Traduci

MALAFFARE ANCHE SUL LITORALE LAZIALE

Emergono giorno dopo giorno nuovi elementi dell’indagine “Mondo di Mezzo” che ha scosso la Capitale. Un’inchiesta che sta portando alla luce tutti i legami che Carminati e la sua cupola avevano costruito negli anni a Roma, ma non solo.

cms_1554/69240995.jpg

Gli affari del gruppo infatti puntavano ad allargarsi a macchia d’olio in tutto il Lazio. Nei giorni scorsi sono emersi intrecci tra l’organizzazione ed il mondo del mercato di carburante. Questo filone di inchiesta ha acceso soprattutto nella Tuscia un riflettore importante, che si estende fino alla provincia di Rieti.

cms_1554/porto_fiumicino.jpg

Ma anche il litorale sembra essere terreno di conquista del gruppo Carminati. Emerge ieri dalle pagine del quotidiano La Repubblica un disegno malavitoso attraverso il quale Diotallevi, uomo di Carminati, puntava alla conquista del “Porto di Roma”, Fiumicino.

cms_1554/3447786819.jpg

I fatti emersi nelle intercettazioni fanno riferimento alle elezioni comunali del 2013. Diotallevi puntava su queste elezioni così come un giocatore punta alle corse di cavalli. La cifra in ballo per la puntata è 650 mila euro. Sembra infatti che almeno inizialmente il candidato su cui scommettere fosse Mauro Gonnelli, centrodestra. In una intercettazione Diotallevi avrebbe infatti dichiarato “A noi ce interessa che questo qua diventa sindaco. Se ce diventa, sai come piottamo? Fallo diventà sindaco e compramo quella proprietà là. E sai che ce famo? Un grattacielo. C’è da arricchisse”. Nelle intercettazioni emerge anche il modo con qui sarebbe stato avvicinato Gonnelli. Per svolgere il ruolo di alfiere dell’operazione viene indicato un maresciallo capo della Finanza di Fiumicino.Sempre dalle intercettazioni emergono anche dei dettagli su come avvicinare il candidato Gonnelli: “Nun essè acido. Anche perché quello è un mitomane, impiastrato dè malavita “. Ma le elezioni poi presero una piega diversa e dopo essere stato in vantaggio al primo turno Gonnelli perse per pochi voti al ballottaggio.

cms_1554/mauro-gonnelli.jpg

Nel frattempo Mauro Gonnelli non le ha mandate a dire ed ha risposto un maniera lapidaria rispetto a quanto è emerso dalle intercettazioni. In una nota ieri Mauro Gonnelli ha spiegato: “Ho appreso dai giornali che tra le centinaia di nomi menzionati nell’affare romano figuri anche il mio. In tutta questa vicenda emergono però solo quattro dati oggettivi. Primo: non sono indagato, significa evidentemente che non c’è nulla. Secondo: si parla di 650mila euro per intervenire sulle elezioni di Fiumicino destinati a un onorevole. E io per mia fortuna onorevole non lo sono mai stato. Terzo: io quelle elezioni le ho perse e in maniera ‘matematicamente curiosa’ come sostiene il quotidiano La Repubblica. Quarto: a me le elezioni non le ha pagate nessuno e nelle intercettazioni si parla di ‘avvicinarmi’, significa dunque che di rapporti con quella gente non ne avevo. Che in tutta questa storia, ci sia qualcosa che non torni quindi, purtroppo è fin troppo evidente.”

cms_1554/C_Caldarelli.jpg

Tra le persone coinvolte nell’inchiesta spunta anche un uomo della Forza Italia cerite, Claudio Caldarelli, già assessore al Comune di Cerveteri. Il suo ruolo dagli atti dell’inchiesta risulta essere tutt’altro che marginale. Nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari emerge infatti che Caldarelli è “partecipe, punto di collegamento tra l’organizzazione e le istituzioni politiche, crea flussi finanziari illeciti e contribuisce alle operazioni corruttive e di alterazione delle gare pubbliche.Vedremo nei prossimi giorni se emergeranno altri fatti. Mesi di intercettazioni faranno emergere nuovi levami e tentativi di infiltrazione con gli ambienti politici della Capitale e non solo.

Data:

13 Dicembre 2014