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MALA TEMPORA CURRUNT

Per usare una metafora degna di una corsa ciclistica, del “tour Europa unita” con partenza dalla Grecia e arrivo “non si sa dove” non si conoscono ancora ne le tappe intermedie e quanto meno l’ordine di arrivo o di abbandono.

cms_2445/FOTO_ANTONIO.jpgUna situazione complicata e imprevedibile. A tal proposito abbiamo voluto rivolgere alcune domande all’opinionista Antonio Dell’Omo che, con le sue risposte prevedibilmente provocatorie, siamo certi, ci racconterà il suo pensiero personale.

A parer suo, dottor Antonio, dove rischia di finire questa nostra “Unione Europea” dopo il caso Grecia?

Dopo il secco “NO” urlato dal popolo Greco al referendum, molte nazioni Europee con un’esposizione debitoria piuttosto vicine al default, vedono, per la prima volta, una possibilità di uscire dal tunnel vessatorio. Comunque vada a finire il duello Merkel Tsipras, a me pare di assistere ad una lunga partita a scacchi nella quale pochi conoscono gli sviluppi, anche perché le pedine si muovono autonomamente. Tecniche tipiche usate dai grandi giocatori della politica.

E i giocatori chi sarebbero?

Mi spiego meglio. I giocatori sono la Merkel e Putin, le pedine si chiamano Tsipras e le nazioni indebitate del resto d’Europa mentre l’unico vero spettatore, che segue attentamente le mosse, è il Presidente B. Obama.

Cosa centra B. Obama e quale sarebbe la posta in palio?

La gestione politico-economica. Il gioco tende a far saltare il piatto. Voglio dire che il “sistema bancario” e il “dio denaro” rischiano di diventare vittime e carnefici di se stessi. Costoro devono, necessariamente, tenere duro con la Grecia altrimenti sarebbe più che legittimo sentirsi dire, dall’ Italia e dagli altri Paesi: “…e perché a me no?”. Dalla sua posizione Tsipras non può che portare avanti le posizioni intrasigenti alle quali ha dato avvio. In verità questa Unione Europea non “esiste” da tempo. La questione greca mette chiaramente in luce tutto questo. Ma a ben pensarci l’origine del tutto parte dalla questione Ucraina. Ci sono questioni irrisolte e mai affrontate che vengono dal passato. In primis l’esistenza dell’Europa del Nord e di quella Mediterranea, entrambe con mentalità e culture molto diverse. In secondo luogo le grossolane menzogne storiche sulle quali è stata creata questa “fantomatica” Unione Europea. Oltretutto la Germania, penso sia stanca di un “dominio” Americano che avvilisce tanto la sua espansione politica quanto quella economica, fondamentalmente basata sul made in Germany

Antonio, lei ha adoperato il termine “avvilire”. Si spieghi meglio.

Per esempio, prendiamo in considerazione le sanzioni imposte a tutta l’Europa da Obama nei confronti della Russia. Ad esserne colpita sarà principalmente l’economia Tedesca. Le mancate future forniture costeranno alla Germani diversi miliardi di euro per mancate forniture. Prevedo che col tempo, i russi potrebbero orientare altrove i loro acquisti. Le conclusioni le tragga lei. A questo aggiunga che la politica dissennata americana rischia di condurci verso una “terza guerra mondiale” i cui effetti sarebbero catasfrofici e imprevedibili.

Questo il suo apocalittico scenario, ma i nuovi assetti quali potrebbero essere?

Va considerato che Stai Uniti a parte, i grandi Paesi che dominano l’economia sono semplicemente due:la Germania e la Russia, con interessi divergenti ma complementari. Una intesa, qualora già non esistesse, è abbastanza prevedibile. A me pare assistere ad una sceneggiata ben recitata. Il futuro potrebbe essere una Europa Federale liberata dalle troppe incombenze Americane, assurde e sostanzialmente idiote.

Le chiedo se almeno per l’Italia riesce a prevedere tempi migliori e a quali condizioni?

Sicuramente “si” se dovesse avverarsi un auspicabile risveglio delle coscienze. D’altronde questo è un augurio che molti Italiani sognano. Penso che tra un paio d’anni le cose potrebbero mutare radicalmente. Se tutto cio dovesse accadere, di questi nostri partiti, partitini, e delle loro infamie non resterà alcuna traccia se non…un brutto ricordo!

Si riferisce ai nuovi “movimenti” emergenti?

Certamente. Persino il M5S sta esaurendo il suo compito di semplice contestazione. Bisognerebbe, in maniera democratica, riportare i cittadini alle urne, smetterla di insediare governi tecnici imposti e mai eletti per lasciare maggiore spazio e fiducia ad un’idea federalista innovativa e perfettamente aderente ai nuovi tempi. Il federalismo, tra l’altro, riesce ad esprimere una energia, direi una forza, di cui c’è veramente bisogno in questa fase storica. Nel nostro interesse basterebbe volerlo seriamente in quanto reputo che i tempi siano finalmente maturi e improcastinabili.

Gentile ospite, senza alcuna polemica, pur non condividendo gran parte delle sue analisi politiche o per meglio dire delle sue catastrofiche previsioni di guerra, sono certo che il futuro ci riservi grosse, anzi grossissime sorprese sulle quali vi sarà tanto da parlare e da confrontarsi al più presto.

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Data:

11 Luglio 2015