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LONDON FASHION WEEK

La London fashion week è da sempre la settimana più variegata, la meno understatement, la più prolifica di nuovi designer del fashion system.

La fashion week londinese è stata dedicata alla designer Vivienne Westwood scomparsa lo scorso dicembre e che ha visto una cerimonia simil-religiosa a cui hanno partecipato l’intero fashion system, ma anche tanti attori, cantanti e registi. Un omaggio dovuto per la designer che ha meglio rappresentato l’estetica punk made in England nel mondo. Sicuramente tra i fashion show più attesi c’è stato quello della maison Burberry che ha visto il debutto del designer, Daniel Lee, ex direttore creativo della maison Bottega Veneta, alla direzione creativa della maison al posto di Riccardo Tisci. Tra gli oltre cento eventi, tra fisici e digitali, c’è stata la nuova edizione di Monclear Genius all’Olympia London che ha portato diversi designers, di diversa estrazione, a dare vita a co-creazioni concepite con un mix di cultura pop, fashion, automobilistica e sportiva. Londra durante la fashion week è diventata una location a cielo aperto per eventi, di cui molti gratuiti ed aperti al pubblico, che hanno celebrato la creatività inglese non solo nel fashion, ma anche nell’arte e nella musica. Lo scopo nobile è stato quello di portare alla ribalta giovani talenti che hanno avuto il loro giusto rilievo che solo Londra sa garantire a chi vuol fari conoscere. Se da un lato Londra ci ha restituito i grandi nomi del fashion made in England come Simone Rocha, JW Anderson, Erdem e Burberry c’è stato un forfait eccellente come quello di Victoria Beckham che ha deciso di presentare la sua collezione autunno-inverno alla prossima fashion week di Parigi. Come da copione la Londra “sopra le righe” non risponde alla stilosa New York portando in passerella una moda meno sartoriale, meno minimal, meno concreta, ma più gotica, più mannish style, più sparkling, con seducenti cut-out, con ricami elaborati, con la pelle come tessuto d’elezione, con una varietà cromatica decisa che non ammette tentennamenti.

Alla Central Hall Westminster la designer, Simone Rocha ha reso omaggio alle sue origini irlandesi ispirandosi ad una festa molto sentita in Irlanda come quella del raccolto. Da questo punto di partenza la designer porta in passerella una collezione composta da outfit dal mood folk-romantico, anche attraverso l’uso della rafia che diventa l’elemento d’elezione dell’intera collezione. I long dress hanno maniche a sbuffo, le gonne sono a palloncino, i colletti sono maxi, c’è tanto crochet, knitwear, ricami, ciniglia e nuance delicate. Ma il lato gotico è sempre pronto a farsi avanti attraverso linee essenziali, attraverso tessuti come il lurex e la pelle, attraverso il total black.

J.W. Anderson rende omaggio al ballerino e coreografo, Michael Clack e alla sfrenata vita notturna degli anni ’70 ed ’80. I capi chiave sono le t-shirt lettering, i pantaloni in pelle, le eco pellicce, gli orli asimmetrici e sfrangiati, i mini dress, le linee decostruite, i volumi inusuali, i tagli cut-out, le maniche extra long, i colori pop. Con la sfilata di Anderson la moda inglese ritrova la sua irriverenza, la sua creatività e il suo sganciarsi dalle regole non scritte, ma onnipresenti del fashion system.

Con il fashion show di Erdem Londra cala in un’atmosfera gotica, romantica ed altamente teatrale che si svela attraverso abiti in taffettà di seta, voluminose balze e ruches, maniche a sbuffo, pizzi e merletti. Anche la palette colori è teatrale grazie all’uso incontrollato del nero, ma anche del bordeaux e dell’oro, una palette colori in parte stemperata dal rosa antico, dal giallo, dal glicine, dal verde, ma non basta, perché gli occhi di chi guarda sono tutti per gli outfit total black.

Il fashion show più atteso non solo dai londinesi, ma da tutto il fashion system è stata quella della maison Burberry e del suo nuovo direttore creativo, Daniel Lee. Il nuovo designer sceglie di percorrere nuove strade portando in passerella, sì l’iconico trench, ma anche le eco pellicce dal mood più contemporaneo e pop. Portando in passerella, sì le iconiche stampe check e tartan, ma che vengono amplificate dai colori forti e dal color block. Anche per Burberry il tessuto d’elezione è la pelle e gli accessori prendono forme ardite come quella della borsa dell’acqua calda che si trasforma in una stilosissima pochette genderless. La palette colori lascia poco spazio all’iconico beige di Burberry invasa da colori forti come il verde, il giallo, il verde, il rosso, il blu royal. La maison prova a diventare altro dal cliché della maison, prova a diventare meno establishment e più pop riscuotendo un grande successo tra gli invitati e gli addetti ai lavori.

L’evento catalizzatore della fashion week londinese è stato senza dubbio quello della maison Moncler che ha visto la partecipazione di star internazionali come Serena Williams, ASAP Nast, Marcus Rashford e tanti altri che hanno dato il loro contributo a realizzare delle collezioni fuori dal fashion system e dagli schemi stereotipati.

La cantautrice Alicia Keys ha rielaborato lo streetwear degli anni ’90 dando vita ad una collezione sorprendente, per poi prodigarsi in una performance altamente coinvolgente per tutti i partecipanti all’evento.

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25 Febbraio 2023