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Lula candidato alla presidenza, Procura impugna

Lula candidato alla presidenza, Procura impugna

cms_9991/lula_ipa_ftg47.jpgIl Partito dei Lavoratori brasiliano ha registrato formalmente la candidatura dell’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, attualmente in prigione dove sconta una condanna per corruzione, alle elezioni presidenziali de 7 ottobre prossimo. Ma Raquel Dodge, procuratrice generale elettorale, ha presentato al Tribunale superiore elettorale (Tse) una richiesta di impugnazione.

I funzionari del partito sono andati al tribunale elettorale per depositare la candidatura accompagnati da circa 10mila attivisti che hanno dimostrato per chiedere che venga permesso al 72enne ex presidente di candidarsi, nonostante la condanna definitiva a 12 anni di prigione.

Tra i 13 candidati alle prossime presidenziali brasiliane, Lula viene dato dai sondaggi nettamente in testa. Il Pt ha sempre denunciato la condanna di Lula come una manovra politica per impedire al leader di sinistra di ritornare alla presidenza, confermando da mesi la volontà di candidarlo in ogni caso.

“La mia carcerazione è l’ultima fase di un golpe al rallentatore organizzato per marginalizzare in modo permanente le forze progressiste in Brasile”, ha scritto Lula in un articolo pubblicato martedì sul New York Times.

La decisione del Tribunale elettorale sulla candidatura di Lula, che si prevede sarà negativa considerata la sua condanna penale, è attesa entro il 17 settembre.

Nuovo scontro Italia-Malta sui migranti

cms_9991/migranti_barcone5_ipa_fg.jpgNuovo scontro tra Italia e Malta sui migranti. “Nelle ultime ore sono stato in mezzo a gente stupenda in Sicilia, in Calabria e a Genova. Ma in Europa non cambiano mai. È mio dovere informarvi che un barcone con 170 immigrati a bordo, ora in acque maltesi e in difficoltà, viene bellamente ignorato, anzi viene accompagnato verso le acque italiane, dalle autorità maltesi“. E’ quanto scrive il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, su Facebook. “Se questa è l’Europa – aggiunge Salvini – non è la mia Europa. L’Italia ha già accolto, e speso, abbastanza. Sia chiaro a tutti, a Bruxelles e dintorni. Punto”.

Il titolare del Viminale spiega poi che “i maltesi ieri avevano assunto la responsabilità di un intervento in aiuto di un barcone con 170 immigrati a bordo, come giusto, all’interno delle loro acque, e una loro imbarcazione (la P52) era giunta in zona, ma senza prestare alcun soccorso. I maltesi hanno quindi ’accompagnato’ il barcone verso le acque italiane, e una nave della Capitaneria di Porto italiana, senza che al Viminale ne fossimo informati, ha imbarcato gli immigrati mentre ancora si trovavano in acque maltesi, per dirigere verso l’Italia. Ho chiesto che la nave italiana contatti le Autorità Maltesi, nelle cui acque è avvenuto il soccorso, perché mettano a disposizione un porto per lo sbarco. Dopo aver accolto via mare 700.000 immigrati in pochi anni, penso che l’Italia abbia già fatto il dovere suo e anche di altri”.

La posizione che emerge, secondo fonti del Viminale, è che “a fronte della disponibilità del nostro governo per accogliere non più di venti immigrati che erano a bordo della Aquarius, in queste ore i partner europei pensano di lasciare sola l’Italia rifilandole un barcone con 170 persone. Se è davvero questo il tentativo, Roma rimetterà in discussione la possibilità di partecipare alla redistribuzione delle persone che erano a bordo dell’Aquarius, così come annunciato da Malta nelle ultime ore”.

In Usa oltre 50mila ponti a rischio

cms_9991/miami_ponte_2_rit_afp.jpgSono 54.259 i ponti che, negli Stati Uniti, presentano “carenze strutturali”. Il dato, diffuso dalla American Road & Transportation Builders Association (Artba), è stato rilanciato dall’emittente Msnbc dopo il drammatico crollo del ponte Morandi a Genova. Il dossier chiarisce che la definizione ’’structurally deficient”, secondo gli standard del Dipartimento dei Trasporti, si applica ai ponti che presentano uno o più elementi chiave in condizioni non ottimali. Nella categoria, quindi, rientra circa un ponte su 10 tra quelli esistenti.

Le infrastrutture che presentano carenze, riferisce l’Artba, sono interessate ogni giorno da 174 milioni di passaggi e hanno un’età media di 67 anni. L’emergenza riguarda in particolare Iowa (5.067 ponti), Pennsylvania (4.173), Oklahoma (3.234), Missouri (3.086) e Illinois (2.303).

A marzo, a Miami, un ponte pedonale è crollato nell’area adiacente alla Florida International University provocando la morte di sei persone. La vicenda è tornata sotto i riflettori dei media nelle ultime ore, con la diffusione di un video – da parte dell’università – che mostra almeno quattro operai impegnati sul ponte poco prima del crollo.

La necessità di una massiccia opera di manutenzione a livello nazionale, in realtà, non riguarda solo i ponti. Secondo l’associazione nazionale degli ingegneri, servirebbero 4,5 trilioni di dollari entro il 2025 per interventi massicci sull’intera rete delle infrastrutture: non solo ponti, quindi, ma anche strade, ferrovie, aeroporti.

A febbraio, il presidente Donald Trump ha annunciato il varo di un piano da 1,5 trilioni basato sulla partnership tra pubblico e privato e vincolato ai finanziamenti provenienti dalle amministrazioni locali. L’impegno del governo federale è rappresentato da 200 miliardi di investimenti diretti. Il piano si sviluppa attorno a 4 punti cardine: generare i fondi, velocizzare il processo della concessione delle autorizzazioni per le costruzioni, investire in progetti infrastrutturali nelle zone rurali e favorire la qualificazione professionale della forza lavoro.

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17 Agosto 2018