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MAFIA, IL NORD PER UN LUNGO PERIODO NE HA NEGATO L’ESISTENZA

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E’ il massimo esperto in Italia delle dinamiche delle Associazioni Mafiose, come nasce questo suo interesse?

E’ molto semplice, sono calabrese, mi sono occupato di politica in Calabria e la politica incrocia immediatamente la “ndrangheta” per cui era necessario studiare il fenomeno per capire la Calabria e molte delle dinamiche del potere calabrese e nazionale.

cms_20352/2.jpgE’ stato anche il primo a parlare di infiltrazione mafiosa al Nord! Come mai l’Emilia Romagna nega il problema?

Non è la sola, in realtà sono tutte le Regioni del Nord ad aver negato per un lungo periodo l’esistenza della Mafia. Nessuno ammette con tranquillità di avere una presenza mafiosa nel proprio territorio ma è un atteggiamento sbagliato. Questo riguarda la maggior parte dei settentrionali ma ce ne sono altri che sanno benissimo che la mafia c’è e la negano per non essere scoperti, perché con la mafia fanno affari.

Insegna Storia della Criminalità organizzata, quanto è alto l’interesse degli studenti verso questa materia?

Ho iniziato il primo corso quindici anni fa e c’erano quattrocento studenti che ne hanno fatto richiesta, mi pare che ciò sia la conferma di un interesse grande che ha avuto seguito per tutti questi anni e ogni volta gli studenti cambiano.

Collabora anche con l’Università di Pavia e insegna “Storia delle mafie italiane”…

E’ un esperienza molto bella, per alcuni versi straordinaria. Lì c’è il Collegio Santa Caterina da Siena che ha proposto alle facoltà universitarie di fare questo corso. Hanno risposto quattro dipartimenti: Legge, Lettere, Scienze Politiche ed Economia. All’inizio gli studenti erano centoventi ma negli anni sono aumentati.

cms_20352/commissione-antimafia.jpgCome ha vissuto l’esperienza di Consulente della Commissione antimafia?

Facendo il Consulente si ha la possibilità di assistere alle sedute e di andare in missione con gli altri colleghi del Parlamento. E’ stata senz’altro un’esperienza di grande interesse. Il primo libro che ho scritto parlava della storia della ndrangheta, approfondendo il fenomeno mafioso dal punto di vista storico.
Prima di me ne avevano scritto altri ma trattavano il fenomeno dal punto di vista giornalistico. Luigi Malafarina e Saro Gambino avevano scritto dei libri importanti sul fenomeno ma dal punto di vista della Cronaca. Mancava non solo un libro di Storia della Ndrangheta ma soprattutto mancava la ndrangheta nella storia della Calabria perché nessuno si era accorto di questo fenomeno che era stato sempre tenuto nascosto, sottovalutato, per molti aspetti anche ignorato.

cms_20352/00.jpgForse perché era generalizzato sotto forma di Mafia?

Siccome non ero convinto perché alcuni dicevano che la Mafia calabrese fosse un prodotto degli ultimi vent’anni, sono andato nell’Archivio di Stato di Catanzaro e ho visionato tutte le sentenze penali dal 1800 in avanti, per capire se ci fossero o meno i mafiosi.
C’erano ma si chiamavano in un altro modo: picciotti, malavita, camorra ma era sempre ndrangheta, situata negli stessi posti dove si trovano ancora oggi, con le stesse famiglie di oggi, quindi è una continuità storica molto ampia e con lo stesso rapporto con la politica come oggi.

Si può parlare quindi della ndrangheta come tradizione di famiglia o oggi è cambiato qualcosa?

Le famiglie si sono allargate ma quelle storiche sono rimaste. La forza della ndrangheta risiede esattamente nella composizione familiare che ha due vantaggi: il primo è che difficilmente qualcuno possa tradire facendo il collaboratore di giustizia e il secondo è che la donna viene utilizzata come si faceva nella nobiltà cinquecentesca in poi che veniva data in sposa per allargare all’epoca gli Imperi e i Regni, oggi le famiglie mafiose.

Una donna di ndrangheta non conta nulla, si sposa con chi dice il padre che sceglie un componente di un’altra famiglia mafiosa per allargare gli interessi.

cms_20352/000.jpgVolendo internazionalizzare il fenomeno c’è anche Australian ndrangheta…

Sì io e il Giudice Macrì avevamo lavorato sulla relazione di Nicola Calipari che era uno straordinario uomo della Polizia italiana che aveva ricevuto delle minacce a Cosenza e fu mandato in Australia che era ritenuto un Continente senza presenze mafiose. Cominciò a collaborare con i colleghi australiani nelle indagini e ritornò portandosi due relazioni ed i Codici di affiliazione alla ndrangheta in Australia.

Di cosa tratta “Ognuno faccia la sua parte. Conversazione sulla mafia italiana”?

E’ la raccolta delle lezioni che ho tenuto a Pavia e si riferisce a tutti dicendo “Se ognuno facesse la propria parte, noi non avremmo il fenomeno mafioso forte come adesso. L’omertà non è solo un fenomeno meridionale!

Data:

17 Dicembre 2020