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Marò, lunedì l’udienza all’Alta Corte indiana.

cms_312/20130314_maro_india_ambasciatore_mancini.jpgSarà esaminato lunedì il ricorso presentato dall’ambasciatore d’Italia, Daniele Mancini, a nome di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò trattenuti in India. Il ricorso punta a sbloccare il processo legato all’incidente del 15 febbraio 2012 in cui al largo del Kerala morirono due pescatori e sarà preso in esame dallo stesso presidente della Corte Suprema indiana, P. Sathasivam.

cms_312/3117-staffan.jpgL’INVIATO IN INDIA – Intanto stamattina l’inviato del governo italiano per la vicenda dei marò, Staffan de Mistura, è partito da New Delhi per tornare a Roma, dove incontrerà i principali ministri coinvolti negli sforzi per riportare in Italia Latorre e Girone, e quindi riferirà sulla sua missione davanti alla Commissioni per i diritti umani, Esteri e Difesa del Parlamento.

cms_312/Tajani47.jpgTAJANI – Rassicurazioni sulla vicenda dei due fucilieri italiani, per i quali alcuni giorni fa l’India aveva avanzato l’ipotesi di pena di morte, arrivano dal vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, intervistato da Radio Anch’Io. “L’Ue sta lavorando in maniera discreta e sotterranea”, ha detto Tajani che ha riferito anche di aver chiesto direttamente “al presidente Barroso e alla baronessa Ashton di intervenire perché si impedisse innanzitutto che i due vengano accusati di reati che comportino la condanna a morte. La pena di morte – ha sottolineato Tajani – è in contrasto assoluto con i valori dell’Ue, che ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace proprio per i suoi principi e valori”. E poi ha insistito: “Qualora l’India dovesse far ricorso alla legge anti-terrorismo, che prevede la pena di morte, nel giudicare i due marò italiani, l’Ue sarebbe costretta a interrompere le trattative per gli accordi per libero scambio e anche a sospendere le facilitazioni tariffarie in atto”: i valori dell’Ue non possono essere barattati con il business”. Tajani, che si è detto “relativamente ottimista” anche alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri indiano, Salman Rashid., ha aggiunto che l’ambasciatore Ue a New Delhi insieme ai colleghi di molti altri Paesi europei “stanno lavorando perché ci sia una soluzione positiva”.

cms_312/mauro_ministro_.jpgMAURO – “E’ primario – ha detto il ministro della Difesa Mario Mauro – far capire che l’Italia non potrebbe continuare a dare il contributo enorme che dà nelle missioni internazionali, se non c’è certezza del diritto per coloro che operano per difendere la pace”. Non basta far rientrare i due marò a casa, ma bisogna “riportali a casa con onore. Sono assolutamente convinto della loro innocenza, ma i tempi e i modi con cui si sta sviluppando la vicenda, non rendono giustizia a questa innocenza”, ha osservato il ministro, intervistato da Radio Anch’Io. Mauro ha stigmatizzato “i modi e i tempi” con cui si sta sviluppando la vicenda, “la singolare posizione altalenante di governo e magistratura” a New Delhi e e si è augurato che il caso “non diventi ostaggio della campagna elettorale indiana”.

cms_312/COURT_INDIA_.jpgIL PROCESSO – Per quanto riguarda il processo indiano, verosimilmente la prima udienza, lunedì, sarà monopolizzata dall’intervento dell’avvocato Mukul Rohatgi che, a nome del collegio difensivo, illustrerà il contenuto della ‘petition’ e solleciterà la Corte a prendere iniziative concrete. Questo perché dopo un anno dalla sentenza in cui il massimo tribunale indicava conTenuti, modi e tempi delle indagini e del processo, nulla è stato fatto.E anche perché l’accusa, attraverso la polizia investigativa Nia, ha cercato di far trasferire la tutela dei due marò a una Corte speciale antiterrorismo, in base a una legge per la repressione della pirateria marittima (Sua Act). Dopo una possibile seconda udienza, la parola passerà al rappresentante dello Stato indiano, che dovrà presentare le sue controdeduzioni. Quindi il giudice Sathasivam potrà decidere il da farsi.

Data:

1 Giugno 2014