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MARIO DRAGHI E IL QUANTITATIVE EASING.

Ciò per cui tutti i federalisti europei hanno lottato in 70 anni di continuo attivismo potrebbe realmente avverarsi se si mettessero da parte gli egoismi nazionali e si guardasse agli stati in difficoltà come stati fratelli legati da un indissolubile patto di alleanza, di civiltà, di cultura, di fede. Fermo restando che di Europa non si può più fare a meno in quanto il processo di integrazione iniziato nel lontano 1950 con la dichiarazione Shumann continua ad avanzare con la implicita determinazione di giungere alla tanto agognata Unione Politica, fortissimo se non addirittura possibile rimane il rischio di un crollo del gigantesco sistema Europa , causa le crisi economiche diffuse nei diversi paesi dell’Euro dovute alla introduzione prematura della moneta unica.

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Che la moneta unica non si sia rivelata il toccasana per molti paesi membri sia pure per motivi non dipendenti dall’euro stesso, ma dalle diverse problematiche condizioni economiche e politiche preesistenti, è fatto innegabile che spinge alla contestazione e all’euroscetticismo.

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A rafforzare questa verità vi è il pronunciamento di un economista indiano, premio Nobel e filosofo presso l’Università di Harvard, Amartya Sen, che in una intervista del Corriere della Sera testualmente dichiarò: “Che sbaglio, l’euro! Invece di unirvi, vi ha diviso» (maggio 2013). Lo stesso economista riconosceva alla Germania anche l’errore di imporre ai paesi più deboli le politiche di austerità.

cms_1663/Matteo_Renzi.jpgChe poi Matteo Renzi , con la sua schiettezza, aggirando le formalità del galateo politico, abbia ‘cantato’ la sua disapprovazione all’austerity ‘ come unico mezzo di stabilità e di crescita e abbia messo ‘ fine’ alla storiella dell’ Italia costantemente disubbidiente agli ordini impartiti, è stata certo una iniezione di fiducia che ha risollevato la psicologia degli italiani ancora una volta disposti a credere nel salvataggio della nazione e dell’euro . Uniti dunque nel sacrificio per un ideale più grande, gli italiani si lasciano svuotare le tasche da tasse e tributi sempre più pesanti fiduciosi che questo ‘calvario’ possa finalmente condurre alla Unione Politica ,quella appunto, che si sarebbe dovuta fare prima di coniare la moneta unica. Ora si cerca di rimediare e quelle riforme ‘ strutturali’ invocate come litanie fino alla nausea che erano rimaste nel cassetto causa le beghe interne, cominciano a muovere i primi passi, ma non sono sufficienti incalza Mario Draghi da ‘il Sole 24 ore’; troppa lentezza nell’espletamento di questa importante tappa verso la ‘salvezza’.

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Nel frattempo Cinesi, Americani , arabi e persino il guru della finanza internazionale speculativa George Soros che nel suo libro ‘Salviamo l’Europa’ (ed. Hoepli) ha decretato più o meno la sua morte scrivendo: …Gli stati europei siedono ancora sulla loro montagna di debiti e non hanno nessuna possibilità per il futuro di diventare competitivi come il Nord del Continente”, investirà 2milioni di euro nella IGD, (Immobiliare Grande Distribuzione; (notizia da:Il Giornale Economia marzo 2014). Insomma tutti in attesa della grande operazione di privatizzazione che vedrà i lupi affamati lanciarsi sulla preda Italia e chiudere affari a prezzi stracciati come avvenne nel 1993 dopo la svalutazione della lira e la rovinosa privatizzazione di imprese e aziende a partecipazione statale. (Come Risanare il debito Pubblico senza chiedere un euro ai cittadini… di Giuseppe Catapano e Michele Imperio Copyright Cooperativa Sociale Spread 2013).

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Ma non bisogna disperare. L’eventuale attivazione da parte di Mario Draghi del cosiddetto Quantitative easing , strumento finanziario già utilizzato in Usa ,Giappone e Inghilterra, dovrebbe tirar fuori dal ‘coma profondo ’ aziende , imprese , piccoli commercianti e con essi tutta la catena del mondo lavorativo. Senza addentraci nelle tantissime polemiche che questo strattagemma finanziario sta suscitando sia all’interno della BCE che alla Bundesbank tedesca dove il capo Jens Weidmann ha già espresso parere negativo, l’Italia e L’Europa rimangono sospesi a mezz’aria e le domande su cosa ne sarà di questo nostro paese spingono le masse al dubbio e alla ‘Sollevazione’. Come giustamente scrive il giornalista Luca Ricolfi su il‘ Sole 24 Ore’ (2/1/2015) esiste un Terzo Stato al quale appartengono le masse che non hanno rappresentanza politica né a destra né a sinistra e, secondo mio modesto parere, sono proprio queste che, non senza adeguate capacità critiche e logiche, con argomentazioni più che intelligenti, riescono a demolire nei tanti blog-spot di cui pullula il web, quanto dall’alto viene deciso mostrandone ‘rischi e pericoli’. L’acquisto di titoli infatti, aumentando moneta farebbe ripartire crediti e investimenti, ma così facendo si correrebbe il rischio di triplicare il debito come sostiene appunto il capo della Bundesbank ma anche tanti altri esperti e non, che fanno parte della ‘Sollevazione’ contro il sistema.

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La Stabilità e la Prosperità dell’Unione Monetaria, ( vedi art.,su Il Sole 24 Ore) di cui parla Mario Draghi senza tuttavia mai accennare alla possibilità di realizzare a breve una Unione Politica Europea , come invece ha espresso il Presidente Hollande quando anch’egli nella lista degli stati con debito elevato ha dovuto cedere le armi, potrebbe non effettuarsi a causa della scarsa coesione e omogeneità tra gli stati membri dell’Unione. Una brevissima sintesi esplicativa che seguirà , aiuterà i lettori a comprendere perchè Mario Draghi sia ricorso alla strategia finanziaria: Quantitative easing ma anche perché a molti italiani l’abbattimento del debito sembri una meta irraggiungibile.

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I più informati sanno ormai che la BCE (Banca Centrale Europea) non ha il potere di battere moneta. Similmente, nessun altro stato europeo che sia nell’euro può farlo per aver firmato questo accordo. Questo divieto verrebbe a cessare solo quando tutti gli stati della zona euro avranno abbassato il loro debito pubblico sotto il 60% del Pil. A quel punto si potranno unificare i debiti e trasferire agli organi centrali la gestione del danaro da far circolare stampando anche moneta nei periodi di crisi e stimolare così la produzione attraverso un aumento controllato dei prezzi( inflazione sotto il 3%).. l’Unione’ ha concesso un arco di tempo di circa 20 anni ai paesi che si sono impegnati a ridurre il debito pubblico. Un compito difficilissimo poiché non si può prevedere quanti e quali eventi negativi potrebbero accadere nell’arco di questi anni ad ostacolare l’impegno preso. Ricordiamo che nella bibbia ci furono sette anni di vacche magre e sette grasse. E se per noi italiani le vacche fossero tutte magre per 15 anni? Cosa accadrebbe? Dovremmo implorare qualche ricco stato europeo di adottarci rinunciando ad esistere come Stato o farci invadere dai soliti lupi che aspettano di comprare l’Italia tutta e farci sparire come Nazione!! ? Potrebbero questi 20 anni costituire un piano occulto voluto dalle Lobby finanziarie mondiali per tenerci ancora disuniti e sempre in caduta libera anzi che farci rafforzare come Stato Unico denominato appunto Stati Uniti d’Europa? Queste potrebbero essere le considerazioni di un modesto cittadino che non utilizzando il linguaggio aulico dei letterati o quello filosofico- matematico degli economisti, potrebbe rivolgere a se stesso.

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Che l’Italia sia stata un po’ troppo cicala è vero ma che questo debba divenire una condanna eterna e farci soffrire ‘le pene dell’inferno’ come soffrono i giovani disoccupati che girano senza un soldo in tasca, è altrettanto deplorevole per uno stato che si consideri civile. Se siamo stati civili nel donare la pensione agli anziani genitori degli immigrati che a migliaia sono corsi a vivere con i figli sistematisi in Italia, grazie alle leggi varate da Prodi e Amati ( legge 388) e non abbiamo pensato a donare un reddito di cittadinanza a i nostri giovani , dove andrà l’Italia? Mario Draghi sa che continuando così non ci sarà mai ripresa e vorrebbe aiutare l’Italia con il cosiddetto ‘ Quantitative easing’ ossia l’acquisto di Bot, titoli di Stato. Ma questa è una misura anticonvenzionale ,cioè contro i trattati,quindi contro gli stati più forti ; questo perché in Europa non c’è una Costituzione come negli Stati Uniti ma solo dei trattati che sono convenzioni tra Stati tanto che qualcuno potrebbe uscire anche dall’area Euro.

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Solo una Unione Politica, centralizzata, potrebbe disporre di sovranità monetaria, che è la massima espressione del potere politico. Dunque, poiché non si può stampare altra moneta , si potrebbero comprare i Bot . Tuttavia, se questi titoli poi non li comprasse nessuno rimarrebbero solo carte nelle mani di chi li ha acquistati. La soluzione per uscire dalla crisi ci sarebbe! Attingendo dal Vangelo e, ricordando le parabole del Maestro che insegnava l’amore per il prossimo, si potrebbero azzerare semplicisticamente tutti i debiti dei paesi in difficoltà oppure unificarli e avviare il processo di Unione Politica. Un’ operazione questa che fu fatta negli Stati Uniti dopo la guerra civile. Il Ministro del Tesoro dell’Unione propose la riunificazione del debito pubblico con quello del Sud , i Confederati, quelli cioè, contro cui avevano combattuto. Con un potere centrale, senza divisione tra Stati, si poteva giungere ad una più rapida riunificazione di tutta l’Unione e quindi del popolo americano; un popolo che si sposta facilmente tra tutti gli stati sentendosi tutti americani. Perché in Europa non è possibile la stessa cosa? Perché in Europa non esiste una Costituzione come negli Stati Uniti, potrebbe essere la risposta.

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Il federalista Altiero Spinelli ritenuto il Padre dell’Unione Europea e lo sarà anche dell’Unione Politica quando ad essa ci si arriverà, aveva già redatto nel 1984, un “TRATTATO PER L’AVVIO DEL PROCESSO DI COSTITUZIONALIZZAZIONE DELL’UNIONE EUROPEA.” Il Prof. Paolo Ponzano, nella sua attenta rilettura del Trattato ha potuto dimostrare che Altiero Spinelli è stato il primo esponente politico ad avviare il processo di costituzionalizzazione dei Trattati proponendo soluzioni innovatrici che sono state recepite e riconosciute come soluzioni valide per il nuovo Trattato Costituzionale…… Riportando le parole del professore ……. oggi, possiamo dire che ( Altiero Spinelli) sta vincendo la battaglia per dare all’Unione europea un Trattato sostanzialmente, se non formalmente, di natura costituzionale e che conterrà la maggior parte delle soluzioni da lui immaginate e votate dal parlamento europeo nel febbraio del 1984. “ ( Paolo Ponzano). Ora a tutti i politici dei vari paesi membri ,Germania in primis, non resta che un atto di buona volontà : levare l’ancora’ e salpare verso l’Unione Politica. E se questo non avverrà si dovrà tener conto proprio di quel ‘Terzo Stato’ che, rievocando il dubbio amletico, si chiede cosa fare e come reagire. “Un Giro di Giostra “ sul web basterebbe a darci l’idea di quanta rabbia giri proprio in quel ‘Terzo Stato’ che reclama ,inveisce, attacca.

Data:

7 Gennaio 2015