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Maltempo, Conte: “A febbraio grande piano nazionale”

Maltempo, Conte: “A febbraio grande piano nazionale”

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“Sto seguendo, in contatto con il dipartimento della Protezione Civile, gli sviluppi di questa nuova ondata di maltempo che nelle ultime ore sta coinvolgendo buona parte dell’Italia, soprattutto l’Alto Adige, l’Emilia Romagna, la Campania e che sta creando notevoli disagi ai cittadini e alle comunità coinvolte”. Lo scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte, ribadendo che “la nostra priorità è mettere in sicurezza il territorio, con azioni di contrasto e prevenzione del rischio idrogeologico, e fare un tagliando alla nostra rete viaria, per buona parte datata, a strade, ponti, viadotti”.

“Per questo – anticipa – presenteremo in queste settimane di febbraio un grande Piano nazionale, in coordinamento con il ministero dell’Ambiente. Siamo pronti ad avviare da subito centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’emergenza ma anche realizzare interventi strutturali”.

Conte fa poi “un augurio di pronta guarigione alle persone e ai carabinieri ricoverati dopo essere stati soccorsi a causa della piena del Reno e massimo sostegno a tutta la macchina dei soccorritori al lavoro. Purtroppo siamo sempre in continua apprensione quando si abbattono questi eventi atmosferici, a causa di un territorio fragile che presenta notevoli problemi legati al dissesto idrogeologico”.

“Vogliamo e dobbiamo rendere il nostro territorio più sicuro e protetto”, conclude il premier.

Scontro sulla Tav

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Non si placa lo scontro di governo sulla Tav. “Prima si fa meglio è” ha detto ieri il vicepremier Matteo Salvini. Ma oggi l’altro vicepremier Luigi Di Maio ribadisce la linea pentastellata. “Fino a quando ci sarà il M5S al governo la Tav non ci sarà” dice parlando da Penne, in Abruzzo, durante una diretta Facebook, insieme a Sara Marcozzi, candidata alla presidenza della Regione per il movimento. Quella è un’opera “che vuole la peggiore lobby di questo Paese” ma, ricorda Di Maio, “il Movimento Cinque Stelle sta dall’altra parte”.

E Alessandro Di Battista rincara la dose: “Per noi un Paese riparte sulle infrastrutture, ma sulle infrastrutture giuste, per i cittadini e i pendolari. Se la Lega intende andare avanti, continuando a scavare un buco inutile che costa 20 mld e che non serve ai cittadini, tornasse da Berlusconi e smettesse di rompere i coglioni”, ha detto in una dichiarazione alle tv e ai giornalisti a Chieti nel corso della campagna elettorale di Sara Marcozzi alla presidenza delle regione Abruzzo.

“La Tav è a zero come cantieri, le peggiori lobbies di questo Paese vogliono che si inizi a fare e fino a quando quei signori che hanno sostenuto” l’opera, “Renzi, Berlusconi, stanno da una parte, il M5S sta dall’altra, quella delle opere utili”, aggiunge Di Maio. “Una nuova metro a Torino, una linea Roma-Pescara, Roma-Matera, una linea Tav Palermo-Catania, cioè dalla parte delle opere da fare”. “Quando quei signori dei grandi potentati economici, che hanno ridotto il Paese in queste condizioni, cominciano a tifare per un’opera inutile come la Torino-Lione, il M5S sta da un’altra parte, dalla parte del popolo italiano”, conclude il vicepremier del M5S.

Cerca di abbassare i toni Matteo Salvini che non vede “spaccature nel governo”. Sulla Tav “si trova un accordo, come sempre, e si fa. C’è già una ipotesi di accordo, gli italiani hanno bisogno di viaggiare”. “Tra persone di buon senso – ha aggiunto Salvini – una soluzione si trova sempre. Il progetto si può rivedere, si può migliorare, si può risparmiare un mld ma l’opera è cominciata e faremo di tutto perché vada avanti. Trovando un accordo, come abbiamo sempre fatto. Se i numeri mi dicono che costa di più fermare un’opera anziché portarla a termine… Mettiamoci al tavolo”. “Io sto ancora aspettando questo benedetto rapporto costi-benefici. Non stiamo combattendo una battaglia ideologica sì o no alla Tav. Sediamoci al tavolo e da persone concrete troveremo una soluzione. La Tav – ha sottolineato il leader leghista, che ha evitato di polemizzare con Di Battista – non serve a Salvini, se si viaggia più veloce inquinando di meno, se serve agli italiani per non restare isolati rispetto al resto dell’Europa…”. “Se l’opera riduce i tempi, l’inquinamento ed è conveniente perché non farla? Questa è la domanda alla quale tutti, senza pregiudizi, dobbiamo rispondere’’, ha concluso il vicepremier.

A gettare acqua sul fuoco anche il premier Giuseppe Conte: “Sulla Tav ho preso un impegno a nome del governo: di procedere alla decisione finale non sulla base di sensibilità personali o di una singola forza politica. Il contratto di governo prevede una ’’revisione’’ del progetto”. “Abbiamo interpretato questa clausola quale necessità di procedere all’analisi costi-benefici e di riservarci la decisione all’esito di questa valutazione finale che contemplerà tutte le implicazioni tecniche, economiche, sociali – ha continuato il presidente del Consiglio – Il governo saprà assumersi la responsabilità politica di questa decisione nel rispetto e nell’interesse di tutti i cittadini. Renderemo trasparenti i risultati in modo che tutti gli italiani possano conoscere le motivazioni della nostra decisione”.

Consob, Lega su Savona: “Nessuno vuole rimpasti”
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(Francesco Saita)“Non ci sarà alcun rimpasto” e “Savona fuori dal governo è un’ipotesi da escludere”. In subordine “si può verificare se l’eventuale arrivo dell’attuale ministro per gli Affari Europei alla Consob possa essere compatibile” con la poltrona che già occupa nell’esecutivo. Per esponenti di primo piano della Lega, l’ipotesi circolata di mettere il ministro a capo dell’organismo di controllo della Borsa sembra improbabile “visto che scatenerebbe un effetto domino, con un rimpasto che in questo momento non è all’ordine del giorno”.

Ma l’ipotesi di nominare Savona potrebbe essere anche a rischio procedurale, visto che, per chi è in pensione, come il ministro 82enne, la legge Madia per la Pa prevede che non si possano ricoprire incarichi dirigenziali o direttivi, se non per un solo anno e a titolo gratuito, mentre la presidenza Consob è carica di durata settennale. Qualcuno dal Carroccio azzarda retroscena. “Ieri Di Maio ha detto che sulla nomina Consob ’sarebbe stata decisiva la prossima settimana’ e ora c’è chi, tra i Cinque Stelle, ha buttato il nome di Savona nella mischia, in attesa di svelare le loro carte” ingarbugliando ad arte la situazione.

Un dito puntato contro gli alleati Cinque Stelle che per voce di Nicola Morra, tornano a riparlare di Marcello Minenna, nonostante i rumors di un ’non gradimento’ da parte del Colle per l’economista pugliese, candidato della prima ora dal Movimento. “Perché perdere un buon ministro e impantanare Consob in un’ipotesi di assai dubbia percorribilità giuridica? Il candidato di un coraggioso governo del cambiamento è dal 14 novembre uno solo: Minenna”, scrive su Twitter Nicola Morra, senatore del M5S e presidente dell’Antimafia.

Bankitalia, Visco: “Ancora incertezza su politica bilancio”
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L’Italia rallenta. “L’incertezza sulla politica di bilancio non si è dissipata” dice Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, nel suo intervento al 25esimo Congresso Assiom Forex. Come ricorda infatti il numero uno di Palazzo Koch, “l’accordo con la Commissione è stato raggiunto per il 2019, ma per il 2020-21 restano da definire numerosi aspetti e, specialmente, il futuro delle cosiddette clausole di salvaguardia, il cui importo è stato portato all’1,2% del prodotto nel 2020 e all’1,5%. Se fossero disattivate senza prevedere misure compensative, il disavanzo si collocherebbe intorno al 3 per cento del Pil in entrambi gli anni”, dice Visco.

SPREAD PESA SU RISPARMI– Lo spread, anche se diminuito dal picco di metà novembre, “resta elevato, circa il doppio dei valori medi dei primi quattro mesi dello scorso anno”. “Dal picco della metà di novembre – ricorda infatti Visco – il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani a dieci anni e i corrispondenti titoli tedeschi è diminuito di circa 80 punti base. Il premio per il rischio sulle obbligazioni pubbliche italiane, pari a 250 punti base nella media di questa settimana, resta tuttavia elevato. E’ circa il doppio – ricorda il governatore – rispetto ai valori medi dei primi quattro mesi dello scorso anno”. “Un premio elevato per il rischio sovrano aggrava lo squilibrio dei conti pubblici, pregiudica la capacità della politica di bilancio di sostenere l’economia, comprime le risorse disponibili per gli investimenti in infrastrutture”. “La diminuzione del valore dei titoli di Stato incide negativamente sui risparmi accumulati dalle famiglie e determina perdite in conto capitale per gli investitori istituzionali, quali assicurazioni e fondi pensione, e per le banche, ripercuotendosi sulle loro condizioni di finanziamento sui mercati; ne risente la capacità degli intermediari di fornire credito al settore privato e sostenere, per questa via, l’attività produttiva”. Secondo il governatore Visco, “l’innesco di questo circolo vizioso è frenato dalla durata media relativamente elevata del debito pubblico, dalle condizioni espansive della politica monetaria, dai livelli di patrimonializzazione degli istituti di credito. Si tratta di fattori favorevoli – dice ancora – che possono però risultare insufficienti in presenza di movimenti repentini dei mercati finanziari, un rischio che abbiamo già sperimentato in passato”. “Questo rischio va evitato tenendo alta l’attenzione all’equilibrio dei conti pubblici nel breve come nel lungo periodo e attuando con decisione un disegno organico di riforme volte a preservare la fiducia dei risparmiatori e a riguadagnare quella degli investitori. L’obiettivo ultimo, da conseguire con continuità e determinazione, non può che essere quello di uno stabile ritorno su un sentiero di sviluppo economico e sociale”.

PROSPETTIVE MENO FAVOREVOLI DI UN ANNO FA – Le prospettive dell’economia italiana ’’sono oggi meno favorevoli di un anno fa. Sono gravate dal rischio al ribasso che hanno in parte origine estera, ma che continuano a riflettere in misura significativa le debolezze del nostro Paese’’. Tra queste debolezze, sottolinea il governatore, ’’in primo luogo l’incertezza sulla crescita, oltre che sull’orientamento della politica di bilancio e sulla ripresa di un percorso credibile di riduzione del peso del debito pubblico sull’economia’’. Su fronte interno grava andamento tasso interessi titoli di Stato “Sulle prospettive per l’anno in corso – spiega ancora Visco – e sulle proiezioni per il successivo biennio, che prefigurano il ritorno della crescita attorno all’1%, gravano fattori di rischio rilevanti, di origine sia internazionale sia interna. Tra i primi – ribadisce il governatore – i principali riguardano l’andamento degli scambi con l’estero, le vulnerabilità dei paesi emergenti e le modalità di uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Sul fronte interno rileva ancora l’andamento dei tassi di interesse sui titoli di Stato”.

RIFORME PER RIDURRE DEBOLEZZE STRUTTURALI – La politica monetaria decisa dalla Bce da sola non basta. Per “poter fruire appieno dei benefici derivanti dalle condizioni espansive” è necessario “il contributo delle riforme volte a ridurre le debolezze strutturali della nostra economia, debolezze che accentuano le difficoltà congiunturali”. “Occorrono progressi decisi – spiega Visco – nella creazione di un ambiente più favorevole all’innovazione e all’attività d’impresa, va incentivata la partecipazione al mercato del lavoro, innalzata la qualità del capitale umano, aumentata l’efficienza dei servizi pubblici. Dal 1999 il tasso di crescita annuo dell’economia italiana è risultato in media inferiore di un punto a quello dell’area dell’euro. In assenza di risultati consistenti sul piano strutturale, quelli che a livello internazionale sono rallentamenti di natura congiunturale tendono da noi a trasformarsi in un ristagno o in un calo dell’attività produttiva”.

TITOLI DI STATO – “L’ammontare di titoli pubblici da collocare annualmente sul mercato continua a essere ingente: quasi 340 miliardi per il solo rinnovo dei titoli in scadenza nel 2019, che si sommano ai circa 50 previsti a copertura del disavanzo”. L’Italia, esorta il governatore, “per assicurare un effettivo sostegno all’attività economica la politica di bilancio, deve preservare la fiducia nel percorso di riequilibrio dei conti pubblici e nella prospettiva di riduzione del rapporto tra debito e prodotto”.

BANCHE – Lo smaltimento dei crediti deteriorati da parte dei grandi gruppi bancari italiani “è coerente con i piani concordati con la Vigilanza”. “Le richieste di aumento dei tassi di copertura delle consistenze, rivolte a tutte le banche significative dell’area dell’euro, tengono conto delle specifiche condizioni di ciascuna di esse. Diverranno operative a partire dal prossimo anno, prevedono il raggiungimento della piena copertura in un lasso di tempo che si estende fino al 2026 per le banche con incidenze nette relativamente elevate”, spiega ancora Visco. Gli istituti di credito italiani “devono proseguire sulla strada del rafforzamento dei bilanci e del recupero di adeguati livelli di efficienza e redditività”, che rimane “condizione necessaria per affrontare le sfide che caratterizzano il settore finanziario a livello globale”. “Ritengo necessario tornare a riflettere in ambito europeo, anche sulla base dell’esperienza della FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation) statunitense, su istituti e misure che mirino a rendere meno traumatica e meno costosa possibile l’uscita dal mercato degli intermediari di minore dimensione”. “La possibilità di accedere alla procedura di risoluzione, pur con le concrete difficoltà di attuazione del bail-in, è comunque prevista solo per le banche di maggiori dimensioni, per le quali si rilevi un interesse pubblico tale da giustificare il ricorso alle risorse del Fondo di risoluzione unico. Nel caso di crisi di intermediari di minori dimensioni, un ordinato processo di liquidazione potrà aver luogo solo in corrispondenza di un intervento rapido e generalizzato di un intermediario interessato all’acquisizione di attività e passività. In assenza di un tale intervento, non vi sarebbero alternative alla procedura di liquidazione ordinaria”.

BREXIT – Governatore Bankitalia, ’ma effetti diretti contenuti su interscambio con Italia’ “Un’uscita senza accordo del Regno Unito dall’Unione europea può avere conseguenze pesanti, anche se gli effetti diretti legati all’interscambio commerciale, gravi per il Regno Unito, potrebbero essere contenuti per l’Italia e per il complesso dei paesi dell’Unione”. “Eventuali malfunzionamenti dei mercati finanziari potrebbero avere ricadute di rilievo per tutti i paesi coinvolti. A questo aspetto si sta prestando massima attenzione”, conclude Visco.

Feltri: “Forza Italia è al tramonto”

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“Fi è al tramonto e va detto che le scelte politiche di Berlusconi, quando dice ad esempio che 47 migranti in più o in meno non cambiano nulla, sono poco popolari”. Lo dice Vittorio Feltri all’AdnKronos, sottolineando come “ormai se uno deve votare a destra vota Salvini o Meloni, almeno a Roma”. “Il partito di Berlusconi continua a perdere consensi, pare dai sondaggi – aggiunge il direttore editoriale di Libero – Berlusconi è solo e inaffidabile, io gli avevo offerto un referendum sul reddito di cittadinanza e quel c……e ha fatto spallucce, non mi ha risposto”. “E’ un po’ bollito, ma si sono incazzati tutti i suoi”.

Parlando di scenari possibili in Italia dopo il voto delle europee, Feltri dice che “se la Lega stravince, allora basterebbe l’appoggio della Meloni per far cadere il governo e farne uno Lega-Fdi, escludendo Berlusconi che ormai è inaffidabile”. “Se le cose vanno così – sottolinea – allora Salvini e Meloni hanno tutto l’interesse a convergere, possono governare insieme con qualche fuggiasco di Forza Italia, so che qualcuno di loro vorrebbe aggregarsi”.

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3 Febbraio 2019