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LOREDANA BERTÈ, NOSTRA SIGNORA L’ANTIDIVA

Ossa rotte e dolore sono diventate urla e poi canzoni. Nostra Signora del Rock, la diva antidiva per eccellenza, è la cantautrice che ha seguito l’istinto. E ha sempre pagato di persona.

Loredana Bertè, lupa fuori dal branco, ha fatto della propria solitudine l’arma vincente, mostrandoci un cuore “per metà di pietra e per metà di neve”. Guerriera nata, sul palco è un detonatore di emozioni che trasmette vivide durante i suoi live. Esperienze entusiasmanti, manifestazioni di autentica libertà di una donna rock, con un passato non sempre facile, che ha vinto quando la vita l’ha messa a dura prova.

Loredana Bertè è oggi tra le artiste più rispettate e benvolute del panorama musicale italiano. Per un nome sinonimo diavanguardia, per la sua musica, per l’essersi saputa reinventare ogni volta.

In coppia con Emma Marrone torna con una nuova hit estiva: “Che sogno incredibile” è un missile da lanciare a tutto rock!

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Un percorso umano e artistico che inizia da un ringraziamento.

«Il primo grazie che mi viene in mente è a Bibi Ballandi che è stato per me e Mimì il primo manager. Un grande uomo con un grande cuore, che mi manca moltissimo. È stato una colonna portante di questo settore e trovo che sia giusto ricordarlo. Provo tanta nostalgia ripensando a lui e alle tantissime cose che abbiamo fatto insieme all’inizio della nostra carriera, quando ancora lavorava con suo papà a Bologna.»

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La presa di coscienza di una donna che testimonia con la propria esistenza il significato più profondo di aiuto, verso sé stessi e nei confronti degli altri.

«Mi dicono tutti che sono troppo generosa… sarà, ma a volte mi chiudo in me stessa e divento apatica.Forse sono sempre stata poco generosa con me stessa.»

A volte, per evadere, basta chiudere gli occhi e lasciarsi andare alla dolce nostalgia dei ricordi.

«Se chiudo gli occhi cosa vedo il cielo stellato delle Hawaii. È il cielo più bello che abbia visto, sembra di poterle toccare le stelle.»

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Ma il cielo è sempre più blu, le contraddizioni di chi ha smesso di credere nella speranza.

«Io non spero, sarà l’età ma non faccio programmi a lungo termine. Vivo l’attimo. E comunque guardo sempre al futuro, pur vivendo alla giornata.»

Si ha come l’impressione di essere una biglia impazzita dentro un flipper: “fermate il mondo, voglio scendere!”.

«L’ho sempre pensato sin da bambina. Ho visto spesso cose che non mi piacevano: troppa violenza domestica e non solo, e da lì ho cominciato a pensare di voler “scendere” da questo mondo.»

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Non è una signora ma una combattente, una battagliera…

«… Una per cui la guerra non è mai finita.Sono una guerriera nata, la Che Guevara in gonnella!»

Anarchicamente libera, ha sempre difeso e pagato per le proprie scelte.

«Il prezzo è sempre stato alto. Un braccio di ferro continuo con le case discografiche, che in passato volevano impormi di fare musica vecchia.Io guardavo avanti e loro guardavano indietro, non potevamo trovare un accordo. Il prezzo più alto forse l’ho pagato con l’album “Carioca”, nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo… Gli unici a cui piaceva erano Mimì e Fossati. Ma, con il tempo, il valore della collaborazione con Djavan è venuto fuori e mi sono presa le mie soddisfazioni.»

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Un rapporto conflittuale con il tempo, che non è galantuomo.

«Sono incazzata ogni giorno che passa, perché avrei tante cose ancora da fare e penso di non averne il tempo. A proposito di bonus, chiederei subito un bonus di una ventina d’anni. Purtroppo mi aspettano solo “morte e tasse” (ride, N.d.R.).»

Non si guarda allo specchio, o lo fa il meno possibile. Non si rivede.

«Non ho mai riguardato le mie apparizioni in tivù come fanno alcuni miei colleghi, perché sono molto autocritica e non mi piaccio mai. Stessa cosa con la musica: appena finito un disco l’accantono e non lo riascolto mai più.»

Ha cantato “Amici non ne ho”, ma quella è una canzone.

«L’amicizia per me è un valore importantissimo. Vale più dell’amore e di qualsiasi altra cosa. Se mi sento ferita da una grande amicizia, chiudo per sempre. Non perdono.»

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Ricapitolando: è incazzata con il tempo che passa, fortemente autocritica, la Che Guevara in gonnella… Quale allora il suo lato migliore?

«Il mio lato migliore forse è quando dormo.»

Ride Loredana, ed è tutto un programma.

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Data:

20 Giugno 2021