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MARIA

«Quando il cielo baciò la terra nacque Maria». Con queste parole Alda Merini cantava la sua devozione a Maria, la Madre di Dio.

Ti presento un’icona, una delle più conosciute e venerate al mondo: la «Theotokos di Vladimir», nota anche come «Madonna della tenerezza», conservata alla Galleria Tretjakov di Mosca.

La tradizione afferma che sia stata dipinta dall’evangelista Luca, mentre in realtà risale al XII secolo. Fu realizzata a Costantinopoli, dove da subito fu accolta con grandi onori per via dei numerosi miracoli.

Un principe la portò con sé e, giunto a Vladimir, l’asina che portava l’icona si fermò e non si spostò più da quel punto: l’icona prese il nome da questa città e in suo onore venne innalzata la Cattedrale della Dormizione per conservarla. Divenuta oggetto di ancora più grande venerazione, fu portata a Mosca e posta nella Cattedrale della Dormizione nel Cremlino: alla sua presenza venivano eletti ed incoronati gli zar.

Per mezzo dell’icona, fu attribuita alla Madonna la salvezza di Mosca durante gli assalti dei soldati tatari nel 1451 e nel 1480. Con l’avvento del Comunismo le autorità vietarono qualsiasi celebrazione religiosa e l’icona fu rimossa dalla sua sede e collocata nella Galleria Tretjakov.

La gente comune si recava spesso nella pinacoteca per pregare di nascosto dinanzi alla Madonna: l’amore dei figli aveva trasformato una galleria d’arte in una cattedrale!

Il suo fascino coinvolse anche i più distanti dalla fede: Stalin, uno dei più feroci persecutori dei credenti, in piena guerra mondiale, dinanzi alla minaccia nazista, non esitò a far caricare l’icona su un aereo militare per sorvolare e benedire dall’alto Leningrado assediata dalle truppe di Hitler.

Lo scrittore e padre del realismo socialista, Maksim Gor’kij, fu costretto ad ammettere che la Madonna è in Russia «il nemico invincibile dell’ateismo».

L’icona detta «Theotokos», termine greco che significa «Madre di Dio», combina due tipologie di icone mariane: «Eleousa» (tenerezza), dove è sottolineata la dolcezza che esprimono Madre e Bambino nel loro abbraccio culminante nel delicato contatto delle guance, e «Hodigitria» (mostra la via), che sottolinea invece il gesto della mano di Maria che indica Gesù come via da seguire, ripetendo le parole dette ai servi alle Nozze di Cana: «Fate quello che vi dirà».

Dietro l’immagine della Madonna compaiono alcune lettere greche che sono forme contratte delle parole che danno il nome all’icona, «Madre di Dio».

La Vergine ha un grande manto, l’omophorion, color porpora e orlato d’oro, tipica veste regale. I capelli raccolti nella cuffia esprimono il modo di vestire delle donne sposate quando comparivano in pubblico: così l’iconografo suggerisce che Maria partecipa della vita divina e di quella umana e che può per questo mediare tra Dio e l’uomo.

Le tre stelle sull’abito, una nascosta dal Bambino, indicano la triplice verginità di Maria: prima, durante, e dopo il parto; simboleggiano anche la luce di Dio che, illuminando la Vergine, fa nascere il Salvatore.

Il collo smisuratamente gonfio di Gesù simboleggia la pienezza dello Spirito di cui è colmo; il Bambino inoltre è raffigurato con la corporatura di un ragazzo, rimando all’episodio del ritrovamento fra i dottori nel tempio, e con il volto da infante.

Nell’Icona è richiamata tutta la vicenda storica di Gesù: dall’Incarnazione alla croce-Risurrezione.

La tunica del Bambino emana una intensa luce: «Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre».

Sapiente è anche l’uso delle ombre, che conferisce all’immagine un certo naturalismo. La guancia di Maria che tocca il volto del Bambino è parzialmente in ombra, volendo così tradurre in immagine la promessa dell’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e ti coprirà con la sua ombra».

Teneramente il Figlio accoglie sotto la sua ombra la Madre, proteggendola con amore infinito. È il Bambino che custodisce dolcemente l’umanità della Vergine ed attraverso Lei l’intero genere umano. L’icona propone quindi un rovesciamento di prospettiva: non è la madre che abbraccia il suo bambino e lo consola, ma un bambino che sostiene e consola una madre.

Alla stessa maniera molti uomini hanno sperimentato che Gesù li ha sostenuti e confortati nel cammino spesso faticoso della loro vita.

Forse un’esperienza simile l’hai fatta anche tu e sicuramente puoi continuare a farla!

Maria non guarda Gesù ma da Lui è guardata; Maria rivolge invece il suo sguardo incredibilmente dolce e triste verso di te: è la tristezza per l’allontanamento degli uomini da Dio, causa di ogni loro fallimento e sofferenza. Nel Vangelo di Luca, il vecchio Simeone così profetizza rivolto alla madre di Gesù: «Egli è qui per la rovina e la resurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima». Poco dopo, lo stesso evangelista conclude la narrazione dell’infanzia di Gesù con questa affermazione: «Sua Madre serbava tutte queste cose nel suo cuore». Si instaura così un rapporto a tre, fra te che contempli, Maria, e Gesù. Triste e ferita, Maria si china verso Gesù per avere consolazione e incontra il Bambino che la illumina con la gioia e la investe con il messaggio del Vangelo: «Sia gioia, o piena di grazia, il Signore è con te».

Gesù con la manina sinistra, sproporziona e volutamente troppo lunga, avvolge il collo della madre, stringendola a se con forza; la mano destra poggia delicatamente sul cuore di Maria per renderla capace di amare come lui stesso. Le mani del Bambino sono una bianca e l’altra nera per indicare la doppia natura di Gesù, quella divina e quella umana.

Gesù sostiene la propria Madre: l’abbraccio è suo, l’iniziativa parte sempre da Dio. Sentirsi abbracciati ed amati è un disperato bisogno che ogni uomo porta nel cuore. Maria reclina il capo sul Bambino e si abbandona al suo Amore, con la mano sinistra accenna delicatamente a Lui, come a dire: «é Lui l’amore, Lui mi ha abbracciato, è Lui il mio tutto». Il Bambino è appoggiato al braccio sinistro della Madre, il lato del cuore, per indicare il legame di amore che c’è tra Madre e Figlio.

È l’abbraccio di Dio che, attraverso Maria, accoglie tutta l’umanità. L’icona esprime la possibilità, per l’osservatore, di diventare parte di quell’abbraccio, di lasciarsi custodire da quell’abbraccio.

Data:

14 Ottobre 2023