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MA I CORSI FINANZIATI DALLE REGIONI A COSA SERVONO?

Anno 2010-2011. I. G., dopo aver superato una selezione attraverso un test scritto ed un colloquio individuale durante il quale veniva raccolta documentazione relativa alle esperienze di studio e di lavoro precedentemente maturate, frequenta un corso di formazione professionale per tecnico superiore del trasporto collettivo. Obiettivo del corso: formare tecnici superiori con abilità e competenze per operare all’interno di società di trasporto urbano ed extraurbano e di servizi collaterali al trasporto nell’ambito della pianificazione strategica; gestire le infrastrutture e l’impatto ambientale; gestire le relazioni con gli altri attori della mobilità; partecipare allo sviluppo ed implementazione di progetti relativi alla mobilità urbana secondo criteri di efficienza e qualità; ottimizzare il servizio al cliente; gestire le problematiche ambientali relative ai sistemi di mobilità; gestire servizi collaterali al trasporto.

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Al termine del corso, dopo aver superato l’esame finale e svolto anche uno stage, le viene rilasciato il tanto atteso attestato di qualifica professionale di “TECNICO SUPERIORE DEL TRASPORTO COLLETTIVO”. I. G. è contentissima di aver concluso il percorso formativo ed è convinta che le è stato utile ma si accorge presto che manca qualcosa…non ci sono posti di lavoro disponibili per la qualifica conseguita! Allora si chiede per quale ragione ha frequentato per circa un anno l’impegnativo corso risultato infine essere inutile.

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E’ necessario sapere che questi corsi regionali sono finanziati con le risorse comunitarie del Fondo Sociale Europeo e che hanno l’obiettivo di formare figure professionali da inserire nel mondo del lavoro. Ma esistono queste figure professionali in Italia? A quanto pare no. Infatti i giovani disoccupati continuano a frequentare corsi regionali che non permettono alcun inserimento nel mercato lavorativo e continuano a collezionare titoli qualificanti, titoli abilitanti, titoli di qualunque genere…ma i posti di lavoro non li vedono neanche da lontano… Allora ci chiediamo insieme ad I. G., a che servono questi corsi? Semplicemente ad “arrotondare” le entrate economiche di docenti italiani che attraverso gli strumenti europei impiegano il loro tempo in attività d’insegnamento inutili e ad illudere i poveri giovani disoccupati!

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E pensare che I. G. sognava una brillante carriera e dopo aver conseguito persino una laurea in giurisprudenza, credeva ingenuamente che avrebbe trovato prima o poi il suo posto di lavoro e la conseguente stabilità economica…ed invece NO. Oggi, I.G ha 38 anni, è sposata ed ha due bellissime bambine… ma attende ancora il suo posto di lavoro da TECNICO SUPERIORE DEL TRASPORTO COLLETTIVO e a volte si chiede: quale sarà la prossima “trovata regionale”?

Data:

23 Maggio 2015