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M9 Mestre: the Museum of the 20th century

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M9 is a major urban-regeneration project being built by the Fondazione di Venezia on mainland Venice.

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It envisages the creation of three new buildings – the main one providing museum functions – the refurbishment of a former late-16th century convent and the renovation of a 1970s’ office building. This will enable M9 to bridge the gap between past and future, forging a dialogue between existing and new architecture, and returning an underexploited area to the city.

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The new museum building stands in the centre of Mestre, its identity driven by a close link with the urban context with which it blends not only architecturally but also in terms of urban planning, redesigning road accesses through the heart of the old city centre. Parts of the city not previously in close contact or open to the public are reconnected in a new way.

The result is a multifunctional centre that is more than a traditional museum. Inspired by international urban-regeneration experiences, it offers an innovative format, a mini-Smart City at the service of the local population.

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The Fondazione di Venezia is giving the city, Italy and the world a national museum so that the Italian people may get to know the century that most contributed to forging their modern identity in the conviction that knowledge is an indispensable starting point from which to design an individual and collective future. Italy previously had no such museum. By conceiving and creating the Museum of the 20th century (M9), the Fondazione di Venezia fills this gap and creates a place where Italians can not only rediscover where they come from but also understand how their rich but contradictory past helps build the future.

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For Italy, perhaps more so than for other countries, the 20th century was that of the greatest contradictions: rapid and previously unthinkable improvements in the living conditions and wellbeing of the population occurred alongside huge tragedies such as the most destructive wars in historic memory and unprecedented economic recessions. These developments and the devastation impacted profoundly on Italy’s living conditions, habits and culture well into the 21st century.

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This collective journey unfolded over more than a century and is brought to life in an original, innovative and emotionally engaging museum that adopts multimedia and interactive technology to serve historical narration. Visitors are immersed in the changing culture, lifestyles, natural/urban landscapes, sciences and ways of working that typified the acceleration imposed by history on the 20th century and which is ongoing. They will understand the actions by the population, economy and politics behind these changes and that interacted with them.

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They will experience the emotion of being in a crowded square listening to great orators; they will feel crushed by the experience of two huge wars; they will realise the harshness of factory work, being subjected to the pace of the assembly line; they can immerse themselves in the clothing, houses and kitchens of their great-grandparents, grandparents and parents, reliving their everyday lives; they will see the countryside and the cities change; they will rediscover all the Italian dialects, and so much more. The Museum of the 20th century is a place – some have called it the “piazza” – where Italians and all those interested in Italy can meet, explore their origins and how the things around us developed, as well as how to project them into the future.

cms_11024/italfahne.jpgUn ponte tra passato e futuro.

L’M9 Mestre: il Museo del Novecento.

M9 è un importante progetto di rigenerazione urbana che Fondazione di Venezia ha realizzato ispirandosi alle più innovative esperienze europee.

L’intervento prevede la realizzazione di tre nuovi edifici, il principale dei quali dedicato a funzioni museali, il recupero di un ex convento tardo cinquecentesco e la ristrutturazione di un edificio direzionale degli anni Settanta. È così che M9 crea un dialogo con il passato, restituendo alla città un’area non del tutto valorizzata.

Il nuovo edificio museale sorge nel centro di Mestre: la sua identità deriva da uno stretto rapporto con il contesto urbano, con il quale si integra non solo da un punto di vista architettonico ma soprattutto urbanistico, ridisegnando la viabilità che attraversa il cuore del centro storico cittadino. L’obiettivo è congiungere in modo nuovo parti di città che prima non dialogavano o che erano negate alla fruizione dei cittadini.

Il risultato è un centro multifunzione che va oltre un tradizionale museo, ispirato alle esperienze internazionali di rigenerazione urbana propone un format innovativo, una piccola Smart City al servizio dei cittadini.

La Fondazione di Venezia regala alla città, al paese, al mondo un museo della nazione perché gli italiani conoscano il secolo che più ha contribuito a creare la loro identità odierna, nella convinzione che la conoscenza è la base indispensabile per progettare il futuro individuale e collettivo. Un museo simile mancava, sinora, all’Italia. Nell’ideare e realizzare il Museo del Novecento (M9), la Fondazione di Venezia ha inteso colmare questa lacuna, creando un luogo nel quale gli italiani possono non solo riscoprire da dove vengono ma anche capire che il passato, ricco ma contradditorio, apre alla costruzione del futuro.

Il Novecento è stato anche per l’Italia, e forse più che per altri paesi, il secolo delle massime contraddizioni: miglioramenti rapidissimi e prima impensabili nelle condizioni di vita e nel benessere della popolazione sono avvenuti accanto a immani tragedie consumate nelle guerre più distruttive che la storia ricordi e in crisi economiche anch’esse senza precedenti. Sviluppi e distruzioni che hanno profondamente mutato le condizioni di vita, le abitudini, la cultura del nostro paese, ben oltre la soglia del ventunesimo secolo.

Questo percorso collettivo, che si snoda lungo un arco temporale di oltre un secolo, è reso vivo da un museo originale, innovativo ed emotivamente coinvolgente, che pone la multimedialità e l’interattività al servizio della narrazione storica. Il visitatore sarà immerso nei cambiamenti della cultura, degli stili di vita, dei paesaggi naturali e urbani, della scienza e del lavoro che hanno caratterizzato l’accelerazione che la storia ha impresso al ventesimo secolo, sino ai giorni nostri, e sarà condotto a comprendere i movimenti della popolazione, dell’economia, della politica che stanno alla base di questi cambiamenti e che con essi hanno interagito.

Proverà l’emozione di trovarsi in una piazza affollata ad ascoltare grandi oratori, si sentirà schiacciato dall’esperienza di due guerre immani, comprenderà la durezza del lavoro di fabbrica sperimentando i ritmi delle catene di montaggio, si immergerà negli abbigliamenti, nelle abitazioni, nella cucina dei suoi bisnonni, nonni e genitori rivivendone la vita quotidiana, vedrà cambiare le campagne e le città, ritroverà i dialetti di tutta l’Italia e molte, molte altre cose ancora. Il Museo del Novecento sarà il luogo – alcuni hanno suggerito “la piazza” – dove gli italiani e tutti quelli che sono interessati all’Italia possono incontrarsi, scoprire le proprie origini e gli sviluppi delle cose che ci circondano, confrontandosi su come proiettarle verso il futuro.

Data:

1 Dicembre 2018