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MA DON LORENZO MILANI ERA UN LEGHISTA?

A sentire quello che ha detto Matteo Salvini poco tempo fa in un comizio sembrerebbe di sì… Ma tutti quelli che non sono leghisti si sbellicano di risate…..

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Matteo Salvini, al suo comizio, a Roma Il 28 febbraio scorso, ha citato esplicitamente don Lorenzo Milani e la lettera dell’11 febbraio 1965 ai cappellani militari, in cui asseriva che “l’obbedienza non è più una virtù”, con la chiara intenzione di far passare don Milanicome un prete vicino alla Lega. Ma nè Salvini né tutti i leghisti a lui vicini, sanno probabilmente chi è stato don Milani. Ecco in breve una citazione del famoso prete fiorentino a proposito dell’intolleranza: …”Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri.”

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A questo punto viene il dubbio che il capo della Lega abbia confuso don Lorenzo Milani con “Giancarlo Gentilini” soprannominato lo sceriffo e sindaco della Lega a Treviso dal 1994 al 2003 e vice sindaco dal 2003 al 2013. Ecco alcune sue citazioni, pardon, sue autentiche perle.

cms_1998/Giancarlo_Gentilini_Lega.jpg“Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante (dei vigili urbani, NdR) affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. I culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che so che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni o simili.” (9 agosto 2007).

“Voglio la rivoluzione contro coloro che vogliono aprire le moschee e i centri islamici! E qui ci sono anche le gerarchie ecclesiastiche, che dicono “lasciate anche loro pregare”… No! Vanno a pregare nei deserti! Aprirò una fabbrica di tappeti e regaleremo i tappeti ma che vadano nei deserti! “(14 settembre 2008)

“Bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile (sugli extracomunitari clandestini)

“Qui dopo Dio, comando io”. Questo è il mio motto, perché io sono di quella maschia gioventù dei tempi del ’38 e ’39 in cui uno solo comandava”.

“Io voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari clandestini! Ho distrutto due campi di nomadi e di zingari. A Treviso, non ci sono zingari! Voglio eliminare tutti i (sic!) bambini degli zingari che vanno a rubare dagli anziani. Voglio tolleranza a doppio zero, Maroni dice “a zero”, io la voglio “a doppio zero”.

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25 Marzo 2015