Traduci

Macron: “Centri nei Paesi di primo arrivo”

Macron: “Centri nei Paesi di primo arrivo”

cms_9572/Macron_summit_afp.jpgPer quanto riguarda i centri ’sorvegliati’ destinati ai migranti in Europa, “è su base volontaria anzitutto e sono i Paesi di primo arrivo che devono dire se sono candidati ad aprire questi centri, se lo desiderano. Alcuni lo hanno detto intorno al tavolo” stanotte, “ma sta a loro dirlo pubblicamente”. E’ quanto ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, a margine del Consiglio Europeo. “Abbiamo trovato un accordo di principio oggi. E sarà fatto un lavoro con l’Unhcr e l’Iom sotto la sovranità dei Paesi terzi per avere tali organizzazioni: lo abbiamo proposto a diversi Paesi, ma sarà ora un lavoro della Commissione e dell’Unhcr”, ha aggiunto Macron.

CONTE, MACRON ERA STANCO LO SMENTISCO – Il presidente francese Emmanuel Macron, quando ha affermato che i centri sorvegliati per i migranti menzionati nelle conclusioni del Consiglio Europeo dovranno essere ubicati nei Paesi di primo arrivo, “era stanco, lo smentisco. Ieri abbiamo finito tutti tardi, alle cinque – precisa il premier Conte -. In realtà quello che mi dite non è scritto né nell’articolo 6 né nell’articolo 12″. “Nell’articolo 6 non si fa riferimento ad un Paese di primo o secondo transito. E non è scritto nell’articolo 12, dove si parla della riforma del regolamento di Dublino, su cui tutti siamo d’accordo, e che abbiamo sottoscritto”

MACRON, VOGLIO CONTINUARE A LAVORARE CON L’ITALIA – Successivamente il presidente francese Emmanuel Macron ha smorzato il tono delle polemiche con l’Italia sulla questione migranti. “Rispetto ogni stato membro, l’Italia non è solo uno dei fondatori dell’Unione europea, gli italiani sono molto legati all’ambizione europea e voglio continuare a lavorare con l’Italia perché gli italiani lo meritano”, ha detto Macron, che ha assicurato di voler “continuare a lavorare a stretto contatto su ogni tematica” con l’Italia. Con il premier Giuseppe Conte, ha aggiunto Macron, è stato “ritrovato uno spirito” e “abbiamo trovato un accordo sull’immigrazione”, ha aggiunto. “A volte si fa molto rumore, ma rendo omaggio al presidente del Consiglio che porta sulle spalle questa responsabilità”, ha concluso il presidente francese.

Vertice Trump-Putin, c’è la data

cms_9572/trump_putin_13_afp.jpgIl vertice fra Donald Trump e Vladimir Putin si terrà il 16 luglio prossimo a Helsinki, hanno reso noto simultaneamente la Casa Bianca e il Cremlino. I due leader discuteranno “dell’attuale stato e delle prospettive per ulteriori sviluppi delle relazioni fra Stati Uniti e Russia e anche di questioni cruciali dell’agenda internazionale”, ha precisato il Cremlino. Nel suo comunicato, la Casa Bianca ha spiegato che i due leader discuteranno “di rapporti bilaterali e di una serie di questioni legate alla sicurezza nazionale”. Il consigliere per la politica estera del Cremlino Yuri Ushakov ieri, dopo l’incontro fra il consigliere per la sicurezza nazionale Usa John Bolton e il presidente russo Vladimir Putin, che il vertice sarebbe durato diverse ore.

Russia, Ue estende sanzioni per sei mesi

cms_9572/consiglio_europeo_afp.jpgI leader dell’Ue hanno concordato nel Consiglio Europeo stanotte di “estendere le sanzioni contro la Russia per sei mesi”. Ne ha dato notizia il Consiglio. Le sanzioni sono state decise nel 2014 dopo che Mosca ha violato la sovranità ucraina annettendo illegalmente la Crimea e Sebastopoli, inviando armi e combattenti nell’Ucraina Orientale.

La Russia non ha nascosto il suo rincrescimento. “Possiamo solo deplorare” questa decisione, ha dichiarato il vice ministro degli Esteri Grigory Karasin, citato dall’agenzia Tass.

Prima della decisione a Bruxelles del rinnovo delle sanzioni, il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva auspicato che la misura non fosse estesa. Le sanzioni europee alla Russia “danneggiano l’economia italiana” è il loro ritiro “c’è nel contratto di governo” ed è “un’idea della Lega da sempre”, aveva detto. Inoltre “non servono e da qualcuno non sono rispettate. Vedremo di far valere i nostri no anche su questo, riusciamo a dirne solo due o tre alla volta”, aveva concluso.

Susan Sarandon arrestata durante protesta anti-Trump

cms_9572/sarandon_fg_ipa.jpgQuasi 600 persone sono state arrestate ieri a Washington, a un sit-in in sostegno dei migranti di fronte al Senato. Fra loro anche diverse deputate democratiche e l’attrice Susan Sarandon, come ha reso noto lei stessa su Twitter.

La polizia ha precisato in seguito che 575 persone sono state incriminate per aver dimostrato senza autorizzazione.

La manifestazione è stata organizzata da gruppi di attiviste contro le politiche dell’Amministrazione sui migranti, e in particolare per chiedere la riunificazione delle famiglie divise e la chiusura dei centri di detenzione. Con lo slogan ’we care’ le attiviste hanno preso di mira anche la first lady Melania Trump per la giacca con la scritta ’I really don’t care, do u?’.

Sarandon era già stata arrestata nel 1999, nel corso di una protesta contro l’uccisione, da parte della polizia, di un giovane afroamericano a New York.

Autore:

Data:

30 Giugno 2018