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Massacro in Siria, l’Onu chiede una tregua

Massacro in Siria, l’Onu chiede una tregua

cms_8538/siria_ghouta_afp.jpgIl Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una richiesta di cessate il fuoco umanitario per 30 giorni in Siria. Il voto unanime giunge dopo una serie di rinvii a partire da giovedì, causati dalla resistenze della Russia, paese alleato del regime di Damasco e uno dei membri del Consiglio Onu con diritto di veto.

Il testo approvato “invita tutte le parti a sospendere le ostilità senza dilazioni per un periodo di tempo di almeno 30 giorni consecutivi” per permettere la distribuzione di aiuti umanitari e il soccorso alle vittime civili, ma non contiene mezzi di pressione per imporre la tregua. Sono esclusi dal cessate il fuoco gli interventi contro gruppi terroristici come lo Stato Islamico, Al Qaeda e al Nursa.

La risoluzione, presentata da Svezia e Kuwait, è stata approvata mentre le forze del governo siriano di Bashar al Assad sono impegnate in un violento attacco contro il sobborgo orientale di Damasco della Ghouta orientale, in mano ai ribelli. Secondo l’osservatorio siriano per i diritti umani, almeno 500 persone, fra cui 120 bambini, hanno perso la vita dalla scorsa domenica.

Afghanistan, kamikaze e attentati

cms_8538/kabul_Afp.jpgAlmeno tre persone sono rimaste uccise e altre cinque ferite in un attentato suicida avvenuto a Kabul, in Afghanistan. Secondo quanto riferiscono le autorità locali, l’esplosone ha avuto luogo nell’area di Shash Darak, vicino ad una sede della Direzione nazionale della sicurezza (Nds).

Le forze di polizia hanno isolato l’area, dove si trovano anche l’ambasciata americana, il quartier generale delle forze della coalizione della Nato e altre istituzioni afghane e internazionali. L’organizzazione terroristica dell’autoproclamato Stato Islamico ha rivendicato, tramite la sua agenzia Amaq, la responsabilità dell’attentato.

FARAH – In un secondo attentato, nel distretto di Bala Buluk, nella provincia occidentale di Farah, almeno 25 membri dell’esercito sono morti dopo che militanti talebani hanno attaccato il loro posto di blocco portando via tutte le armi che sono riusciti a trovare, secondo quanto riferito da Khair Mohammad Noorzai, membro del consiglio provinciale di Farah.

HELMAND – Nelle stesse ore, nella provincia meridionale di Helmand, almeno tre persone sono state uccise e altre tre sono state ferite in altri due attentati nella capitale di Lashkargah e nel distretto di Nad Ali, rivendicati ancora dai talebani.

ATTACCHI – Omar Zwak, portavoce del governatore provinciale di Helmand, ha reso noto che un kamikaze è stato colpito dai soldati dell’esercito afghano ma il suo veicolo è riuscito a raggiungere l’entrata della base militare nel distretto di Nad Aali, uccidendo due soldati e ferendone un altro.

KAMIKAZE – In un secondo attentato suicida, un’autobomba è esplosa nel parcheggio di una struttura dell’intelligence afghana a Lashkargah: una guardia di sicurezza è morta e sette civili sono rimasti feriti.

Russiagate, incriminazioni e intrighi

cms_8538/trump_schermo_afp.jpgL’ex manager della campagna elettorale di Trump, Paul Manafort, avrebbe segretamente pagato ex politici europei per fare pressione sul governo pro Russia dell’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych. E’ quanto emerge, riportano i media americani, dalle nuove accuse presentate dal procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller.

Secondo la nuova incriminazione, Manafort avrebbe versato oltre 2 milioni di euro (2,5 milioni di dollari) al cosiddetto Hapsburg Group per “assumere posizioni a favore dell’Ucraina” dal 2012 al 2013. Il presunto gruppo era gestito da un ex cancelliere europeo, di cui non è stato fatto il nome.

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25 Febbraio 2018