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Macron: “Rischio guerra civile in Europa”

Macron: “Rischio guerra civile in Europa”

cms_8971/StrasburgoEmanuel_Macron_afp2.jpg“Una forma di guerra civile europea riappare”. Così il presidente francese Emmanuel Macron, intervenendo nella sessione plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo, mettendo in guardia dagli “egoismi nazionali”.

“Rifiuto quest’idea, che guadagna terreno in Europa, secondo la quale la democrazia sarebbe condannata all’impotenza. Di fronte all’autoritarismo, che ci circonda dappertutto, la risposta non è la democrazia autoritaria, ma l’autorità della democrazia“, ha detto Macron.

“Servono risposte chiare e ferme ai nostri cittadini”, ha aggiunto il presidente francese, che dimostrino “che li sappiamo proteggere. In questo momento la democrazia europea, lo credo profondamente, è la nostra chance migliore. Il peggiore degli errori sarebbe abbandonare il nostro modello, cioè la nostra identità”.

“La nostra identità è la democrazia rispettosa dell’individuo, delle minoranze, dei diritti fondamentali, quella che si chiama, con un nome che rivendico, la democrazia liberale. Non voglio che si radichi questa illusione mortifera che precipiterebbe il nostro continente nel baratro. L’illusione dei poteri forti, dei nazionalismi, dell’abbandono delle libertà”, ha continuato.

Oggi “viviamo un contesto di divisioni e a volte di dubbi all’interno dell’Europa. Un contesto in cui la Brexit continua ad essere discussa, e voglio qui salutare il lavoro condotto da mesi da Michel Barnier, ma che è anche quello di un dubbio che c’è in diversi Paesi d’Europa e che ha fatto emergere delle sensibilità che a volte rimettono in discussione quelli che apparivano come dei fondamentali”.

Una forma di guerra civile europea riappare – ha continuato Macron – a volte i nostri egoismi nazionali ci appaiono più importanti di quello che ci unisce, di fronte al resto del mondo. Un contesto in cui la fascinazione illiberale aumenta ogni giorno che passa. Un contesto in cui le minacce geopolitiche di cui l’Europa” si deve occupare “divengono più grandi ogni giorno. Quelle dei grandi conflitti internazionali, ma anche con l’emergere di grandi potenze autoritarie e di una strategia chiaramente elaborata, che mira a rimettere in discussione il quadro multilaterale in cui l’Europa aveva preso il suo posto e che è il quadro in cui ha costruito la sua influenza, ma anche la pace”.

“E’ un momento di grande trasformazione, legate al digitale e ai cambiamenti climatici, che rimettono in discussione le fondamenta della società industriale che aveva fondato il nostro grande compromesso. Questo ci impone di ripensare la grammatica della nostra azione. Non possiamo pensare che si tratti di una discussione ordinaria” e ci sono diverse cose da fare “in questo tempo che ci separa dalle elezioni europee”, ha concluso Macron.

Migranti – La Francia “si felicita della cooperazione” nelle politiche sulle migrazioni “con diversi Stati membri, penso in particolare alla Germania e all’Italia, che voglio salutare. Penso che in particolare con l’Italia noi abbiamo saputo dimostrare in questo ultimo anno la nostra capacità di lavorare insieme”, ha detto ancora Macron replicando agli interventi degli europarlamentari nella plenaria a Strasburgo. Serve “anzitutto – ha aggiunto – una politica di solidarietà interna ed esterna in Europa. Ed è la chiave se vogliamo avere un risposta integrata al rischio migratorio. Ma credo profondamente che serva una solidarietà europea alle nostre frontiere per proteggerci, come una solidarietà all’interno delle nostre frontiere, per poter condividere gli oneri”. “Propongo di creare un programma europeo che sostenga direttamente, finanziariamente, le collettività locali che accolgono e integrano dei rifugiati“, ha proseguito Macron. “Bisogna agire” sapendo “che davanti a questo grande ribollimento del mondo, questa grande trasformazione, serve una sovranità più grande della nostra. Complementare, non sostitutiva. Solo questa permetterà di dare le risposte giuste. E’ questa sovranità europea quella in cui credo”.

Juncker: “Siamo 27, non solo francesi e tedeschi” – “Conosco l’importanza che attribuite all’amicizia franco-tedesca. Sono geograficamente e storicamente molto a favore dei numerosi avvicinamenti tra questi due Paesi e queste due Nazioni. Ma non dimentichiamo che l’Europa non è solo franco-tedesca. Siamo 28, domani 27: serve anche, perché il motore possa funzionare, l’apporto degli altri. Siamo 27, non solo francesi o tedeschi”, ha commentato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, rivolgendosi a Macron, durante la seduta plenaria dell’Europarlamento.

Ispettori entrano a Douma

cms_8971/Douma_Syria_Afp.jpgE’ entrato nella città di Douma il team di esperti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) giunto in Siria per verificare le denunce di attacchi con armi non convenzionali nella Ghouta orientale. Lo riporta l’agenzia di stampa Sana.

Gli ispettori sono arrivati in Siria nel fine settimana per indagare sulle accuse rivolte al regime di Damasco di aver attaccato con armi chimiche la città di Douma, vicino alla capitale, quando era in mano ai ribelli.

Una fonte della sicurezza siriana ha spiegato all’agenzia di stampa ’Dpa’ che la squadra di esperti, entrata a Douma tra elevate misure di sicurezza garantite dalla polizia militare russa, si è diretta verso l’ospedale, dove si trovano attualmente ricoverate alcune delle vittime del presunto attacco chimico.

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha confermato l’arrivo del team dell’Opac a Douma, negando le accuse del governo francese, secondo il quale Mosca avrebbe ostacolato l’accesso della missione nella Ghouta orientale.

Missili ’fantasma’ in Siria

cms_8971/Siria_Militari_Afp.jpgE’ giallo sulla notizia diffusa nella notte dalla tv di Stato di un attacco con missilistico contro la base aerea di Shayrat, nella provincia di Homs. Fonti militari siriane hanno smentito la notizia, dicendo alla Dpa che il sistema di difesa antiaerea è stato attivato, ma in seguito a quello che si è poi rivelato un falso allarme.

La tensione in Siria resta alta a tre giorni dai raid congiunti condotti da Stati Uniti, Francia e Regno Unito, nonostante i tre Paesi abbiano assicurato che siano da considerarsi conclusi a meno di un nuovo attacco chimico come quello di Douma del 7 aprile attribuito al regime.

L’agenzia di stampa Sana aveva dato nella notte la notizia che la contraerea siriana aveva intercettato alcuni missili, così come la tv di Stato, che ha successivamente annullato il servizio. Ma il quotidiano Al-Masdar citando il War Media Centre, a sua volta ha affermato che il sistema di difesa antiaerea del regime di Bashar al-Assad ha abbattuto tre missili rivolti verso una base aerea vicino a Damasco in Siria.

In ogni caso, l’esercito siriano è ora in massima allerta come riferiscono fonti militari siriane alla Dpa, spiegando che Israele resta il sospettato numero uno per possibili nuovi attacchi. I media di stato siriani avevano infatti in precedenza sostenuto che Israele stava per attaccare in diversi punti alla periferia di Damasco, contro la base militare di a-Dumair, e vicino a Homs. Secondo queste fonti la difesa antiaerea siriana avrebbe intercettato almeno nove missili.

La base aerea indicata è la stessa colpita nei raid americani dell’aprile dello scorso anno dopo un attacco con il gas sarin nella città di Khan Sheikhoun, che fece 80 morti.

Riad, dopo 35 anni riapre il primo cinema

cms_8971/Cinema_vuoto_fg.jpgL’attesa sta per terminare. Domani riaprirà in Arabia Saudita il primo cinema dopo più di 35 anni di divieto. L’evento avrà luogo nel Distretto finanziario ’King Abdullah’ di Riad, in uno spazio in grado di ospitare 620 spettatori concepito originariamente per concerti di musica classica. Il film proiettato sarà ’Black Panther’, nuovo supereroe della Marvel che ha sbancato il botteghino, incassando più di un miliardo di dollari in tutto il mondo.

Alla ’storica’ proiezione sarà possibile partecipare solo su invito. Per l’apertura vera e propria al pubblico, invece, i sudditi di re Salman dovranno aspettare maggio. I biglietti, secondo ’al-Arabiya’, saranno venduti a 50 riyal (quasi 11 euro).

La ’voglia’ di cinema è tantissima nel regno dopo il lungo digiuno. Con l’annuncio della riapertura delle sale, il governo ha lanciato un account Twitter ufficiale denominato ’alcinema_sa’ che in quasi quattro mesi ha raccolto oltre 100mila follower. Il primo tweet? “Siamo tornati” accompagnato dall’emoji dei pop-corn.

La revoca del divieto rigidamente osservato dagli anni Ottanta con rarissime eccezioni è stata annunciata lo scorso dicembre e fa parte dell’ampio programma di riforme ’Vision 2030’ voluto dal potente principe ereditario, Mohammed Bin Salman.

Secondo l’uomo forte di Riad, l’entertainment avrà un ruolo importante nella diversificazione dell’economia del regno e renderla meno dipendente dal petrolio. Nei mesi scorsi le autorità saudite hanno rivelato che saranno investiti 64 miliardi di dollari nel settore nei prossimi 10 anni per dare impulso all’economia.

Solo per quanto riguarda i cinema, il governo ha annunciato che aprirà 40 sale in 15 città del regno nei prossimi cinque anni. La loro gestione è stata affidata al colosso Usa Amc Entertainment, che ha firmato un accordo con il Public Investment Fund (Pif), il fondo sovrano saudita.

L’ambizioso obiettivo del governo è creare entro il 2030 oltre 30mila posti di lavoro a tempo pieno e 130mila part time per un contributo al pil di oltre 24 miliardi di dollari. Attualmente nell’entertainment sono impiegate oltre 17mila persone.

Il piano di riforme di Mohammad Bin Salman sta scuotendo la monarchia del Golfo nonostante l’opposizione degli ultraconservatori che considerano le svolte sociali promosse una minaccia per l’identità culturale e religiosa. La massima autorità religiosa del Paese, il gran mufti Sheikh Abdul Aziz al-Sheikh, ha sostenuto che la musica, i concerti e i film sono fonte di “depravazione”.

Malgrado ciò in Arabia Saudita negli ultimi mesi sono stati rotti tanti tabù. Sono stati organizzati concerti, come quelli del re della musica rai Cheb Khaled e del rapper americano Nelly, c’è stato un raduno di appassionati di fumetti e cultura pop e alle donne, per la prima volta, è stato permesso di entrare negli stadi per assistere a partite di calcio maschili.

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18 Aprile 2018