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MACRON RUBA LA SCENA ALLA GERMANIA E LANCIA LA RIFONDAZIONE DI UN’EUROPA SOVRANA, UNITA E DEMOCRATICA

Quando più di 30 anni fa si respirava un clima di euforia per ciò che il progetto europeo avrebbe rappresentato per milioni di cittadini europei, nessuno avrebbe immaginato che questa Europa sarebbe poi diventata una unione di popoli divisi, dove tra maggioranze e opposizioni, si sarebbero combattute ‘battaglie’ in un ‘campo minato’ in cui le manovre tattiche per modificare lo status quo erano e sono davvero molto limitate, causa la presenza ombra dei vertici del potere politico–finanziario mondiale nell’Unione.

Esempi di insofferenza e intolleranza ad un sistema che schiaccia, sono state le recenti vicende della Catalogna, da sempre aspirante ad una autonomia ed indipendenza dalla madre Spagna.

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La proclamazione della propria indipendenza, voluta con un referendum a cui il 90 per cento della popolazione catalana ha partecipato, sono il segno che forse il progetto europeo della Federazione, nato dalla mente di pochi intellettuali con la ‘benedizione’ della Oligarchia Usa, se proponibile teoricamente, nella pratica appare molto più complesso anche a causa degli eventi destabilizzanti che nel frattempo sono sopraggiunti. Stessa cosa potrebbe dirsi della Sardegna, in Italia, che pur avendo goduto, dalla guerra mondiale in poi, di una forma di autonomia nella sua gestione, oggi ritenendo che lo Stato italiano abbia lavorato contro la sua autodeterminazione, ritorna a chiedere maggiore indipendenza nella ripartizione delle sue risorse e nella amministrazione della regione. Ed ancora i referendum in Lombardia e Veneto che se non sono referendum per l’indipendenza, come dichiara il ministro Maroni, comunque nascondono una volontà di autogestione sia delle risorse territoriali proprie che delle istituzioni regionali.

cms_7392/3p.jpgSe questo bisogno di indipendenza sia da considerarsi un male e quindi un ostacolo alla Unità che l’Europa si propone di conseguire, allora il malcontento che sta dilagando in molti paesi europei potrebbe condurre questa stessa Europa ad un inesorabile tramonto. Se invece si volesse comprendere che la libertà e l’indipendenza dei popoli, nazioni e regioni sono legittime aspirazioni che possono inserirsi in un quadro più ampio di collaborazioni, di scambi culturali e commerciali, liberando le masse dalla percezione che l’Europa sia l’anticamera della dittatura,allora questa Europa avrebbe quella evoluzione che naturalmente e progressivamente, negli anni, la porterebbe comunque verso la costituzione della federazione. A questo punto, dalle considerazioni su esposte, era prevedibile che il popolo tedesco, come forse accadrà in altri paesi europei, prima o poi sarebbe scoppiato di fronte alla delusione di una politica poco attenta ai bisogni dei cittadini, le cui aspettative sono state disattese con decisioni impopolari come quelle che la Merkel ha adottato.

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Nonostante tutto, gli europei, stanchi del tradimento a cui sono stati sottoposti, con la stessa ingenua speranza che li aveva spinti a sognare di Europa decenni prima, sono pronti ad accogliere un altro ‘messia’. Il presidente Emanuel Macron, nuovo paladino europeo tra i giovani della Sorbona, nonostante sia stato accolto da fischi, striscioni, slogan e qualche fumogeno, come riporta il giornale ‘In Terris’, alla fine è riuscito a far comprendere la sua idea sul futuro dell’Europa, assegnando alla politica il compito primario di rifondarla.

cms_7392/5p.jpgCome riportano la segreteria e la presidenza nazionale del Movimento Federalista Europeo nelle parole di Macron ”l’Unione europea sarebbe all’altezza dei suoi compiti senza compiere un atto politico di discontinuità con suoi attuali meccanismi; e soprattutto ha indicato un percorso (di cui ha dettato tappe e tempi) che mira a rivoluzionare gli attuali equilibri istituzionali, chiarendo cosa deve intendersi per integrazioni differenziate nel quadro dell’Unione e indicando quali devono essere le iniziative del gruppo di avanguardia…” (MFE L.Trumellini, G.Anselmi)

Ai giovani della Sorbona, Macron ha chiarito la sua idea di Europa e non ha esitato a far valere il suo pensiero dichiarando con fermezza che “non cederò nulla a chi promette odio, divisione, ripiegamento nazionale”. (da In Terris) Parole che non solo sanno di autoritarismo ma cozzano fortemente con quei rigurgiti di indipendentismo e di autonomia che si sono rivelate con grande drammaticità in Europa.

Ovunque c’è voglia di libertà e, se Macron è sembrato coraggioso nel lanciare la Rifondazione dell’Europa senza però alterare nulla di ciò che sono l’impianto istituzionale e gli obiettivi di questa Unione Europea, uniformandosi ad una ‘ volontà sovrana’, c’è da ammettere che al suo discorso è mancato il coraggio di criticare l’operato della Oligarchia Usa nel dividere l’Europa , nel reprimere e nel distruggere la sua economia fino ad impoverirla nella gran parte dei paesi membri, dimostrando in tal modo di accettare come un fedele soldato in guerra, ogni comando che gli viene galantemente ‘ suggerito’.

Al suo discorso è mancata la promessa di una Europa di pace, quella che solo si può ottenere con il dialogo e con la cooperazione tra le grandi nazioni, fatta di scambi culturali e commerciali e non necessariamente di interminabili accoglienze. Al suo discorso è mancato il coraggio di nominare le grandi nazioni passibili di attacchi militari secondo gli immodificabili piani statunitensi che prevedono guerra globale e cruenta a cui dovremmo abituarci.

cms_7392/6p.jpgMacron, inoltre, rilancia l’esercito europeo per la sicurezza dove l’arruolamento sia aperto a tutti gli europei. In tal modo avremmo una forza militare comune da inviare nei paesi impegnati in dispute territoriali o ideologiche e monitorare lo stato di pace.

Tutto sommato ciò che dice Macron è frutto di buon senso, ma per capire fino a che punto egli sia consapevole e sincero sul futuro ruolo dell’Europa non c’è che attendere gli eventi. Ma che la Francia, novella leader tra i membri dell’Unione , sia così coraggiosa da difendere la pace, questo è solo da verificare.

Data:

7 Ottobre 2017