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Macron: “Per nazionalisti crolla un ponte ed è colpa dell’Ue”

Macron: “Per nazionalisti crolla un ponte ed è colpa dell’Ue”

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In Europa “dobbiamo creare una nuova tappa, altrimenti il rischio è uno smantellamento dell’Ue di fronte ai rischi geopolitici e alle proprie divisioni”. Lo ha detto Emmanuel Macron, sottolineando la necessità di non cedere “alla volontà di chi vuole prendere l’Ue in ostaggio, alla demagogia di chi dice che tutti i problemi vengono dall’Europa: un ponte crolla, è colpa dell’Europa, siete preoccupati dalle migrazioni che arrivano dall’Africa? E’ colpa dell’Europa”.

Per Macron, che ha parlato a Helsinki dopo un incontro con il premier finlandese, Juha Sipila, quelli che fanno queste affermazioni non sono populisti ma demagoghi nazionalisti. Dimenticano quello che l’Europa ci ha dato”. Fino a settant’anni fa, ha ricordato, “in Europa si faceva la guerra” e “ora in Europa non c’è più la guerra ed è un miracolo fatto dall’Europa”. Queste persone, ha proseguito Macron, “vogliono creare divisioni, l’arretramento nazionalista, dicono le menzogne di Stato, spiegando che le loro responsabilità non esistono in quanto dirigenti, ma rinviano le colpe agli altri, come se ci fosse uno strano responsabile che prende delle decisioni al posto loro”. Invece l’Europa, ha spiegato ancora il presidente francese, “è il dialogo costante” anche di fronte ad accordi o disaccordi. “La capacità di portare avanti le nostre ambizioni, il rispetto degli uni e degli altri e la diversità. Sono convinto che il futuro dell’Europa è nella diversità ma anche nella capacità di creare ponti in comune. Insomma un’Europa progressista contro gli egoismi e gli arretramenti“.

Questa mattina si è svolta la conferenza stampa con il presidente Sauli Niinistö. “Noto che c’è in Europa una vera linea di frattura” tra progressisti e nazionalisti e che questi vogliono “spaccare” la Ue. “Non l’ho messa in evidenza io ma Viktor Orbán e Matteo Salvini, spiegando chi era il loro nemico. C’è una linea di frattura tra i nazionalisti e i progressisti. Facendo questo non mi faccio arbitro di eleganza in nessun Paese. Osservo che c’è una visione diversa dell’Europa” ha affermato il presidente francese.

Rispondendo a una domanda di una giornalista circa la contrapposizione in Europa tra populisti e progressisti, Macron ha spiegato di “non aver parlato di populisti ma di nazionalisti. La parola populista spesso viene utilizzata per dire tutto e il suo contrario. Bisogna essere con il popolo non lusingare il popolo con delle menzogne. La parola populista quindi è spesso ambigua. Invece – ha rilevato il presidente francese – c’è in questo momento in Europa una visione nazionalista e progressista che chiaramente si contrappone sulle questioni migratorie ed economiche”.

“Ci sono persone – ha detto Macron – che vogliono spaccare l’Europa, vogliono meno Europa, meno solidarietà europea”. “Abbiamo bisogno di fare dell’Europa un insieme politico coerente – ha aggiunto – più sovrano che protegge i suoi cittadini”. E proprio questo “spetta ai progressisti. Dobbiamo spiegare ai cittadini che per proteggere non serve tornare al livello nazionale e distruggere l’Europa ma avere un’Europa realista sul piano della difesa, dell’ambiente, sulle questioni del digitale e delle migrazioni. Dobbiamo fare dell’Europa un modello per affrontare le sfide della globalizzazione”, ha concluso Macron.

Salvini è tornato ancora all’attacco del capo dell’Eliseo. Sulla questione migranti, dice nel corso di un incontro a Conselve nel padovano, “penso a Macron: se vuoi, apri i confini con Ventimiglia e prenditi i migranti dato che sei buono, bravo e bello”. “Da inizio 2017 ad oggi la Francia del ’bravo Macron’ ha respinto più di 48.000 immigrati alle frontiere con l’Italia – ha scritto su Fb -, comprese donne e bambini. Sarebbe questa l’Europa ’accogliente e solidale’ di cui parlano Macron e i buonisti?”. “Al posto di dare lezioni agli altri, inviterei l’ipocrita presidente francese a riaprire i confini e accogliere le migliaia di rifugiati che aveva promesso di prendere”, ha rincarato il leader leghista, aggiungendo: “L’Italia non è più il campo profughi d’Europa, la pacchia per scafisti e buonisti è finita!”.

Missione Sophia, Italia ancora sola

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“La missione Sophia è una missione il cui successo è riconosciuto da tutti” ma a fronte della proposta di revisione delle regole di ingaggio “ho trovato alcune porte aperte e alcune porte chiuse. I Paesi del nord non hanno proprio recepito il discorso su Sophia”. Così la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, al termine della riunione Difesa Ue in una diretta Facebook.

“Sono venuta a Vienna con uno spirito molto propositivo che è stato apprezzato dagli altri Paesi. Ho fatto una proposta principale: creare un meccanismo di coordinamento per la scelta del porto di sbarco. Una unità di coordinamento – ha spiegato – fatta da persone di vari Paesi che decidono a rotazione quale possa essere il porto di sbarco”. “Oggi mi sento delusa – ha detto la ministra – ho visto che l’Europa non c’è. O comunque non è così presente. Tutti hanno detto che condividono la necessità di rivedere le regole di Sophia ma queste regole devono essere riviste alla scadenza, cioè tra tre mesi. Ma cosa cambia tra tre mesi. Noi dovremmo rivedere le regole già oggi ma non tutti hanno compreso questo discorso”. “Non è più possibile – ha sottolineato Trenta – che l’Italia sia l’unico porto di sbarco e che si faccia carico di tutti i migranti“.

L’alto rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri, Federica Mogherini, in conferenza stampa ha sottolineato che “il principale risultato della discussione di oggi è stato il pieno sostegno, da parte di tutti gli Stati membri, all’operazione Sophia e alla sua continuazione” e “c’è la forte determinazione da parte di tutti gli Stati membri, nessuno escluso, a continuare l’operazione“. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha dichiarato a più riprese che, se non si troverà una soluzione per evitare che i migranti salvati dalle navi di Sophia siano sbarcati solo in Italia, allora Roma, che ha il comando e la sede dell’operazione Ue, valuterà se continuare o meno a parteciparvi. “Personalmente – ha detto Mogherini – continuerò a fare tutto quello che posso per aiutare gli Stati membri a trovare un consenso” sulla questione della ’regionalizzazione’ degli sbarchi, “cosa che attualmente non c’è sulle soluzioni pratiche, ma c’è sul bisogno di trovarle. Il lavoro continua“.

“La missione navale Sophia ha un bel nome ma spesso non bellissimi risultati – ha sottolineato Salvini nel corso di una conferenza stampa a Venezia – Ho chiesto di condividere i porti di sbarco. Se anche a fronte di questa nuova richiesta otterremo un ’no’ dovremo valutare se continuare a spendere soldi per una missione che sulla carta è internazionale ma di fatto è tutta a carico di 60 milioni di italiani e di un solo Paese”. “Al momento abbiamo ricevuto un sacco di no da Macron e da altri – ha concluso – abbiamo quasi esaurito tutti i ’bonus dei no’ e poi faremo da soli, di sicuro non ci manca la fantasia e le capacità”.

Il numero dei migranti soccorsi in mare dalle navi di Sophia, e conseguentemente sbarcati sulle coste italiane, ha seguito la parabola delle partenze dalla Libia: delle 44.916 persone soccorse nei tre anni di vita dell’operazione, 7.402 sono state salvate nel 2015, 22.885 nel 2016, 11.617 nel 2017 (anno in cui l’allora ministro dell’Interno, Marco Minniti strinse un accordo con le comunità libiche per fermare le partenze) e nel 2018, fino ad oggi, sono state 2.292.

Sophia è un’operazione, a comando italiano, che è stata lanciata allo scopo di contrastare gli affari dei trafficanti di uomini nel Mediterraneo. Il mandato è stato poi allargato all’addestramento del personale della Guardia Costiera e della Marina libica, all’attuazione dell’embargo sull’esportazione di armi in Libia deciso dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu e a fornire informazioni allo scopo di fermare il contrabbando di petrolio dalla Libia. Si tratta di attività che mirano ad ottenere la stabilizzazione della Libia, che è la precondizione per impedire, nel tempo, le attività illegali che vengono condotte nel Paese, incluso il traffico di migranti. Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, è la Spagna il Paese Ue che dall’inizio del 2018 ad oggi ha visto arrivare sul suo territorio più migranti.

Onu: “Aung San Suu Kiy si sarebbe dovuta dimettere”

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Duro attacco dell’Alto commissario Onu per i diritti umani, Zeid Ra’ad al Hussein, alla leader di fatto di Myanmar, Aung San Suu Kyi per il suo ruolo durante la crisi della minoranza musulmana dei Rohingya. San Suu Kyi, dice al Hussein in un’intervista alla Bbc, “avrebbe dovuto dimettersi” invece di coprire l’operato dei militari, accusati in un recente rapporto Onu di avere affettuato una vera e propria pulizia etnica nei confronti dei Rohingya. Il tentativo della Nobel per la Pace di giustificare le azioni dei militari, afferma al Hussein, che è al termine del suo mandato, è stato “profondamente deplorevole”.

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L’attacco arriva dopo la diffusione nei giorni scorsi dell’esito della missione d’inchiesta internazionale indipendente dell’Onu sul Myanmar, secondo cui l’esercito birmano ha commesso crimini contro i Rohingyas con un “intento genocida“, tra cui omicidio, stupro, tortura, riduzione in schiavitù, violenze contro i bambini e la distruzione di interi villaggi. Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, il governo civile guidato da Aung San Suu Kyi non sarebeb stato in grado di proteggere le minoranze e impedire la campagna di atrocità.

Depardieu denunciato per stupro, l’attore nega

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La procura di Parigi ha aperto un’indagine preliminare contro Gerard Depardieu per “stupro e aggressione sessuale“. Lo riferiscono i media francesi. Tramite il suo avvocato, l’attore ha smentito le accuse dicendo di “contestarle assolutamente“.

A denunciare Depardieu è stata una attrice e ballerina 22enne. La giovane donna ha sporto denuncia il 27 agosto alla gendarmeria di Lambesc, vicino a Aix-en-Provence. A quanto si apprende, la ragazza è figlia di un amico di Depardieu e gli avrebbe chiesto dei consigli per la sua carriera. Gli abusi sarebbero avvenuti per ben due volte, il 7 e il 13 agosto, in occasioni di prove informali di uno spettacolo teatrale nella casa parigina di Depardieu, che ha 69 anni.

Raggiunto dai media, l’avvocato di Depardieu, Hervé Témime, ha smentito ogni accusa. “Depardieu contesta assolutamente di aver commesso la minima infrazione e o di aver avuto il minimo comportamento delittuoso – ha detto a Le Parisien – faccio appello alla massima prudenza, nel rispetto di tutti, perchè sono convinto che questa denuncia non andrà avanti sul piano giudiziario”. Il legale ha anche detto a Bfmtv che l’attore conosce la ragazza ma è “sbalordito” dalla denuncia. “Gerard Depardieu è sconvolto – ha aggiunto – questa accusa è il contrario di tutto quello che è e rispetta”.

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31 Agosto 2018