agli autonomi, come spesso sono i rider. Ma si arriva fino ai problemi igienico-sanitari, con il cibo – per esempio – trasportato spesso a temperature non idonee. E’ stato proprio durante i controlli a campione condotti dalla polizia locale di Milano che sono stati identificati alcuni migranti irregolari. Su 30 rider fermati, 3 sono risultati stranieri non in regola. L’ipotesi degli inquirenti è che alcuni fattorini, regolarmente titolari di un rapporto di lavoro con le piattaforme in questione, abbiano venduto il proprio account a immigrati non in regola.

Il fascicolo aperto dalla procura di Milano sul fenomeno dei rider è ’a modello 45’, cioè senza ipotesi di reato. Ma la scoperta di stranieri irregolari tra i lavoratori potrebbe portare ora i pm Tiziana Siciliano e Maura Ripamonti a un’accelerazione nella formalizzazione delle accuse. Alle piattaforme di food delivery, qualora venga accertata la loro responsabilità nell’aver fatto lavorare persone non in regola, potrebbero essere contestati i reati di occupazione di stranieri irregolari o di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, come si apprende da fonti investigative. Nei confronti dei fattorini verranno invece applicate le norme in vigore in materia di immigrazione. La procura nel frattempo si è già mossa per convocare e ascoltare i rider, i sindacati e le società. Ma “auspica” che altri lavoratori possano farsi avanti e denunciare loro stessi situazioni di irregolarità o sfruttamento. Solo quando si avrà un quadro completo sul fenomeno, si procederà con la formulazione delle ipotesi di reato.

Dimenticato in auto dal padre, muore bimbo di 2 anni

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Un bimbo di appena due anni è morto oggi dopo essere stato dimenticato, per oltre 5 ore, in macchina, dal padre. E’ accaduto a Catania. Per il piccolo non c’è stato niente da fare. A dare l’allarme è stata la madre del bambino che era andata al nido a prendere il figlio senza trovarlo. Quando ha chiamato il marito, che lavora all’Università nel settore amministrativo, l’uomo è corso ma per il piccolo era troppo tardi.
Per il piccolo non c’è stato nulla da fare: è arrivato al Pronto soccorso del Policlinico verso le 14, già in arresto cardio circolatorio. I medici hanno tentato di rianimarlo per oltre mezz’ora ma alla fine ne hanno dovuto dichiarare il decesso.
A portare il piccolo al Pronto soccorso è stato il papà che poco prima aveva ricevuto una telefonata dalla mamma del bambino che chiedeva come mai non fosse all’asilo. A quel punto l’uomo si è reso conto della tragedia ed è corso all’auto lasciata nel parcheggio questa mattina. Il piccolo, privo di conoscenza, era seduto sul suo seggiolino. Inutile la corsa disperata in ospedale che si trova proprio accanto al dipartimento di Ingegneria. Sul posto è arrivata la polizia che ha cercato di dare supporto ai genitori.La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo.

Senza slip e in un campo, trovata morta donna scomparsa

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(Silvia Mancinelli) – E’ dell’89enne scomparsa da Ponte di Nona sei giorni fa il corpo trovato nel terreno davanti al centro commerciale ’Unico’. Gli uomini della protezione civile che la cercavano da giorni – e che con 5 associazioni e con i carabinieri si erano rimessi sulle sue tracce – hanno notato il corpo alle 10:30 nel terreno in via don Primo Mazzolari, a Roma. In posizione supina all’interno di una buca e in stato di parziale decomposizione, con il capo bruciato o forse annerito a causa della decomposizione stessa, la donna è stata riconosciuta grazie ai documenti che aveva nel portafoglio all’interno della borsa.

A infittire il mistero è il fatto che la stessa protezione civile che l’ha trovata non l’aveva invece notata domenica e lunedì scorso quando, sempre insieme ai carabinieri di Tivoli, impegnati nelle indagini, era passata nello stesso terreno per una battuta. Sul posto la figlia della donna e alcuni familiari. Per tutti è impossibile che l’anziana sia andata da sola in quel punto, considerate le sue difficoltà a deambulare. “Sono sei giorni che la cerchiamo – dice il nipote – ieri l’abbiamo cercata coi cani molecolari. L’hanno portata ieri sera”.

L’IPOTESI – “Venerdì 13 è andata prima dal medico, poi al bar per una spremuta e da lì all’edicola per acquistare le sue solite riviste. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso tutto il suo percorso, ma a un certo punto è scomparsa e non escludo che mia madre abbia accettato un passaggio” dice all’AdnKronos Laura, figlia di Amina De Amicis. “Noi l’abbiamo cercata da subito e in questa area siamo passati tante volte, senza mai averla vista – continua -. Mia madre poi era una donna sveglia e lucida, non soffriva di Alzheimer e mai si allontanava”.

IL RITROVAMENTO – Il corpo era a terra, gonfio e in posizione supina, le gambe piegate e allargate. Vestita ma con la gonna tirata su e gli slip abbandonati accanto: come apprende l’AdnKronos, l’89enne potrebbe esser stata violentata da un uomo che l’avrebbe poi lasciata lì ormai senza vita, senza toccarle borsa e soldi. Ma non solo, perché un particolare più di tutti rende fitto e terribile il giallo.

LE INDAGINI – La testa della donna era bruciata o forse completamente annerita a causa della decomposizione – causa che gli investigatori non escludono. Ipotesi che sarà chiarita dall’autopsia che sarà effettuata nei prossimi giorni.

Per riconoscerla sono stati fondamentali gli occhiali da vista che al sole diventavano rosa. Uno ’sfregio’ che però sarebbe stato compiuto altrove, mancando sull’erba secca dal sole tracce di incendio. La tanichetta di un motorino, forse la stessa utilizzata per contenere il liquido infiammabile, è stata sequestrata dai carabinieri. Che sia stata portata lì in un secondo momento, insieme al corpo, è ancora tutto da capire. “L’hanno portata qui stanotte – sono convinti amici e parenti – noi fino all’ultimo l’abbiamo cercata e qui passano continuamente i residenti che portano a passeggio i cani”.

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19 Settembre 2019