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Mascherine, dall’Oms le regole per i bambini. Covid, scienziati Hong Kong: “Primo caso confermato di reinfezione”

cms_18796/OMS.jpgNiente mascherina fino a 5 anni, mentre tra i 6 e gli 11 anni l’uso andrebbe valutato in presenza di precise condizioni, tra cui particolari rischi di trasmissione del coronavirus Sars-CoV-2. Dai 12 anni in su invece valgono in tutto e per tutto le regole degli adulti, secondo cui una mascherina andrebbe indossata per limitare la diffusione di Covid-19. Sono le indicazioni contenute in una guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), pubblicata oggi e contenente una serie di suggerimenti sull’uso della protezione per i giovanissimi.

Indicazioni riassunte anche nello spazio ’domande e risposte’ curato dall’Agenzia Onu per la salute, in cui si dettaglia come orientarsi e si precisa la posizione dell’Oms. “Ai bambini di età pari o inferiore a 5 anni non dovrebbe essere richiesto di indossare mascherine”, spiegano gli esperti. Una scelta che si basa “sulla sicurezza e sull’interesse generale del bambino e sulla capacità di utilizzare in modo appropriato una mascherina con un’assistenza minima”.

Per la fascia 6-11, invece, sia l’Oms che l’Unicef consigliano che la decisione sull’uso o meno di mascherine venga presa valutando determinati fattori, fra cui: la presenza di una trasmissione diffusa del virus nell’area in cui risiede il bambino; la capacità del bambino di utilizzare in modo sicuro e appropriato la mascherina; la disponibilità di un’adeguata supervisione di un adulto e di istruzioni su come indossarla; il potenziale impatto dell’uso di una mascherina sull’apprendimento e sullo sviluppo psicosociale; situazioni specifiche e interazioni che il bambino ha con persone ad alto rischio di sviluppare malattie gravi, come anziani e persone con malattie pre-esistenti.

Per i ragazzi dai 12 anni in su, “Oms e Unicef consigliano di indossare una mascherina nelle stesse condizioni degli adulti, in particolare quando non è possibile garantire una distanza di almeno un metro dagli altri e c’è una trasmissione diffusa nell’area” in cui vivono. Per i piccoli sotto i 6 anni “altre misure dovrebbero essere prioritarie per ridurre al minimo il rischio di trasmissione di Sars-CoV-2”, si puntualizza nella guida Oms. Per esempio andrebbero “educati i bambini a un igiene frequente delle mani”, o si dovrebbe “limitare la dimensione delle classi scolastiche”.

L’Oms torna a esprimersi nuovamente proprio sulle scuole, spiegando nella guida che “l’uso di mascherine da parte di bambini e adolescenti” fra i banchi “dovrebbe essere considerato solo come una parte di una strategia globale di limitazione della diffusione di Covid-19”. L’agenzia Onu rimanda ai diversi documenti già diffusi su riapertura degli istituti scolastici e prevenzione. Nell’ambito della strategia globale di sicurezza scolastica per la riapertura, “dovrebbero essere considerati il punto di vista di insegnanti ed educatori sulla percezione dei rischi, ma anche il tempo necessario per garantire l’adesione alle regole anti Covid-19 in aula, compreso l’uso di mascherine da parte di bambini”.

Particolare attenzione va riservata a quelle situazioni in cui indossarla può interferire significativamente col processo di apprendimento e avere un impatto negativo su attività come l’educazione fisica, i programmi alimentari, il tempo libero e lo sport. Se nelle scuole viene consigliato di indossare mascherine in tessuto, “è necessario fornire istruzioni e strumenti specifici per manipolarle e conservarle in modo sicuro. Si dovrebbero poi assicurare forniture sufficienti di mascherine appropriate ed elementi di base come l’acqua e il necessario per l’igiene nell’edificio scolastico”.

Se si utilizzano mascherine chirurgiche o monouso in situazioni specifiche, non va dimenticato un sistema adeguato per la gestione dei rifiuti e lo smaltimento per ridurre il rischio che eventuali mascherine contaminate vengano abbandonate nelle aule e nei campi da gioco. “A nessun bambino – conclude l’Oms – dovrebbe essere negato l’accesso all’istruzione a causa dell’uso della mascherina o della mancanza di una mascherina per problemi di risorse o indisponibilità di queste protezioni”.

Per quanto riguarda le informazioni su cui si è basata la guida, l’Oms cita “le limitate evidenze disponibili” secondo cui “i bambini piccoli potrebbero avere una minore suscettibilità all’infezione rispetto agli adulti”, precisando che tuttavia i dati suggeriscono “che questa suscettibilità può variare in base all’età”. Informazioni che provengono da “studi sieroepidemiologici e ricerche sulla trasmissione” di Sars-CoV-2 “suggeriscono che i bambini più grandi (ad esempio gli adolescenti) possono svolgere un ruolo più attivo” nel contagio rispetto ai più piccoli.

“I vantaggi di indossare mascherine nei bambini per il controllo di Covid-19 – conclude l’Oms – devono essere valutati rispetto ai potenziali danni associati al loro utilizzo, alla fattibilità e al disagio provocato, nonché alle preoccupazioni sociali e di comunicazione”. Su questi temi cruciali “sono necessari dati da studi prospettici di alta qualità condotti in diversi contesti”, educativi (in particolare nelle scuole di ambienti a medio e basso reddito) e familiari, e con stratificazioni per età. “Questi studi devono avere la priorità”.

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E’ una delle domande più temute: ci si può contagiare due volte con il coronavirus Sars-Cov-2? Un team di ricercatori di Hong Kong ha documentato “il primo caso confermato di reinfezione”. La notizia è rimbalzata su più media internazionali. Si tratterebbe di un 33enne, quindi giovane e “apparentemente sano”, riportano gli scienziati dell’università di Hong Kong, che “ha avuto un secondo caso di infezione, diagnosticato 4 mesi e mezzo dopo il primo episodio” di Covid-19.

Il lavoro dei ricercatori di Hong Kong rileva che la reinfezione può essere possibile in rari casi. Il loro report potrebbe avere risvolti preoccupanti, rilevano gli esperti, perché suggerisce che l’immunità a Sars-CoV-2 può durare solo pochi mesi in alcune persone. Aspetto che avrebbe implicazioni anche sul fronte dei vaccini in sviluppo. Il 33enne protagonista del doppio contagio, secondo quanto riporta il ’New York Times’, ha avuto solo sintomi moderati la prima volta, e la volta successiva nessun sintomo. La reinfezione è stata scoperta di ritorno da un viaggio in Spagna, hanno spiegato gli scienziati, e il virus sequenziato corrispondeva al ceppo circolante in Europa a luglio e agosto.

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“I nostri risultati dimostrano che la seconda infezione è stata causata da un nuovo virus” con cui il paziente “si è contagiato di recente”, e non da una “prolungata diffusione virale”, ha dichiarato Kelvin Kai-Wang To, microbiologo clinico dell’università di Hong Kong. I medici hanno segnalato diversi casi di presunta reinfezione in varie parti del mondo, ma nessuno di questi è stato confermato con test rigorosi. Quello di Hong Kong sarebbe il primo.

Ed è stato possibile perché i ricercatori hanno sequenziato il virus di entrambe le infezioni contratte dal paziente e hanno trovato differenze significative, il che suggerisce che l’uomo sia stato contagiato una seconda volta. Del resto, ricordano gli esperti, è noto come i coronavirus che causano il comune raffreddore siano in grado di causare nuove infezioni in uno stesso soggetto in meno di un anno. Ma per il Sars-CoV-2 gli scienziati speravano in un comportamento più simile a quello dei ’cugini’ virus della Sars e della Mers, i quali sembrano produrre un’immunità più duratura di alcuni anni.

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cms_18796/Min_Sanita_ISS.jpgI contagi da coronavirus sono saliti a 260.298 da inizio emergenza. Sono i numeri dell’ultimo rapporto del ministero della Salute, pubblicato sul sito della Protezione Civile. Un dato su cui incide anche il minor numero di tamponi fatti da ieri (45.914 contro i 67.371 del giorno precedente). I morti sono stati 4. Calano i ricoveri in terapia intensiva. Sono stati 65, 4 in meno rispetto a ieri. I guariti sono 192 ultime 24 ore in Italia, 205.662 da inizio emergenza.

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Valle d’Aosta, Molise e Basilicata sono le tre regioni italiane a zero contagi da ieri. Tra le regioni con più nuovi casi, Lazio in testa (146), davanti a Campania, Emilia-Romagna e Veneto (116) e Lombardia (110).

Data:

25 Agosto 2020