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M5S, Grillo: “Di Maio non va sostituito ma sostenuto”

M5S, Grillo: “Di Maio non va sostituito ma sostenuto”

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Il capo politico del M5S Luigi Di Maio e il garante e fondatore del Movimento, Beppe Grillo, si sono incontrati questa mattina a Roma. I due – si legge in una nota – hanno discusso a lungo del nuovo corso governativo del M5S apertosi a seguito delle politiche del 2018. “Non possiamo essere gli stessi di prima, dobbiamo guardare avanti con grande entusiasmo”, hanno sottolineato.

Nel corso dell’incontro, Di Maio e Grillo hanno convenuto -riferisce la nota – sull’ipotesi di avanzare la proposta di un nuovo contratto di governo “a partire da gennaio”, per finalizzare “progetti ambiziosi e di alto livello, con lo scopo di intervenire su tematiche fondamentali del nostro Paese e non solo come il clima, salario minimo, il reddito universale, l’intelligenza artificiale, l’energia, le infrastrutture”. Secondo il capo politico M5S e il garante, “il mondo è già cambiato”, questo “è un momento di grande entusiasmo” e il futuro bisogna progettarlo insieme.

Beppe Grillo ritiene che “Luigi Di Maio, lavora 25 ore al giorno e non può essere sostituito per nessuna ragione, anzi va sostenuto, io ci sarò di più e gli darò una mano”. “Una persona – aggiunge Grillo – deve poter decidere e fare scelte importanti. Un referente ci vuole”.

In un video postato su Facebook, Beppe Grillo, durante l’incontro con Di Maio, dice: “Tu il coraggio ce l’hai, non possiamo continuare a fare dei Facebook con uno contro l’altro, che si dice questo qua va bene e non va bene. Le situazioni devono essere chiare: il referente è lui, il capo politico è lui, io ci sarò un po’ più vicino, quindi non rompete i c…ni, fatemi la cortesia, se no ci rimettiamo tutti”. “Non siamo più quelli che eravamo dieci anni fa, mettetevelo bene in testa”, scandisce.

“Non possiamo essere gli stessi, è sbagliato essere gli stessi, pensare come eravamo. Eravamo una meraviglia, con un manager che organizzava, un pazzo sul palco” sottolinea Grillo. Avere nostalgia del passato “è sbagliato. Io sono euforico, dobbiamo essere straordinariamente euforici, c’è da riprogettare. Cosa c’è di meglio che riprogettare l’economia, l’energia, dove vanno i rifiuti”. Poi osserva: “Facciamo da tramite tra una destra che arriva un po’ pericolosetta e una sinistra che si deve formare. Quando parlo di progetti insieme con la sinistra, parlo di progetti alti su trasporti, su come muovere le cose, cos’è una città. E’ un momento magico”.

Con Grillo “siamo d’accordo su tutto, sono smentite le leggende metropolitane di questi giorni”, ha dichiarato Di Maio ai giornalisti al termine dell’incontro all’hotel Forum. E su Facebook, postando la foto dell’incontro di oggi, il capo politico M5S ha scritto: “È sempre così, ogni volta che pensano di averci ucciso, noi ci risolleviamo. Più forti di prima. Più forti di sempre. Dobbiamo cambiare questo Paese e lo cambieremo!”.

Zingaretti: “Bene impegno M5S per rilancio, pronti a confronto”

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“Bene l’impegno per il rilancio dell’azione di governo da parte dei 5 stelle. Un passo in avanti verso la direzione da noi auspicata di andare oltre una mera maggioranza di parlamentari. Pronti al confronto”. Lo dice il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

“Bisogna chiudere al meglio la manovra di bilancio -prosegue il leader Dem- e abbiamo proposto al presidente Conte di lavorare insieme su una nuova agenda per il 2020. Per riaccendere l’economia, creare lavoro, rafforzare la rivoluzione verde, rilanciare gli investimenti, cambiare e semplificare lo stato, investire su scuola, università, sapere. Prima le persone. Dobbiamo costruire un’Italia più giusta, verde e competitiva”.

No tax day, Salvini in piazza a dicembre

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“Sabato 14 dicembre la Lega sarà in tutte le piazze italiane per il ’no tax day’, io sarò a Milano”. Lo ha detto Matteo Salvini in una diretta Facebook. Poi, in riferimento alla ripresa degli sbarchi di migranti, Salvini aggiunge: “Non vedo l’ora di tornare al governo per sigillare i confini d’Italia”.

Calenda: “Ex Ilva? Renzi fa una cacchiata dietro l’altra”

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“Renzi sta facendo una cacchiata dietro l’altra, perché se metti lo scudo non esiste votare con la Lezzi per abolire lo scudo”. Lo ha detto Carlo Calenda alla festa del Foglio a Firenze parlando dell’ex Ilva.

“Ma è normale che il Pd, Renzi, la Bellanova abbiano votato con la Lezzi? La Lezzi e Toninelli non sono interlocutori, in un Paese normale farebbero un altro lavoro. Se li segui il problema è di chi li segue non di Lezzi e Toninelli”, ha aggiunto Calenda.

“Quando abbiamo fatto questo governo ci avete spiegato: lì fuori c’è un fascista, ora lo isoliamo e abbiamo salvato la democrazia. Dopo tre mesi il governo è a pezzi, stiamo meglio o peggio?”, ha detto ancora Calenda, che ha continuato: “Vinceremo dopo questa roba qua? Dopo aver chiuso Ilva e Alitalia, dopo che sulla prescrizione faranno quello che vogliono fare?”, ha chiesto aggiungendo: “La strada per battere i sovranisti passa da un momento di rappresentanza con un fronte riformista che li batte alle elezioni. Così, Salvini vincerà indeterminatamente”.

Meloni: “Da Kompatscher una provocazione”

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“Avevamo chiesto che questo incontro non si svolgesse a Merano dove la Giunta intera ha disertato il 4 novembre le celebrazioni per la festa delle Forze Armate e dell’Unità nazionale. Sono queste le cose che animano le divisioni tra italiani. L’attacco del presidente provinciale altoatesino a chi chiede diritti per gli italiani tutti è un’altra provocazione che si somma ai tentativi di marginalizzare in quell’area coloro che hanno come prima lingua l’italiano”.

Lo dice all’Adnkronos Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, commentando all’Adnkronos l’intervista al ’Corriere della Sera’ di Arno Kompatscher, esponente di spicco della Südtiroler Volkspartei e presidente della Provincia autonoma di Bolzano e dell’intero Trentino-Alto Adige, nel giorno dell’incontro a Merano tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e quello austriaco, Alexander Van der Bellen, in occasione del centenario del Trattato di Saint-Germain e del 50/mo anniversario del ’pacchetto per l’Alto Adige’.

“Sono davvero stupita – prosegue Meloni – dal silenzio degli altri partiti, soprattutto di quelli che condividono con noi il ’prima gli italiani’. Prima gli italiani vale a Lampedusa, a Roma e anche in Alto Adige”.

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Data:

24 Novembre 2019