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MARIA DOLENS: 100 RINTOCCHI PER RICORDARE

DON … DON … DON …

Tutto nel buio tace, sol la campana dice ai caduti: siate in pace!

ROVERETO (TN) – E ogni sera, da quel remoto 1965, “Maria Dolens”: la Campana dei Caduti della Prima Guerra Mondiale rintocca solenne; e spargendo intorno le sue vibranti sonorità lancia e cento volte ripete, il rigoroso ammonimento. Un severo invito a meditare e riflettere, a ricordare e commemorare a perenne memoria affinché simili brutture non abbiano mai più a ripetersi. Un richiamo cogente: senza confini, per tutti in questo periodo in cui ognuno commemora il centenario dell’avvio della tremenda deflagrazione che, con il nostro Paese, ha coinvolto il mondo intero. Ebbene si ! Fusa nel bronzo dei cannoni di tutte le nazioni che hanno scatenato la cruenta Prima Guerra Mondiale, la “Maria Dolens” è un araldo contro ogni violenza. Imponente e dinamica, la bronzea fusione dei Caduti “Maria Dolens” è la più grande al mondo tra quelle che suonano a distesa. Concepita da accorti Maestri dell’acustica e realizzata dai migliori artigiani della fusione, allorquando viene sollecitata rintocca sinergicamente e muovendosi armonicamente manda in vibrazione tutt’intera l’imponente struttura che la configura (peso q/li 226,39 – altezza m. 3,36 – diametro m. 3,21 – battaglio q/li 6 – peso del ceppo q/li103). Questa è “Maria Dolens”: il sacro bronzo dei Caduti. Inizialmente situata sul Bastione Malipiero del Castello di Rovereto (TN) ebbe poi l’attuale più idonea e definitiva collocazione sul ridente Colle di Miravalle che, da allora, ne ha cura ed ospita i suoi innumeri visitatori. Unanimemente riconosciuta come simbolo di Pace fa il pari con la città di Rovereto anch’essa dichiarata “Città della Pace”. Affacciata sullo sfondo di un austero vialone, la monumentale “Maria Dolens” è attorniata dalle verdi essenze di un frondoso e silente boschetto. Meta di pellegrinaggio, di visita e preghiera, a cornice del sito consacrato che la custodisce garriscono al vento 85 bandiere. Concreta testimonianza di fedeltà di altrettante Nazioni ad una sorta di “Patto della Pace”. Come affermato dal Prof. Alberto Robol –Reggente della Fondazione Opera Campana dei Caduti– nostro obiettivo primario, nel centenario dello scoppio della guerra, è di intrecciare i rintocchi e la storia della “Maria Dolens” con la “storia della pace” e rafforzare, dunque, il messaggio di solidarietà tra tutti i popoli del mondo. La Campana, infatti, scandisce ogni sera, sempre alle 21.30 cento rintocchi … cento richiami alla Pace in ossequio degli Eroici Caduti di tutto il Mondo … senza distinzione di nazionalità e di fede.

LA STORIA.

cms_1628/Maria_Dolens_Vicina.jpgIdeata, alla fine della Grande Guerra, da don Antonio Rossaro sensibile e avveduto sacerdote nato e vissuto in quella stessa città martire, appunto, allo scopo di onorare i Caduti di tutte le guerre, la sacra scultura protende e da allora invoca Pace e fratellanza fra i Popoli di tutto il mondo. Un monolite da onorare e rispettare per ciò che rappresenta e per l’invito che suscita. Mentre la prima fusione avvenne a Trento il 30 ottobre del 1924 ed il battesimo e l’intitolazione con il nome di “Maria Dolens” nel 24 maggio 1925, l’ inaugurazione risale, invece, al successivo 4 ottobre. Soggetta a diverse verifiche perché il concento non corrispondeva a quello voluto, venne trasferita il 13 giugno 1939 e rifusa a Verona. Ma il suo peregrinare non finì li, anzi. Ritornata, infatti, a Rovereto il 26 maggio 1940, dovette essere nuovamente rimossa ed il 31 agosto 1960, a causa di una grave e irreparabile incrinatura che la tacitò obbligandola ancora al silenzio, traslata presso le fonderie Capanni di Castelnovo Ne’ Monti (Reggio Emilia) dove venne rifusa. Finché, eseguita a regola d’arte, la nuova “Maria Dolens”, è stata trasportata a Roma ed il 31 ottobre 1965, benedetta da Paolo VI in Piazza San Pietro. Restituita a Rovereto più solida e meglio intonata nonché debitamente Consacrata, la Campana fu definitivamente installata il 4 novembre sul Colle di Miravalle. Una posizione non causale ma frutto di attenta analisi, vuoi perché il fronte della Prima Guerra Mondiale era proprio nelle zone limitrofe a Rovereto ed anche perché prossima all’ Ara Ossario di Castel Dante in cui riposano, continuativamente onorate e commemorate, le spoglie di oltre dodicimila Caduti italiani ed austro-ungarici. Ivi, il primo storico rintocco, è scoccato durante la domenica di Pasqua del 10 aprile 1966.

LE INCISIONI

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Sul manto riporta gli autografi dei Sommi Pontefici Pio XII e Giovanni XXIII, accompagnati dalle rispettive frasi: “Nulla è perduto con la Pace. Tutto può essere perduto con la guerra” e “In pace hominum ordinata concordia et tranquilla libertas” e rilucono alcuni bassorilievi dello scultore Stefano Zuech. Con la seconda fusione, al preesistente bassorilievo, venne aggiunta la scritta “Dormite in umbra noctis, laetamini in lumine Christi, dum aere iungo populos, et vestras laudes celebro”. Sotto questa frase la campana è ripartita in tre fasce che ricordano gli Eroi del cielo, della terra e del mare. Sulla parte superiore è visibile un firmamento con stelle piccole e grandi che simboleggiano le madrine della Campana, su cui spiccano le costellazioni di Orione, Toro, Mercurio, Auriga e Gemelli così come apparivano all’alba del 28 luglio 1914 allorquando scoppiò la guerra. Mentre all’opposto risaltano, invece, Ofiuco, Ercole, Corona, Boote e Orsa Maggiore come furono al tramonto dell’ 11 novembre 1918 allorquando finì quel sanguinoso tormento. Al centro della campana troneggia l’ Ecce Homo (simbolo dell’umanità tormentata e glorificata), in una doppia corona: la prima di spine che simboleggia la sofferenza terrena e l’altra con raggi luminosi, per la gloria celeste. Il verso scandisce il dolcissimo volto della Madonna Addolorata, da cui, appunto, il nome “Mater Dolens”.

L’ ODE

MARIA DOLENS – DON … DON … DON …

Tutto nel buio tace, – sol la campana dice ai morti: pace!

Tra fossa e fossa sotto l’erme croci – passa un brusio di palpiti e di voci.

È la campana dai rintocchi mozzi – da un convulso di pianti e di singhiozzi.

Odono i morti e ascoltano in silenzio, – bevon dai fiori lacrime d’assenzio.

È la campana nella notte bruna, – chiama le stelle in cielo ad una ad una.

Or dormono i caduti sotto terra, – sognano, sogni d’amor, sogni di guerra.

Ogni croce ha una stella – e tutto è pace …

Dormono i morti – e la campana tace.

Data:

31 Dicembre 2014